Pasquina e il futuro “nero” di Flavio Tosi

VERONA – Davvero una corsa ad ostacoli quella di Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, verso la riconferma del suo ruolo come primo cittadino. Già affrontati  piccoli e grandi guai in seno al suo partito e all’interno del sistema di alleanze con il Popolo della Libertà, che si opponeva ad una sua candidatura con lista ‘in solitaria’, Tosi ha davanti una nuova sfida: evitare che la sua città cada in mano non solo alla Sinistra, ma addirittura ad uno straniero…nero.

Alla prima carica amministrativa cittadina si candiderà infatti alle prossime elezioni Ibrahima Barry, 49  anni, operaio e originario della Repubblica di Guinea arrivato in Italia nel 1988. Un altro ‘abbronzato’ – direbbe forse il Cavaliere – che tenta l’ascesa politica e per di più in una realtà territoriale come quella del nordest in cui, ammettiamolo, il contesto non è  forse dei  più propizi.

Sembra esserne testimonianza il commento di un lettore del «Corriere del Veneto», lasciato sul sito del giornale in calce ad un articolo che presenta la lista di Barry: «solo i comunisti possono fare una cosa del genere, ma possono fare quello che vogliono tanto vince (coniugazione al presente) Tosi. Anzi stravince… Forza Tosi!!!».

Già, solo i comunisti. L’immigrato africano correrà infatti per il Partito di Alternativa Comunista e, diciamolo senza peli sulla lingua, alternativa più radicale al sindaco leghista la Sinistra veronese non poteva proporre. Per osare di più avrebbe avuto soltanto un’altra opzione: candidare una ‘Mamy’ con tanto di  fazzolettone in testa al suono dello slogan “Miss Rossella (ma da leggersi ‘Mis Rosella’) sindaco”.

Nella lista che ha Barry come candidato sindaco ci sono altri nomi che proprio veneti non sembrano: Jakir Hussen, Mohit Khan, Oumar Fedior, Zeinab Barry. Eppure il Partito di Alternativa Comunista con questa scelta e con il suo programma vuole parlare soprattutto agli italiani, ai veronesi, che credono in valori diversi rispetto a quelli sventolati dal Carroccio. Ha dichiarato Barry: «Siamo impegnati per sostenere i lavoratori: quelli veronesi e i tanti che sono arrivati da lontano per cercare una vita migliore. Il nostro programma si rivolge alle fasce più deboli che a Verona sono anche cresciute. Siamo per una città veramente antirazzista: no al razzismo nelle città dove la Lega ha sempre avuto il massimo consenso».

Pasquina

 

 

 

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