Piazza Tahrir protesta contro ergastolo Mubarak: pena troppo lieve

L'ex Dittatore, Hosni Mubarak

IL CAIRO -Piazza Tahrir di nuovo gremita di manifestanti e ancora una volta per opporsi a Mubarak. Il cuore della capitale egiziana torna ad affollarsi di persone dopo la notizia della condanna all’ergastolo per l’ex presidente, una pena ritenuta troppo lieve davanti ai ‘crimini’ perpetrati dall’ex ditattore contro il suo popolo, tra cui l’ordine di sparare contro la folla disarmata durante la rivolta che circa un anno fa mise fine al suo potere.

Il verdetto che ha chiuso il processo contro l’ex rais è stato, per molti egiziani, meno pesante di quanto avrebbero voluto e per questo si sono di nuovo radunati nel luogo dove lottarono contro di lui: piazza Tahrir. Le proteste sono dirette però anche contro l’assoluzione di ben sei dei generali collaboratori dell’ex ministro degli Interni Haimb El Adly, cui i giudici hanno invece dato il carcere a vita come a Mubarak, e in particolare contro il non luogo a procedere per i due figli di Mubarak, Gamal e Alaa: i reati di cui sono accusati – corruzione e abuso di potere – risalgono infatti a più di 10 anni fa e sono caduti in prescrizione.

Piazza Tahrir si è riempita ieri sera, poche ore dopo la lettura della condanna all’ergastolo di Mubarak, e molti vi hanno anche trascorso la notte, allestendo delle tende, in attesa che altri giungessero per unirsi alla protesta. Nella serata si sono verificati alcuni incidenti, con almeno una sessantina di persone rimaste ferite, e da diversi gruppi è arrivata al Parlamento la richiesta di adottare una legge per ripetere il processo contro l’ex presidente e arrivare ad una condanna più dura ed esemplare per l’omocidio plurimo di cui si è macchiato (800 circa i morti durante i mesi della rivolta).

L’idea di un nuovo processo a Mubarak è quella che – già prima della sentenza – aveva guidato il programma elettorale di Mohammed Morsi, candidato dei Fratelli musulmani alle presidenziali: Morsi ora ha promesso che se verrà eletto al ballottaggio (16-17 giugno) farà riprovessare il dittatore chiedendo la pena di morte per lui e gli altri collaboratori assolti.

Momenti di tensione ieri sera non solo nella capitale, ma anche a Hurghada, a sud del Cairo, dove sono state attaccate alcune dele sedi della campagna elettorale di Ahmed Shafiq a Fayyoum, ultimo primo ministro durante il regime e ora candidato alle presidenziali. Manifestanti radunatisi anche ad Alessandria e a Suez, dove sono risuonati slogan vicini nei contenuti a quelli di piazza Tahrir: «Questo processo è una farsa» e «Il popolo vuole l’esecuzione degli assassini».

Laura Dabbene

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