Pasquina alle prese con gli incubi del Governo, e un Governo da incubo

Per la dantesca legge del contrappasso, che forse le future generazioni ignoreranno del tutto grazie ad una scuola sempre più allo sfascio, il ministro Gelmini subisce la condanna a lungo inflitta ai professori precari: vivere un vero e proprio incubo.

Esattamente con questi termini, “incubo per il Governo”, vengono etichettati i docenti precari che stanno facendo impazzire molti deputati, soprattutto del meridione. E questi a loro volta scrivono al ministro, chiedendo una risoluzione dei problemi.

La vexata quaestio è quella dell’aggiornamento delle graduatorie dei docenti e dei loro trasferimenti in una provincia diversa da quella di provenienza, causa della pressione di migliaia di supplenti originari del Sud, ma in servizio nelle città del Nord Italia, che fra poche settimane dovranno fare le valigie per tornare da dove sono venuti, restando manco a dirlo senza lavoro e stipendio. Una contro migrazione di massa: speriamo che le suddette valigie siano di cartone, nel pieno rispetto del clichè del migrante del Sud, per donare all’esodo un certo non so che di retrò.

I termini dell’aggiornamento delle graduatorie sono piuttosto intricati, riguardano i punteggi, ma entrano in gioco anche le cosiddette graduatorie “di coda”, un escamotage che qualche anno fa consentì a molti insegnanti meridionali di trovare un posto nelle regioni centro-settentrionali, ma che da due mesi sono state dichiarate incostituzionali. Da qui migliaia di supplenti che, anzichè in graduatoria di coda, rischiano di ritrovarsi con la coda tra le gambe a tornare da mammà.

Non è tuttavia la sola Maria (povera) Stella ad essere perseguitata dall’incubo del precariato scolastico.

Anche il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha davanti a sè lunghe notti da condividere con i precari-Freddy Krueger: una recente sentenza del giudice del lavoro di Genova, ha condannato il ministero a pagare poco meno di mezzo milione di euro a titolo di risarcimento danni in favore di soli 15 precari, e centinaia di richieste di assunzione – legittime – sono state avanzate agli stessi giudici da chi è stato in servizio continuativo per tre anni. E poi ancora l’integrazione di ore di sostegno, diritto rivendicato dai genitori degli alunni disabili, arrivando così a coinvolgere, uno più uno meno, 65 mila precari.

Se ogni 15 tocca a Tremonti sganciare 500 mila euro, i conti sono presto fatti e per il Governo la questione precari non sarà un semplice incubo, ma un’odissea…

Pasquina

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