Post Napolitano: basta con la retorica sulle donne

donne

Da quando hanno cominciato a circolare le voci sulle quasi imminenti dimissioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in molti hanno cominciato a dire che il prossimo Capo dello Stato deve essere una donna: «Il Paese è pronto per avere un presidente della Repubblica donna», «In Italia ci sono donne autorevoli, che hanno delle storie significative ed è giusto che possano essere considerate» Laura Boldrini, Presidente della Camera. «Al suo posto (di Napolitano, nda) ci vorrebbe una figura autorevole che rappresenti tutto il Paese e se è donna è meglio» Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl. «Una donna al Quirinale sarebbe una novità molto positiva» Achille Occhetto, ultimo segretario del Partito Comunista Italiano. «Ho anche già espresso un auspicio: ci vuole una personalità forte e penso che è tempo di eleggere una donna capo dello Stato, lo penso molto seriamente. Il paese è maturo, stra-maturo per questo» Massimo D’Alema. Insomma, tutti vogliono un Presidente della Repubblica donna. Nessuno, invece, sembra volere un Capo dello Stato bravo.

PROBLEMA INESISTENTE - Per onestà intellettuale bisogna dire che l’unico a esprimersi in maniera seria sull’argomento è stato il presidente del Consiglio Matteo Renzi quando, alcuni giorni fa, ha dichiarato che la questione della successione a Napolitano «non è un problema di genere». Quando i parlamentari si riuniscono per eleggere il Presidente della Repubblica, a tutto dovrebbero pensare tranne che al sesso dei candidati. Invece, si dovrebbero guardare curricula. Ci sono tantissimi uomini che hanno tutte le potenzialità per essere degli ottimi inquilini del Quirinale, e ovviamente lo stesso discorso vale per tantissime donne. Ma per la legge della simmetria, si deve ricordare che così come tanti uomini il Quirinale è bene che al massimo lo guardino con il cannocchiale, lo stesso discorso vale per tante donne impreparate. Dimostrazione che a dover essere discriminante non dove essere il sesso, ma la preparazione, l’autorevolezza. Caratteristiche che si possono trovare sia negli uomini che nelle donne.

DONNE QUINDI VALIDE - Se si dovesse seguire questa moda molto “politically correct” per cui bisognerebbe eleggere Presidente della Repubblica una donna solo in quanto donna, allora tanto varrebbe far salire al Colle personaggi come Sara Tommasi, Nicole Minetti, Ruby Rubacuori o, perché no, Barbara D’Urso. D’altronde sono donne, quindi secondo gli immensi pensatori sopra citati avrebbero l’unico requisito richiesto. E poco importa se non avrebbero le competenze adatte.

OFFESA - Se esistesse veramente la tanto citata – ma in Italia mai applicata – meritocrazia, non si dovrebbero ascoltare questi discorsi assurdi sulle donne. Periodicamente, torna l’idea delle quote rose, della rappresentanza di genere, e della necessità di avere un Presidente della Repubblica donna. Chi parla di queste cose, offende pesantemente le donne intelligenti. Le quali non hanno bisogno di anteporre il loro essere donne al loro essere capaci, intelligenti, acute, brillanti. Sono le donne meno intelligenti ad aver bisogno delle quota rosa, perché altrimenti si vedrebbero, giustamente, sempre scavalcate da uomini che hanno un curriculum migliore.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: strettoweb.com

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