Pierre-Auguste Renoir: a Pavia, un omaggio al grande pittore francese

Pavia – Una vita nel segno della pittura: è quella di Pierre-Auguste Renoir, uno dei padri dell’Impressionismo, protagonista adesso di una grande antologica allestita nelle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia.

Nel corso della sua carriera, lunga circa sessant’anni, il pittore originario di Limoges realizzò oltre cinquemila opere: una cifra impressionante di capolavori, l’equivalente delle tele di Manet, Cézanne e Degas tutte insieme. Il percorso espositivo, a cura di Philippe Cros, propone dipinti, pastelli e disegni che illustrano l’importanza del Maestro francese per l’Arte moderna.

Fino al 16 dicembre 2012 le Scuderie del Castello Visconteo ospitano la mostra Renoir. La vie en peinture, un’appassionate viaggio dedicato al maestro francese e alla pittura impressionista, impreziosito da una serie di percorsi differenziati per interesse.

Maestro sublime quanto prolifico nella sua lunga carriera, durata circa sessant’anni, Renoir è considerato tra i fondatori dell’Impressionismo, anche se nel suo longevo percorso artistico ha saputo celebrare la bellezza, vero filo conduttore, attraversando correnti e stili diversi. Per conoscere a fondo la figura di Pierre-Auguste Renoir, in occasione della mostra alle Scuderie del Castello Visconteo, sono stati allestiti alcuni percorsi guidati differenziati, alcuni dei quali arrivano a coinvolgere le bellezze storiche, artistiche e architettoniche pavesi.

Picking Flowers

Il pubblico avrà la possibilità di ammirare importanti lavori, alcuni dei quali esposti per la prima volta in Italia, provenienti da prestigiose realtà museali internazionali tra cui la National Gallery of Art di Washington, il Columbus Museum of Art (Ohio), il Centre Pompidou di Parigi e il Palais des Beaux Arts di Lille.

Nel corso del suo periodo impressionista, che va dal 1870 al 1882, Renoir riuscì a contraddistinguersi all’interno della corrente per il ruolo centrale attribuito alla figura umana. Se per gli altri artisti impressionisti il protagonista indiscusso era il paesaggio in cui l’individuo giocava un ruolo decisamente marginale, per Renoir l’aspetto umano diventa invece l’elemento principale dell’opera.

Renoir celebrò sempre la bellezza femminile, riferendosi ai maestri rococò e ponendosi come ideale continuatore della tradizione francese dell’Età dei Lumi. Così, nella realizzazione dei ritratti Renoir cercava di instaurare un rapporto di complicità con le sue modelle in modo da far emergere la loro natura più intima come in Madame Henriot en costume che raffigura una delle modelle preferite dall’artista. Attraverso uno straordinario gioco di colori riflessi, Renoir riesce a far emergere dalla tela tutta l’innocenza e la fragilità di una donna agli esordi della sua carriera teatrale.

Tutta l’intensità della vita emerge poi dai suggestivi paesaggi, alcuni tipicamente impressionisti, come Picking Flowers, in cui è rappresentata una coppia in una bella giornata d’estate: il campo di fiori è reso attraverso un luccichio di tocchi di colori che riescono persino a rendere l’atmosfera quasi polverosa dell’afa estiva.

Les collettes è dedicato invece alla campagna intorno alla bellissima tenuta – una casa colonica del XIX secolo immersa in un bosco centenario e in un aranceto – a Cagne-sur-Mer che il pittore acquistò nel 1907. La separazione sistematica dei toni di colore fa intuire che ci troviamo davanti ad un’opera dell’ultimo periodo artistico di Renoir, dopo l’abbandono della tecnica cromatica impressionista.

Les baigneuses

La presenza costante della figura umana, due donne intente a raccogliere fiori o frutta, conferma di nuovo la centralità del ruolo dell’individuo, quasi come se la natura senza l’individuo perdesse di significato. L’affascinante paesaggio circostante la tenuta di Collettes fu motivo di ispirazione per molte delle sue opere mature, come dimostra anche Paysage de Cagne: la luce violenta del cielo della Provenza inonda un paesaggio perfettamente definito da differenti sfumature di colore.

L’ultima sua residenza, dove si trasferì per trovare un clima che mitigasse i suoi continui attacchi di reumatismi, è ora un museo. Per l’aggravarsi delle sue condizioni, fu costretto alla sedia a rotelle: continuò tuttavia a dipingere, facendosi legare un pennello alla mano più ferma.

Pierre-Auguste Renoir morì il 3 dicembre 1919, a 78 anni, in seguito a una polmonite: aveva appena terminato Les baigneuses. Ma l’umanità e il calore dei personaggi, i colori vibranti che conferiscono ai suoi paesaggi e alle nature morte una tattilità e sensorialità senza pari, hanno lasciato in eredità al mondo intero sentimenti di vitalità e pienezza ineguagliabili.

Natalia Radicchio

Foto via www.arte.it

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