Pinacoteca di Brera: Hayez nella Milano di Manzoni e Verdi

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Il Bacio (Francesco Hayez)

Milano – Ultimo weekend a disposizione per visitare la mostra “Hayez nella Milano di Manzoni e Verdi”, esposta alla Pinacoteca di Brera e curata da Fernando Mazzocca, Isabella Marelli e Sandrina Bandiera.

L’intento è quello di celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia con un evento dedicato al noto artista, il cui lavoro più conosciuto, Il Bacio, – una delle opere più ammirate e riprodotte tra quelle del Brera – è stato riconosciuto come un concentrato di ideali profondamente risorgimentali, al di là della più immediata lettura romantica.

Il piccolo dipinto – parte della collezione milanese dal 1886 – viene presentato per la prima volta nel 1859, in occasione di una grande mostra allestita a Brera per celebrare la liberazione della Lombardia dal dominio austriaco.

Nello specifico, la mostra (in chiusura domenica 25 settembre dopo i sei mesi programmati) è incentrata sul rapporto che legò Hayez, Manzoni e Verdi, in un connubio di amicizia e comuni interessi culturali. A questo scopo sono stati riuniti moltissimi dipinti dell’artista, molti dei quali provenienti da altri musei, tra cui la Galleria d’Arte Moderna di Roma e alcune collezioni private.

I tre protagonisti – Hayez, Manzoni e Verdi – hanno rappresentato come pochi altri il primato artistico della città di Milano nell’ambito pittorico, letterario e musicale, contribuendo – rispettivamente – con la pittura storica ed il ritratto, le tragedie (Carmagnola e Adelchi) e il romanzo moderno (I Promessi Sposi) e, infine, con il melodramma.

La mostra percorre le varie fasi della vita e della produzione di Hayez e tende a individuare i rapporti che egli ha allacciato con Manzoni e Verdi, il quale – a sua volta – considerava il pittore come il maggior artista del Risorgimento.

Lungo l’esposizione, si va dal Ritratto dell’Innominato – ispirato appunto al personaggio creato da Manzoni – agli Autoritratti, fino al dipinto più famoso, quello fatto proprio allo scrittore; seguono poi altri ritratti a familiari ed amici di Manzoni, come nel caso delle opere che vedono raffigurati Antonio Rosmini e Massimo D’Azeglio, marito di una delle figlie dell’autore milanese.

Verdi, da parte sua, ha spesso richiesto consulenze a Hayez per la messinscena delle sue opere, avendo questi già trattato in pittura gli stessi temi di alcuni melodrammi del compositore, come I Lombardi alla prima Crociata, I Vespri e I due Foscari. La visione delle opere, che posseggono una decisa forza melodrammatica, è sottolineata in mostra da una colonna sonora composta dalle arie più celebri delle omonime opere verdiane.

La rassegna non può che chiudersi con Il Bacio e i ritratti dei due assoluti protagonisti della musica dell’Ottocento italiano: Gioacchino Rossini e lo stesso Verdi, il quale non venne mai dipinto dal

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Il Ritratto di Manzoni (Francesco Hayez)

Hayez ma la cui effige è rappresentata alla mostra da un ritratto dedicato di Giovanni Boldini.

Un breve excursus delle sezioni della mostra:

I. Gli autoritratti di Hayez. Il pittore storico come il vate della nazione

II. Hayez e Manzoni. Dal Carmagnola ai Promessi Sposi

III. I ritratti della famiglia Manzoni e degli amici. Manzoni ammiratore di Hayez

IV. I Due Foscari e I Lombardi. Da Hayez a Verdi

V. “Il suon di ogni squilla i Vespri suonò”. I Vespri siciliani da Hayez a Verdi

VI. La “musica dell’avvenire” da Rossini a Verdi. Il Bacio di Hayez e l’ “avvenire” d’Italia

 

Marina Cabiati

Pinacoteca di Brera – Milano

Orari di apertura 8.30 -19.15 da martedì a domenica

Chiuso lunedì

 

 

Foto || t2.gstatic.com; ilcannocchiale.it; andkronos.it


 

 

 

 

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