Pippo Civati lascia il Partito Democratico

Pippo Civati rompe col Pd: 'Non ho più fiducia, non sosterrò il governo e per questo lascio il gruppo del Pd'

Pippo Civati

Pippo Civati, deputato lombardo (confini.blog.rainews.it)

È ormai ufficiale: Pippo Civati lascia il Partito Democratico. Il Deputato lombardo di 39 anni, già candidato a segretario del partito durante l’ultimo congresso, rende note le sue divergenze con Matteo Renzi, segretario del PD e presidente del Consiglio, scegliendo in tal modo di rompere l’alleanza e la collaborazione costruita nel corso degli ultimi anni.

L’ANNUNCIO DI CIVATI – «Non ho più fiducia, non sosterrò il governo e per questo lascio il gruppo del Pd» Queste le parole rilasciate al Post, con cui Civati rende nota la sua ferma decisione. Una scelta motivata poche ore dopo durante una conversazione telefonica con l’Ansa: «Esco dal gruppo del Pd. Per coerenza con quello in cui credo e con il mandato che mi hanno dato gli elettori, non mi sento più di votare la fiducia al governo Renzi. La conseguenza è uscire dal gruppo».

ALLE ORIGINI DEL DIVORZIO – Netto, definitivo, così appare lo strappo di Pippo Civati col gruppo del Pd. Dopo mesi di esitazioni e perplessità, adesso è giunta l’ora che il deputato della minoranza esca allo scoperto. Non vi è più alcun dubbio, a decretare la fine del suo sodalizio con il segretario Matteo Renzi, è stato proprio l’Italicum. Il via libera alla riforma elettorale, infatti, non ha fatto altro che alimentare la tensione interna ai democratici, fino ad oggi, giorno della disfatta. A nulla è servito, dunque, l’appello all’unità di Renzi, che il 5 maggio aveva teso la mano alla minoranza affermando «teniamo tutti dentro al partito». Civati si ritrae e firma il divorzio.

Renzi e Civati

Matteo Renzi e Pippo Civati (notizie.tiscali.it)

L’ULTIMA DICHIARAZIONE SUL WEB – Metaforiche ed allusive ma allo stesso tempo chiare e lampanti, queste le parole battute da Civati sul suo blog; una dichiarazione che cagiona e sigilla il dissidio coi vertici del PD: «A un certo punto, senza preavviso, è semplicemente capitato che un giorno alcune persone con cui pensavamo di aver condiviso questa visione hanno cambiato idea. Hanno promosso e approvato – senza voler parlare di leggi elettorali il, riforme del lavoro e della costituzione – cementificazioni e trivellazioni, e ce li siamo trovati in tivù a deridere le ragioni di chi difende l’ambiente o crede che il futuro passi attraverso soluzioni differenti. Peccato (soprattutto per loro): perché invece il futuro sarebbe a portata di mano, basterebbe imparare a sposare tradizione e cambiamento, coniugando cose antiche come i diritti e nuovissime come l’innovazione. Questa è la storia che mi interessa raccontare, sin dall’inizio, mi spiace per chi ha cambiato idea ma per quel che mi riguarda continuerò a farlo con tutti quelli che lo vorranno. Secondo me sono tantissimi.»

Antonietta Mente

@AntoMente

 

 

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