A Pompei maestro ai domiciliari: accusato di pedofilia

Maestro di Pompei arrestato con l'accusa di pedofilia

Maestro di Pompei arrestato con l’accusa di pedofilia

Pompei – Un maestro della città vesuviana è stato arrestato nei giorni scorsi e da oggi è ai domiciliari. L’accusa per l’uomo, la cui età sarebbe di circa 50 anni, è di quelle pesanti: pedofilia. Stando a una prima ricostruzione, avrebbe abusato di un bambino a cui dava lezioni durante il pomeriggio. Il maestro è anche stato sospeso dal servizio.

Le violenze si sarebbero svolte lungo un arco di ben tre anni, tanto è durata la frequentazione tra l’uomo e il bambino. Già nel 2010, però, i genitori avrebbero evidenziato sintomi e segnali nel bambino, sotto forma di instabilità, agitazione e frequenti sbalzi d’umore: questo li aveva spinti a denunciare i fatti circa un anno fa. Solo dopo un certo tempo, a partire dallo scorso maggio, i genitori hanno ottenuto un racconto completo dal bambino e lì sono scattate le indagini e gli accertamenti da parte dei carabinieri di Pompei.
Lunghi appostamenti e intercettazioni telefoniche hanno poi convinto le autorità della fondatezza dell’accusa, almeno a sufficienza da indurre i carabiniera ad arrestare l’uomo. A incastrarlo definitivamente il docente sarebbero state delle riprese effettuate con una telecamera nascosta, che lo avrebbero ripreso nell’atto di masturbarsi davanti al bambino.

La città è sotto choc: l’uomo abitava alla periferia di Pompei ma era noto in tutta la zona, soprattutto perché lavorava in una delle scuole elementari del centro, la Bartolo Longo, che fa capo all’arcidiocesi del Santuario di Pompei. «Il solo pensiero di presunti abusi di natura sessuale commessi ai danni di bambini è odioso e raccapricciante – ha commentato l’arcivescovo Caputo della basilica di Pompei – di fronte a un asserito crimine tanto grave, il pensiero corre subito alle vittime e alle loro sofferenze. Il cuore del vescovo è vicino ad essi e alle loro famiglie. In questo senso, l’affidamento alla Magistratura, nel cui operato si esprime incondizionata fiducia, rappresenta la garanzia di una ricerca della verità che il supposto reato rende più viva e urgente, anche per lo stesso accusato e la sua famiglia. E ciò al di là delle circostanze, ancora da verificare, sui luoghi e sul tempo in cui gli abusi avrebbero avuto luogo. In attesa di tali accertamenti, l’ insegnante è stato sospeso dal servizio».
L’uomo, ora accusato di pedofilia, è sposato e ha tre figli.
Le indagini, nel frattempo, proseguono, sia per accertare i fatti e ricostruirli prima del processo, sia per verificare l’eventuale presenza di altre piccole vittime tra gli allievi del maestro.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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