Pd. Dalle comunali a Renzi: quel che resta della politica vira tutto a sinistra

renzi fonzie sinistra (blogosfere.realityshow.it)

blogosfere.realityshow.it

Roma – Chissà se il Popolo della libertà si sente il vuoto sotto i piedi. Chissà se realizza di essere un’ombra sbiadita nel panorama politico orientato sempre più a latitudine centrosinistra-estrema sinistra.

Si ascoltano le notizie dentro e fuori i palazzi romani e quello che si sente è un gran fermento da una parte e il silenzio dall’altra. E va bene, magari a sinistra vince il caos, lo scontro, il tradimento, lo sgambetto e la rottura, ma almeno da là giungono segnali di vita.

D’altronde le amministrative sono cartine di tornasole. Quelle romane, poi, sono lo specchio dell’Italia disaffezionata alla politica che, quando ancora la soppesa, la vota a sinistra. Soprattutto perché a destra c’è il nulla. Soprattutto a livello locale. E a quello nazionale rimangono le campagne elettorali di Silvio Berlusconi, il quale al dato locale non dà peso perché non lo riguarda ma al centrodestra qualcosa dovrebbe pur importare. Invece niente.

Dunque pazienza se Pdl-Lega si trova scornato in gran parte delle sue roccaforti tra cui Vicenza e Treviso, e ancora amen se a Roma dovrà giocare i ballottaggi con un ricandidato Gianni Alemanno, la cui amministrazione è stata opaca e inefficace. Simile sorte capitò a Milano nella sfida Moratti-Pisapia che consegnò la città alla sinistra salottiera del politically correct; quella che facilmente scambia i clandestini spaccatori di teste (bianche) per vittime delle leggi sull’immigrazione e gli aggrediti come rei di non aver dato allarme.

Né è sorprendente che l’unico candidato di peso rimasto, con onore, fuori dai ballottaggi romani con un ragguardevole 9%, Alfio Marchini, si pronunci in favore della ‹‹discontinuità›› al Campidoglio. Niente nomi ma il senso è chiaro: voto a Marini che con il suo 40% dei consensi e, forse, buona parte di quel 13%, deludente, conquistato da Marcello De Vito per i 5 stelle, promette un cappotto di voti su percentuali di affluenza risicate.

Sicché anche le proteste di Alemanno che rivendica il suo 30% sono discutibili. Dice il sindaco: un romano su due non è andato a votare. Il che è vero. Anzi, il dato va meglio declinato: il sindaco ha trattenuto meno di un elettore su due, il 45%; ha perso un elettore su tre a causa dell’astensione e ha ceduto il 10% dei voti a Marchini e il 7% a Marino (Fonte: ilsole24ore.it). Quindi non solo Roma si è negata alla politica al 50% ma di quella che resta, al centrodestra, manca un’altra metà. Peggio si poteva solo perdere.

Marino si è affrettato a raccogliere l’endorsement di Marchini in queste ore, affermando di voler dare risposte ai 12 punti dell’ex avversario in materia di pianificazione urbanistica della città e rilancio economico-culturale. Buon per loro ma quello che interessa è che laddove Marino vuol tenere lontano da sé il partito democratico e tutto il suo bailamme di larghe intese e baruffe parlamentari – come poi fece anche il neo presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani -, Alemanno è tenuto lontano dal Pdl che già di suo pare un vuoto a perdere.

angelino alfano tg24.sky.it
Angelino Alfano, segretario Pdl (Tg24.sky.it)

Poi c’è la scala nazionale. Dunque, in sintesi, a Montecitorio il panorama è il seguente: il Pd appoggia il Governo Letta pur con mille remore. Il Movimento 5 stelle è sulla via della rottura tra filo-sinistrorsi, neo antagonisti di Grillo e grillini convinti. Nel mezzo c’è Matteo Renzi che un giorno appare su Chi ammiccante come Fonzie; un altro spiega di sostenere Letta; il successivo pubblica un nuovo libro; manda avanti il fedele Roberto Giacchetti a proporre mozione sull’eliminazione del Porcellum e il ritorno al Mattarellum mettendo il difficoltà l’Esecutivo; sprona sull’attuazione dello ius soli per la cittadinanza ai figli degli immigrati, mettendo di nuovo in difficoltà l’Esecutivo; infine si sbottona del tutto affermando sereno in un’intervista a Il Giornale: ‹‹La domanda che faccio io al Pd è: ha capito di avere perso le elezioni di febbraio? E ha voglia di provare a vincere le prossime? Dipende tutto dalle risposte a queste domande, quel che farà Renzi». Il piano emerge in superficie: i malpancisti piddini alle larghe intese accaseranno i grillini esuli in Parlamento pronti a far capitombolare Letta su una cosa qualsiasi, dalla legge sui rimborsi a quella elettorale, all’ineleggibilità di Berlusconi. Da qui alla caduta del premier il passo potrebbe essere breve, Renzi portato in trionfo come unica risorsa di sicuro impatto mediatico-elettorale mentre il M5s sarà un ricordo.

Sarà come sarà, quel che conta è che gli scenari reali o presunti si disegnano a sinistra. E il Pdl? Il nulla.

Chantal Cresta

Foto || blogosfere.realityshow.it; tg24.sky.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews