Polemica Chiesa – Ici, il ministro Riccardi si espone: “La Chiesa paghi l’Imu”

Dura reazione di "Avvenire" (blitzquotidiano.it)

Il governo Monti potrebbe valutare la possibilità di far pagare l’Imu – la tassa che prenderà sostanzialmente il posto della vecchia Ici – anche alla Chiesa, quantomeno per quel che riguarda gli immobili utilizzati con finalità commerciali.

L’apertura non arriva però dal Premier Mario Monti, che, anzi, ha di  recente dichiarato di non aver neppure valutato la questione durante la stesura dell’ultima manovra finanziaria, bensì dal ministro per la Cooperazione e l’integrazione, Andrea Riccardi.

Ospite di Lucia Annunziata, Riccardi ha dichiarato ai microfoni di Rai3: “Credo che le attività di culto della Chiesa siano una ricchezza per il Paese e, quindi, l’Ici-l’Imu non va pagata in questo caso. Per quelle che possono essere le attività commerciali gestite dalla Chiesa, dai religiosi e dalle associazioni cattoliche, vigilino i Comuni per vedere se l’imposta viene pagata e intervenga”. Al tempo stesso, tuttavia, il ministro invita alla cautela e, soprattutto, a non approfittare del problema, assai delicato, per assumere una posizione rigidamente anti-clericale: occorrerà valutare caso per caso in che modo agire.

La battaglia contro i privilegi della Chiesa infuria sul web già da diversi mesi, come dimostrano i numeri raggiunti dal gruppo Facebook “ Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria”, che vanta al momento più di 160.000 consensi. Negli ultimi giorni, tuttavia, la questione si è imposta in maniera sempre più consistente anche all’attenzione della stampa: mentre il radicale Staderini portava alla ribalta  testimonianze video che dimostravano come ipotetici convitti per i parroci, fossero in realtà alberghi veri e propri, politici di varie fazioni si aprivano più o meno timidamente sulla delicata questione.

Particolarmente stizzita la replica del direttore di “Avvenire”, che ha invece voluto ricordare come non esista nessun privilegio legalizzato a favore delle attività commerciali ecclesiastiche: “Chi dice il contrario mente sapendo di menti­re”. La campagna mediatica attualmente in atto si baserebbe insomma su una menzogna, volta ad alimentare sentimenti anticlericali. Non solo, il rischio concreto sarebbe quello di compromettere anche le innumerevoli iniziative benefiche sostenute dalla Chiesa cattolica italiana.

Quel che appare tuttavia evidente è che, al di là di qualche estremismo, ad essere finite sotto accusa sono le sole attività con scopo di lucro fini a loro stesse e, attualmente, non dichiarate come tali. Ed è appunto su questa questo nodo focale che il governo Monti è chiamato, anche dal web, a fare luce.

Mara Guarino

Foto homepage via: musulmanimoderati.com

 

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