Piet Mondrian a Roma: il Vittoriano ospita l’Armonia Perfetta

Roma – Mondrian è un artista eccezionale, davvero apprezzato – purtroppo – solo da chi è in grado di usare la propria immaginazione e da chi è disposto a compiere uno sforzo per comprendere, per uscire da quello che sembra uno schema e capire quello che c’è oltre.

La forza espressiva di Mondrian è come un calcio, un calcio che costringe chi si confronta con le sue opere a dare una scossa alla sua realtà, o meglio alla sua idea di realtà.

Così viaggiando tra le sale del Vittoriano, Mondrian ci si offre nudo ed entusiasmante, insieme a quaranta opere che rappresentano artisti che hanno influenzato o che sono stati influenzati dal geniale pittore olandese. Un nome su tutti, Theo van Doesburg, l’eclettico autodidatta vicino al Bauhaus con cui Mondrian fondò la rivista De Stiji e con cui affrontò il rinnovamento dell’arte, quel rinnovamento a cui si deve la nascita del neoplasticismo.

Quasi tutte le opere esposte sono state concesse in via eccezionale dal Gemeentemuseum de L’Aia e l’esposizione è stata realizzata grazie alla collaborazione di grandi istituzioni museali come il Denver Art Museum, il Philadelphia Art Museum, la National Gallery of Canada di Ottawa, il National Museum of Modern Art di Kyoto.

L’evoluzione di Mondrian da paesaggista a maestro del simbolismo si deve tutta al suo trasferimento a Domburg, dove incontrò Toorop. Da quel momento in poi Mondrian ha concentrato tutti i suoi sforzi nello snellimento della struttura dell’immagine, giungendo – anni dopo – alla sua sintesi estrema fatta solo di linea e colore.

Non a caso l’approccio alla teosofia plasma ulteriormente l’opera di Mondrian che cerca la chiave interpretativa delle forze che agiscono tra uomo (la verticalità) e donna (l’orizzontalità) –  e quindi in tutto l’universo – lasciandosi alle spalle l’arte come semplice istantanea della realtà fenotipica.

Cosa vuol dire tutto questo? Semplicemente che la linea e il colore rappresentano tutta l’umanità e l’universo nelle loro infinite luci e sfumature e l’arte diventa il prisma che scompone questi concetti e li presenta, nudi, all’occhio dell’essere umano.

L’alternarsi di colori, linee orizzontali e linee verticali è quindi una ricerca, la ricerca dell’armonia perfetta – quella a cui l’intera retrospettiva è dedicata, la prima a Roma dopo cinquantacinque anni dalla personale dell’autore allo Gnam – tra elementi opposti, il cui equilibrio regola la realtà.

Il suo periodo cubista lo spinse irreversibilmente a sposare l’essenzialità delle forme e dei colori per cui tutti lo ricordano e riconoscono, anche chi ignora del tutto il suo percorso umano e artistico, la sua abnegazione all’arte, la sua passione per il jazz – che lo ispirò e cullò quando decise di fuggire dall’Europa ormai succube di un folle coi baffetti che bruciava libri e si accaparrava le opere d’arte più preziose del Continente – la sua lotta all’individualismo.

Non a caso la sorte di Mondrian è stata quasi antesignana – affermazione azzardata, ma esemplificativa – della sorte degli artisti pop: è diventato un’icona, conosciuto e sconosciuto al contempo, perché ogni sua opera è una firma e anche i meno ferrati in storia dell’arte di fronte a linee orizzontali e verticali intervallate da riquadri di colore puro non possono fare a meno di dire: «Questo sembra tanto un Mondrian», tanto forte è divenuta, con gli anni, la sua cifra stilistica.

Ormai lo stile Mondrian, o la riproduzione fedele delle sue opere,  è diventato un elemento d’arredo, anzi, un elemento architettonico: interi muri dipinti in chiave simbolista e il connubio tra l’arte, la ricerca e la funzionalità.

Così il Vittoriano ospita un trionfo di equilibri e squilibri, un continuo gioco di evoluzione, di contrasti, di colori e di vuoti, non meno importanti. L’armonia perfetta è quella dell’ascetismo e del misticismo a cui Mondrian è approdato – dopo anni di ricerca – quando è riuscito a eliminare qualsiasi sovrastruttura incarnando, in pochi tratti, l’essenza di ogni cosa.

Mondrian. L’armonia perfetta è una mostra da visitare con gli occhi spalancati, ma soprattutto con la mente spalancata. È per tutti coloro che sono affamati di arte, ma anche di risposte. Se non ne troverete, dovrete accontentarvi della bellezza, della passione, dell’impegno che trasudano da poche linee, da pochi colori, da tutto il mondo che vi è dietro.

Mondrian. L’armonia perfetta è a Roma al Complesso del Vittoriano, in via San Pietro in Carcere, dall’8 ottobre 2011 al 29 gennaio 2012. Orari: lunedì-giovedì 09.30-19.30, venerdì e sabato 09.30-23.30, domenica 09.30-20.30. Ingresso: intero € 12, ridotto € 8,50.

Francesca Penza

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