Più Libri Più Liberi: digitale si, digitale no

Aprirsi all'innovazione tecnologica o restare ancorati al passato? Questo il tema trattato a Più Libri Più Liberi nella prima giornata

La cerimonia di inaugurazione della XII edizione

La cerimonia di inaugurazione della XII edizione

Roma – Si è aperta ieri la fiera delle piccola e media editoria Più Libri Più Liberi, con un programma all’insegna dei giovani e degli addetti ai lavori. I primi due giorni, infatti, sono aperti gratuitamente agli studenti e non è stato difficile incontrarne gruppi cospicui per i corridoi dell’esposizione. Un’occasione per ampliare le vedute ed entrare nel mondo dell’editoria da un canale differente. Non quello della GDO (Grande Distribuzione Organizzata), ma quello dell’editoria vista ancora – per fortuna – come artigianato del libro, cura del dettaglio e ricerca letteraria. Un’occasione questa anche per partecipare a incontri indirizzati tutti a fare il punto sull’attuale situazione del mondo editoriale.

LA SCENEGGIATURA SOCIAL – Uno dei primi incontri in programma è stato dedicato all’iniziativa di Rai Educational in collaborazione con il portale 20lines che prevede la creazione di una sceneggiatura scritta a più mani utilizzando il medium principe degli ultimi anni: il social network. 20lines, infatti, è un social che ha all’attivo circa 35 mila utenti che si scambiano idee e pensieri sulla scrittura.  Tramite la piattaforma qualsiasi utente può pubblicare i suoi scritti o semplicemente leggere e commentare quelli di altri. Partendo da questa struttura, Rai Educational ha deciso di proporre un contest in cui, dato un incipit di 20 righe, scritte dallo scrittore e giornalista Stefano Falai, ogni utente potrà inserire un seguito della stessa lunghezza. Ogni tre giorni, il più votato con il meccanismo dei “like” verrà scelto  e gli utenti potranno continuare con altre 20 righe la narrazione, fino ad arrivare ad un racconto diviso in sei parti. Questo diventerà poi una sceneggiatura per un cortometraggio che Rai Educational produrrà e presenterà sul suo portale.

ESERCIZIO DI SCRITTURA CREATIVA – La filiera della scrittura diventa quindi un lavoro a più mani in cui chiunque può dare il suo apporto e testare le sue capacità scrittorie. Dietro questo progetto c’è la volontà di indagare le infinite possibilità di evoluzione di un racconto e, nello stesso tempo, dare una possibilità anche ai più giovani di cimentarsi nell’esercizio letterario. L’autore incaricato di scrivere l’incipit è, in un certo senso, l’uomo contro corrente, il legame con il passato. Falai, infatti, all’inizio del progetto, non voleva per il suo brano il meccanismo dei “like” e ha deciso di accettare solo quando è stato chiaro che dietro il sistema non ci fosse una sorta di talent show: al giornalista interessa la spinta creativa e il valore letterario di questo progetto, non di certo l’aspetto interattivo. La verità, però, è che in una realtà in cui il digitale sta diventando sempre più preponderante, questa tendenza a rifiutare i nuovi fenomeni di costume come può essere il voto diretto dell’utente o, allargando il campo, come l’editoria digitale e il self-publishing potrebbe essere un grave limite di valutazione. Bocciare a prescindere una nuova tecnologia è un errore concettuale da evitare, in favore di una apertura al nuovo nella prospettiva prima di capirlo e poi di sfruttarne le potenzialità.

LA FUNZIONE EDITORIALE – A questo proposito, l’incontro dedicato ai professionisti tenutosi nel pomeriggio nella sala Rubino alla presenza di Riccardo Cavallero (Gruppo Mondadori) e Sandro Ferri (Edizioni E/O) è stato una sorta di involontario proseguimento dell’argomento. Cercando di capire che valore abbia la figura dell’editore si è inevitabilmente finito per parlare sia del fenomeno del self publishing, sia del passaggio ormai inevitabile al digitale anche per i libri. La figura dell’editore sembra destinata a cambiare e a inseguire altre strade per mantenersi a galla, ma non è ancora chiaro in che modo e quanto dovrà rivoluzionarsi. Entrambi i relatori sono convinti che non sia una figura destinata a morire, perché garantisce una serie di servizi che nessun meccanismo di auto pubblicazione prevede, ovvero tutti i passaggi di scouting, selezione ed editing che danno al libro pubblicato dall’editore una qualità indubbiamente maggiore.

PUNTI DI VISTA – Per Cavallero, non è però chiaro se saranno ancora gli attuali editori i protagonisti del settore e immagina che probabilmente sopravvivranno solo quelli che sapranno cavalcare l’onda della tecnologia, che sapranno fiutare in anticipo i cambiamenti del mercato e trovarsi già sulla strada giusta. Per Ferri, invece, l’unica possibilità per sopravvivere è rimettere al centro di tutto la figura del lettore, da sempre sottovalutato dagli addetti ai lavori e mai veramente capito. Ricreare, inoltre, un ambiente culturalmente ricco, come era solita fare l’editoria degli Anni Cinquanta e Sessanta, in cui il lettore possa ritrovare il gusto per la lettura e soprattutto avere dei punti di riferimento con i quali orientarsi in un ambiente che offre sempre una quantità maggiore di titoli, ma poche indicazioni chiare. Una sorta di ritorno al passato in cui recensioni, premi e soprattutto il rapporto con il libraio facciano da salvagente ad una clientela sempre meno capace di orientarsi nella scelta.

Piccoli lettori in fiera

Piccoli lettori in fiera

GRANDE CONTRO PICCOLO – Due modi di vedere l’editoria profondamente influenzati anche dalla provenienza dei due relatori: Cavallero, a capo del grande colosso Mondadori, punta all’innovazione, soprattutto tecnologica, proponendo a Natale 101 titoli che, se comprati in versione cartacea, avranno in regalo il corrispettivo e-book, pensando probabilmente che il digitale non potrà essere fermato e allora tanto vale farselo amico. Ferri, a capo di E/O, rimane legato a quella idea di casa editrice medio piccola che fa della ricerca, della qualità del prodotto e dell’attenzione al lettore il suo punto di forza.

CONTRO I MULINI A VENTO – Nell’attuale situazione economica, è evidente che il mondo editoriale abbia al momento grosse difficoltà da gestire. Difficoltà che di certo l’avvento, non da tutti previsto, del digitale ha, se possibile, peggiorato. L’editoria, un po’ per formazione, un po’ per caparbietà, sembra sempre più opporsi al progresso, facendo muro di fronte al formato e-book che aumenta la pirateria e non garantisce il controllo sul prodotto. Questa battaglia, come fu (con le necessarie differenze) per le case discografiche quando arrivò l’Mp3, è però una battaglia praticamente già persa e allora, forse, varrebbe la pena di cercare altre strade in cui il medium digitale diventi alleato, anche di fronte ad altri aspetti e problemi della crisi come per esempio il calo delle vendite di un prodotto che, purtroppo, non è un bene di prima necessità. O almeno non lo è per tutti.

Elisabetta Tirabassi

Foto: Più Libri Più Liberi

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