Predictive Index, il software che misura livello di altruismo e pazienza

“Venere e Marte congiunti in Sagittario. Il candidato non è adatto alla mansione proposta, ma è un ottimo soggetto in ambito creativo”. E’ quanto si è sentito rispondere un direttore del personale, dopo aver chiesto il parere di un astrologo per la selezione di un candidato. Non sono molti a farlo, ma chi ci crede non può più fare a meno. Chi utilizza il parere di un astrologo per valutare il carattere e l’aspetto più intimo del candidato sono soprattutto i francesi e i belgi. Per loro la grafologia è una disciplina da tenere in grande conto, che affianca  ai colloqui anche una consulenza calligrafica.

Ma cosa succede a chi non crede nell’esoterismo e vuole comunque indagare questi aspetti ancestrali nel candidato? Esiste un altro sistema, come il metodo Pi. A portarlo in Italia è Paolo Bonelli, che dopo una lunga esperienza manageriale in ambiti multinazionali, ha fondato Hr Management e advisor. Si tratta di Predictive Index, un software capace di misurare quattro fattori che determinano motivazione, comportamento e prestazione nel contesto del lavoro del soggetto.

“E’ un metodo brevettato a livello mondiale con tutte le declinazioni del caso, nel senso che è studiato ad hoc per aderire perfettamente ai modelli culturali ancestrali del candidato, che cambiano di Paese in Paese”. A precisarlo è Giovanna Battezzati, psicologa del lavoro specializzata nell’elaborazione dei profili professionali e formatrice di Pi.

Pi è nato negli Stati Uniti oltre 60 anni fa ed è attualmente usato da 100 delle 500 migliori società del mondo, secondo la classifica di Fortune. Paolo Bonelli l’ha portato in Italia 4 anni fa, dove è ancora poco conosciuto: solo 30 aziende hanno stipulato un contratto per questo test.

Entrando meglio nel dettaglio, Pi non è né un test cognitivo né di abilità. E’ un test he chiede semplicemente di descriversi così come ci si percepisce nel proprio ruolo lavorativo attraverso la scelta di alcuni aggettivi riportati in una lista. E’ basato su un algoritmo che rileva i livelli di altruismo, estroversione e pazienza, elaborando le risposte riportate dal soggetto nel questionario. Il Pi viene poi sovrapposto con il Pro, il Profilo della mansione che sarà chiamato a svolgere, per valutare quanto i due identikit si somigliano. Il software viene dato in concessione all’azienda con contratto di licenza e costi variabili, a seconda del numero dei dipendenti, a partire da 2.100 euro all’anno.  Può essere utilizzato in qualsiasi settore, ed è apprezzato da coach e counsellor per ottimizzare i propri interventi. La piattaforma del sistema è on line e si trova sul sito www.pi-europe.com.

Avrà successo in Italia? Certo il sistema sicuramente incuriosisce, ma quanto peserà lo scetticismo dei responsabili del personale a riguardo? Probabilmente non poco. Se si considera poi che per molte aziende italiane gli aspetti caratteriali e motivazionali contano  poco o nulla rispetto alle capacità tecniche del candidato, allora l’utilizzo di Pi sarà ancora minimo…

Chiara Campanella

Foto via: elisabistocchi.org;

 

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