Premier oggi alla Camera, fuori le opposizioni: «Questo governo non avrebbe alternative credibili»

ROMA – «Il governo chiede di avere confermata la fiducia perché profondamente consapevole dei rischi che corre il Paese e perchè i tempi imposti dai mercati non sono compatibili con quelli di certe liturgie della politica»: lo ha detto il premier Silvio Berlusconi parlando alla Camera nel discorso sulla fiducia. E ironizzando sull’assenza delle opposizioni in Aula, ha aggiunto: «Le opposizioni esercitano un legittimo diritto-dovere di critica, ma sono frastagliate e divise, oggi, sono addirittura sparite, e partecipano a una campagna demolitoria contro il governo».

 

«Noi abbiamo intenzione di continuare a lavorare per il bene delle famiglie e delle imprese anche se contro di noi è stata fatta una campagna di inusitata violenza da parte di un’opposizione unita solo dall’antiberlusconismo ma che poi è totalmente divisa sulle politiche economiche», ha proseguito sottolineando che «come primo atto di governo la sinistra rimanderebbe al mittente la lettera della Bce». E ha dunque aggiunto: «Non vi nascondo la gravità dell’incidente sull’articolo 1 del rendiconto generale dello Stato, ma ciò non può avere conseguenze sul piano istituzionale».

 

«Nell’approvare una legge sul rendiconto il cui contenuto è inemendabile il Parlamento conferisce una copertura legislativa al procedimento di accertamento e di verifica dell’anno precedente. In caso di votazione negativa di una Camera è del tutto improprio parlare di sfiducia. (…) Il governo chiede di avere confermata la fiducia perché profondamente consapevole dei rischi che corre il Paese e perché i tempi imposti dai mercati non sono compatibili con quelli di certe liturgie della politica», ha affermato quindi nel discorso sulla fiducia.

 

«Questo governo non avrebbe alternative credibili e le elezioni anticipate non sarebbero una soluzione ai problemi che abbiamo» ha sostenuto. Quando la maggioranza e suo leader perdono la fiducia, secondo il Premier, la parola torna agli elettori. La definisce “il sale della democrazia”: una regola che protegge la stabilità degli esecutivi e che «va custodita come tesoro se non vogliamo che le Istituzioni cadano nello spregio del partito del disfascismo».

 

«Sono qui, e con me una maggioranza politicamente coesa, al di là degli incidenti d’Aula, per testimoniare che l’Italia ce la fa, ce la farà e può rilanciarsi battendo la strategia del pessimismo. (…) Chi nell’opposizione vuole continuare a erigere patiboli e continuare a lapidare ogni giorno un nuovo capro espiatorio sappia che ci troverà come ostacoli sulla sua strada»: si sono così concluse le comunicazioni del Presidente del consiglio, durate una ventina di minuti e punteggiate da 13 applausi dei deputati di maggioranza.

 

Alla fine, per il presidente del Consiglio c’è stata una standing ovation. Il dibattito successivo alle comunicazioni del presidente del Consiglio sarà limitato ad una sola ora invece delle tre normalmente previste in casi analoghi. Questo accorcia i tempi per la votazione di fiducia, che avverrà presumibilmente domani, 24 ore dopo la sua apposizione in Aula.

Natalia Radicchio

Foto| via www.rai.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews