Preda o predatore? I commenti Social sullo stupro di Roma

Giuseppe Franco, ufficiale della Marina militare italiana, è stato accusato di violenza sessuale ai danni di una sedicenne. Su Facebook è bufera di accuse contro la giovane per essere stata ingenua, lasciva o consenziente (gazzettino.it)

Roma – Sono passate meno di 24 ore da quando la notizia che è un militare il presunto stupratore della quindicenne, e puntuali come le tasse, sono arrivati i commenti sul web. A raccoglierli, esprimendo tutto il loro disprezzo per gli autori, il gruppo musicale dei 99 Posse.

Una ragazzina di 15 anni è con le sue amiche a vedere i fuochi, viene stuprata da un militare che oggi sarebbe andato a…

Posted by 99 Posse on Mercoledì 1 luglio 2015

STUPRO DI ROMA: COLPEVOLE O INNOCENTE? - Da preda a predatore, è questo che emerge dai commenti delle persone, che forti dell’anonimato di un pc, hanno espresso la loro opinione su quanto accaduto in una delle zone della Roma bene. “E sta ragazzina sola a mezzanotte per strada in una grande città che ci faceva”, oppure, “Ma come se vestono a Prati? Aaaaaaaaaa…. ste zozzette”. Pur riconoscendo la gravità della violenza subita dalla quindicenne, per gli autori di questi messaggi, la vittima si è trasformata in carnefice ed è colpevole di istigazione al reato solo per il fatto che indossasse una minigonna, mentre per altri, è autrice di una bugia per celare un rapporto consensuale ai suoi genitori. Quale che sia la verità, il giudizio ultimo sullo stupro di Roma spetta al giudice, pertanto non va dimenticato che si parla di un reato e di un probabile criminale. Questo ci porta alla seconda osservazione.

I PERBENISTI DEL WEB - Ciò che risalta agli occhi da quanto si legge sul web è come ogni volta che si verifica un fatto del genere la nazionalità del presunto colpevole viene sottolineata. Di certo ricorderete il fatto della donna di Milano violentata da chi le consegnò la pizza a casa, venne sottolineato che il colpevole era di nazionalità egiziana. Oppure, il caso dell’evaso dal carcere di Pordenone, che in fuga violentò una ragazza di 28 anni. Venne poi detto che era di nazionalità tunisina. O da ultimo il caso della tassista violentata, del colpevole venne scritto che era un italiano. A prescindere dalla nazionalità. che non è indice di colpevolezza di per sè, il reato ed i criminali che lo perpetrano sembrano quasi passare in secondo piano.

Silvia Paparella

@SPaparella

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