Pasquina e il lavoro…che non c’è

Ironia forse fuori luogo – considerando che si tocca una tema come quello delle morti sul lavoro – eppure come non pensare che i dati diffusi dal rapporto Inail presentato alla Camera dei deputati, sbandierati come i più bassi mai registrati, non dipendano anche dal fatto che invece i livelli di disoccupazione hanno raggiunto i massimi storici?

Certo è notizia positiva che nel 2011 i decessi sul lavoro abbiano toccato quota 920, il numero più basso mai registrato e in calo rispetto ai 973 del 2010, e che più in generale siano diminuiti gli infortuni sul lavoro denunciati (725mila rispetto ai 776mila del 2010), ma non ci sarà anche in questo caso un rovescio della medaglia, ovvero meno incidenti denunciati a fronte di una crescita del lavoro non contrattualizzato o atipico (in tempi di crisi si sa, si risparmia dove si può…) o della paura del soggetto coinvolto e leso di perdere il posto?

Il dubbio resta, sebbene sia la stessa Inail a ricordare la ‘piaga’ del lavoro nero: sono quasi 3 milioni – secondo l’Istat – i lavoratori senza tutela tra cui sono stati stimati, nel 2010, circa 164mila infortuni.

Che il calo delle morti bianche sia da imputare poi più alla diminuzione delle persone che lavorano che non all’aumento degli standard di sicurezza pare chiaro quando ci si addentra nella lettura del rapporto dell’Istituto: su 21.201 aziende controllate ben l’85,59% è risultato irregolare per «l’efficienza dei sistemi di scelta, della procedura cosiddetta di ‘business intelligence’ che individua gli insiemi da controllare. Sono stati regolarizzati 48.716 lavoratori (nel 2010 erano stati 56.751), di cui 41.207 irregolari e 7.509 ‘in nero’ (4.426 nel terziario, 2.675 nell’industria)».  Su questo almeno il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, è stato onesto dichiarando : «Il dato non può consentire inferenze troppo tranquillizzanti sul miglioramento della sicurezza degli ambienti di lavoro».

Nel dettaglio il rapporto vede il calo maggiore di morti bianche al Sud e un decremento diffuso in tutti i settori occupazionali (trasporti, edilizia, terziario): fanalino di coda, con un misero -3,4%, il personale domestico. Unico numero in controtendenza quello dei decessi a causa di incidenti in itinere, andando o tornando dal lavoro e non sul posto:  +4,8% pari a 11 morti in più rispetto al 2010.

Pasquina

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