Politica bidimensionale e ‘family day’: la sinistra senza narrazione

Family day, #svegliaItalia e la battaglia della comunicazione, persa ancora una volta dalla sinistra italiana; Francesco più chiaro dei nostri politici

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Matrimoni gay e adozioni: ma il Ddl Cirinnà parla d’altro

In Italia vince la bidimensionalità dell’opinione politica, soprattutto da parte di quei gruppi che dovrebbero lottare per la profondità della scelta consapevole. Il caso del disegno di legge Cirinnà e delle piazze Family day e #SvegliaItalia racconta ancora una volta l’incapacità della sinistra di raccontarsi e spiegarsi, un male diffuso che sta danneggiando il paese e la sua comunità democratica.

SUPERIORITÀ INTELLETTUALEPer alcuni è arroganza, per altri incompetenza, ma l’atteggiamento percepito rimane quello di una superiorità intellettuale della sinistra che la spinge a non doversi spiegare, quasi che le sue posizioni fossero autoevidentemente assolute e giuste per tutti. Fideismo marxista 2.0, insomma, non dissimile dal fondamentalismo religioso.
L’esempio recente è stata la piazza del Family day, dove sicuramente erano presenti quelle forze della destra radicale facilmente individuabili come fasciste – l’appoggio di Casapound è stato chiaro – ma dove si potevano trovare anche persone in piazza per difendere posizioni condivise anche a sinistra. Quella stessa sinistra ha rinunciato a parlar loro, però, seppellendoli con l’etichetta “medievale” e abbandonando dialogo (e voti) alla destra, senza alcuna seria motivazione razionale.

Il Family Day al Circo Massimo (fonte: ilpost.it)

Il Family Day al Circo Massimo (fonte: ilpost.it)

PRIMA I BAMBINI - Sia l’attenzione prioritaria all’elemento debole dei nuclei familiari, i bambini, sia il rifiuto di molte delle pratiche della maternità surrogata sono comuni anche tra gli esponenti della sinistra, oltre ogni confine del radicalismo cattolico nel quale sono state inserite queste opinioni in questi giorni da alcuni parlatori senza narrazione. Il dibattito, infatti, si è incentrato su temi che il Ddl Cirinnà nemmeno tratta, come le adozioni e l’utero in affitto. Non è stato neppure un problema di laicità, perché sabato in piazza non c’erano i vescovi e la settimana prima numerosi erano i cattolici con la sveglia in mano: nel caso limite, ci sono state persone concordi con entrambe le piazze senza essere affette da schizofrenia, ma solo così confuse sul tema dibattuto da non sapersi orientare. La piazza del Family day era caratterizzata da molte persone in buona fede, talmente turbate da progetti inesistenti da riuscire a tollerare la presenza di Casapound.

COMUNICAZIONE – Arroccare il dibattito sulla politica ha polarizzato la visione del problema, rischiando anche di compromettere l’approvazione della legge e il riconoscimento di diritti sui quali una larghissima percentuale degli italiani è d’accordo. Il problema, prima ancora che contenutistico, è infatti stato sul piano della comunicazione e non è la prima volta che la sinistra risulta fallimentare in questo: nemmeno Renzi, maestro e figlio del marketing, è riuscito a evitare la sbandata e a vincere la battaglia mediatica. Cartina al tornasole di questa difficoltà sono state le preoccupazioni delle persone al Circo massimo sabato scorso, quasi tutte per temi che il Ddl Cirinnà non prende in considerazione.

FRANCESCO – Non stupisce che da tutto questo ne esca rinforzato Francesco, che ha taciuto sul Family day, ha ricordato in Vaticano l’importanza per la Chiesa e la società della famiglia nella sua formulazione tradizionale e messo in chiaro durante l’Angelus che “nessuna condizione umana esclude dall’amore di Dio“, dimostrando così che la Misericordia e la Carità si mettono in pratica, non si predicano dagli altari. Ancora una volta è il Papa a insegnare ai cattolici – ma non solo – cosa significa laicità.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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