Pd e M5s: due pesi e due misure?

Pd

Beppe Grillo (polisblog.it)

Indro Montanelli diceva: il giornalista deve sempre stare all’opposizione. E aveva ragione. Un giornalista che si voglia definire tale, deve fare le scarpe a tutti i partiti, indipendentemente dal colore politico. Si può dire che il mondo dell’informazione si sia comportato seguendo il consiglio del fondatore de Il Giornale? Sarebbe bello poter rispondere positivamente, purtroppo però non è così.

LI CHIAMAVANO DEMOCRATICI - Spesso la maggior parte dei giornalisti italiani mette da parte la professionalità per elogiare (verbo che dovrebbe essere sconosciuto ai cronisti) i politici politicamente corretti e per prendersela con quelli che non lo sono, indipendentemente dai contenuti. Non è un caso che personaggi come Mario Monti, Enrico Letta e l’attuale presidente del Consiglio e segretario del Pd Matteo Renzi abbiano avuto – o hanno ancora – il sostegno della stampa. Il Movimento 5 Stelle, invece, proprio perché sostiene che il mondo dei media va cambiato, conosce praticamente solo nemici. La cosa sorprendente è come situazioni simili vengano descritte in maniera diversa a seconda se avvengano in casa di chi governa, o dei grillini. Per esempio, quando all’interno del movimento pentastellato si apre una discussione fra chi la pensa diversamente, giornali e trasmissioni televisive gridano all’unisono alla mancanza di democrazia interna. Quando però, pochi giorni fa, un’assemblea regionale del Pd del Lazio è finita a urla, spintoni e perfino malori (è stato addirittura chiamato il 118) nessuno ha avuto da ridire nulla. La notizia è stata riportata come una curiosità. Al massimo qualcuno si è limitato a dire che è la prova che non tutti dentro al Pd sono renziani. Ora, le espulsioni del M5S sono orribili (come tutte le espulsioni) ma non si è fatto male nessuno. Quelli del Pd sono addirittura arrivati alle mani. Che fine ha fatto la democrazia interna? Vale soltanto per i grillini?

ESPULSO A CHI? - Però almeno la notizia dell’assemblea Pd del Lazio è stata data. Troppo spesso alcune notizie riguardanti esponenti del Partito Democratico e del centrosinistra, che in un altro paese sarebbero finite in prima pagina o come prima notizia del telegiornale, in Italia non hanno avuto lo spazio che meritavano. Per esempio l’iter di espulsione di Angelica Saggese, 42 anni, senatrice Pd. Perché questa possibile espulsione è meno importante di quelle dei 5 stelle? Oggi inoltre viene da ridere, dopo le mille polemiche su Luis Alberto Orellana, a rileggere le minacce di Francesco Boccia (deputato Pd) del 25 aprile 2013: «Nessuna minaccia ai colleghi ma ci sono delle regole che vanno rispettate ed è chiaro che chi non dovesse votare la fiducia al Governo sarebbe fuori dal partito». E tanti saluti alla democrazia interna.

Pd

Marianna Madia (nanopress.it)

NON SI DISCUTE DI GIUSTIZIA - Il M5s di problemi ne ha tanti, ma un pregio ce l’ha: per statuto, i suoi rappresentanti non possono avere problemi della giustizia. Regola che, per recuperare elettori, dovrebbe imporsi anche il Pd. Invece preferiscono tenersi gli indagati e i condannati, a maggior ragione se i giornalisti non pongono il problema. Erika Faienza, consigliera provinciale Pd di Torino, è stata condannata a un anno e tre mesi in quanto ritenuta responsabile di falso in violazione della legge elettorale. Eppure nessun talk ha dedicato una puntata a quanto successo. Lo stesso vale per Bruno Solaroli, ex capo gabinetto della Regione Emilia-Romagna, indagato nell’inchiesta della procura di Bologna che ha portato all’avviso di garanzia per truffa aggravata a Zoia Veronesi, segretaria storica di Pierluigi Bersani. Chi conosce Maria Tindara Gullo? Praticamente nessuno, ed è un peccato perché si tratta di un deputato del Pd accusata di voto di scambio. Uno scandalo bello e buono di cui i media non si sono occupati abbastanza.

DA QUALE PULPITO – Nessuno ricorda mai che uno dei parlamentari più assenteisti (91.70% di assenze secondo openpolis.it) della legislatura 2008-2013 fu eletto con il Pd: Antonio Gaglione. O che l’assurda proposta dell’aprile 2011 di raddoppiare il finanziamento ai partiti fu presentata dal tesoriere del Pd Ugo Sposetti. Meglio ancora, sono pochissimi i giornalisti che osano ricordare che l’ultimo Governo Berlusconi poteva cadere prima di quanto successo se tutti i parlamentari del Pd si fossero presentati in aula per votare contro lo scudo fiscale. Ma alcuni di loro (fra cui l’attuale ministro Maria Anna Madia) preferirono tener in vita il Cavaliere non presentandosi. Sia chiaro, i grillini sbagliano a prendersela quando i media fanno inchieste su di loro. I giornalisti, infatti, fanno benissimo a fare le pulci ai cinque stelle. Il problema è che non le fanno anche agli altri. Anche se di motivi ce ne sarebbero a vagonate.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: polisblog.it ; nanopress.it; agenziefiscali.usb.it

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2 Risponde a Pd e M5s: due pesi e due misure?

  1. avatar
    Velenopuro 18/03/2014 a 15:15

    Articolo documentatissimO
    Adesso SFIDO quel fenomeno che ha scritto a dirmi QUANDO è stata espulsa l’onorevole Saggese

    Blogger d’accatto..

    Rispondi
  2. avatar
    Giacomo Cangi 18/03/2014 a 18:29

    Senatrice, l’hanno espulsa? «Sì, via mail: mi è stata notificata ieri sera» dal sito corrieredelmezzogiorno.corriere.it del 28 febbraio 2014. Saluti

    Rispondi

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