Pasolini Roma: la mostra sull’intellettuale che ha segnato un’epoca

Al via dal 15 aprile al Palazzo delle Esposizioni la mostra Pasolini Roma, una rassegna ricca di materiali inediti sul rapporto tra lo scrittore e Roma

Pier Paolo PasoliniPasolini Roma è il titolo della mostra che si potrà visitare al Palazzo delle Esposizioni dal 15 aprile al 20 luglio 2014. È una rassegna ricca di molteplici materiali anche inediti che racconta il rapporto del geniale intellettuale con la città di Roma. Ma non la metropoli, varia, complessa, con i suoi quartieri, le piazze, le vie, la gente. È la Roma delle borgate, degli «orinatoi» e degli «odori», di luoghi e persone che Pasolini scopre appena arrivato nella Capitale, con la madre.

LE SEZIONI DELLA MOSTRA – La mostra è organizzata cronologicamente in sei sezioni, dall’arrivo del poeta a Roma nel 1950 fino alla notte della sua morte, avvenuta il 2 novembre 1975.

Pasolini partì per Roma da Casarsa, il suo paese natale in Friuli, portandosi appresso la confessione  di un ragazzo del luogo ad un prete, che raccontò di aver avuto rapporti intimi con lo scrittore, confessione che rese fin da allora quasi impossibile la vita al giovane Pasolini, al quale fu negato di continuare a insegnare nelle scuole pubbliche del Friuli. Si trasferì, quindi, con la madre a Roma, dove visse anni duri e difficili, di ristrettezze economiche, in cui fu «un disoccupato disperato, di quelli che finiscono suicidi».

Ed è proprio in questi anni che Pasolini scopre i sottoproletari delle borgate, coloro che diventeranno i protagonisti dei suoi romanzi. La pubblicazione di «Ragazzi di vita», nel 1955, lo consacra al mondo intellettuale e culturale romano.

Pier Paolo Pasolini

Pasolini con alcuni dei ragazzi protagonisti dei suoi film

«RAGAZZI DI VITA» IN «UNA VITA VIOLENTA» – In «Ragazzi di vita» Pasolini ha dato voce diretta a una classe sociale geneticamente esclusa dalla letteratura, il sottoproletariato delle borgate romane, attraverso una scrittura sperimentale e mimetica. L’adozione della lingua del luogo, peraltro imparata attraverso il continuo esercizio con l’amico pittore Sergio Citti, è «un’imperterrita dichiarazione d’amore» nei confronti del mondo reale. Però, il romanesco con cui lo scrittore descrive e racconta è anche quello imitato, reinventato dallo scrittore stesso. Perché adesso Pasolini è insegnante presso una scuola privata – tra i suoi allievi c’è Vincenzo Cerami - e sa di non appartenere al sottoproletariato, ma non vuole nemmeno essere borghese.

In una intervista rilasciata a Tommaso Anzoino nel 1974, Pasolini diceva: «[…] Ho scritto i miei romanzi tardi e perché mi sono trovato in situazioni nuove, in cui l’ambiente era prima di tutto “romanzesco per me” […]. Non escludo che nella mia vita possa succedere un’altra volta. Ma è difficile, perché gli ambienti in Italia non sono molti: quello dei privilegiati primi, quello borghese e piccolo-borghese, quello operaio, quello contadino e sottoproletario. L’unico ambiente che non conosco fisicamente, per partecipazione diretta, è quello operaio. Dunque è quest’ultimo che potrebbe farmi rivivere una situazione romanzesca […]. Escluderei invece di poter mai scrivere in tutta la mia rimanente vita del mondo borghese o piccolo-borghese; oppure del mondo dei privilegiati primi: non potrei mai esserne mimetico; d’altra parte non ne sono abbastanza distaccato e privo di odio per parlarne in italiano puro, di codice».

Con «Una vita violenta», pubblicato nel 1959, Pasolini diventa uno dei pochissimi scrittori italiani tradotti all’estero. Tommaso Puzzilli, ragazzo di vita anche lui, tenterà di oltrepassare le borgate e inserirsi nel contesto piccolo-borghese, ma ne verrà escluso. Escluso fin dall’inizio, a prescindere dai suoi tentativi e, alla fine, escluso dalla vita stessa. A proposito di questo romanzo Pasolini scriveva che «la “mimesis dialettale” contaminata con la prosa letteraria è il più rischioso, massacrante, esasperante lavoro che si possa affrontare».

L’assunzione del parlato dei personaggi è, per lo scrittore, una regressione nei personaggi stessi. Nei protagonisti dei suoi romanzi, Pasolini ritrova se stesso: la scoperta del sottoproletariato e della loro sessualità libera è strettamente legata all’uso della lingua nei romanzi pasoliniani. In essa vive l’utopia dello scrittore di un rinnovamento sociale che sarebbe arrivato dal basso.

Questo era il pensiero dello scrittore negli anni Sessanta, nel momento in cui esplose il cosiddetto “miracolo economico” e sopraggiunse il consumismo, che trasformò il sottoproletariato in borghesia. Da questo momento, Pasolini non ha più parlato a nome dei sottoproletari contro i borghesi, ma a nome di se stesso contro l’imborghesimento generale. Lui solo, contro tutti.

Pier Paolo PasoliniPASOLINI CINEMA – La mostra Pasolini Roma, offre anche una rassegna cinematografica che si svolgerà dal 16 aprile al 18 maggio 2014, sempre al Palazzo delle Esposizioni, presso la sala Cinema: con ingresso libero fino a esaurimento posti. I posti a sedere verranno assegnati a partire da un’ora prima dell’inizio di ogni proiezione. Per conoscere orari e giorni delle proiezioni, basta andare alla pagina web www.palazzoesposizioni.it, e poi cliccare tra le sezioni sulla destra “Pasolini cinema”.

Si è detto per anni che Pasolini fosse approdato al cinema solo perché sfiduciato dalla letteratura, o perché il pubblico del cinema fosse più vasto di quello del libro. In verità, la vocazione di Pasolini alla regia, è da ricercare nel suo sperimentalismo. Il «poeta che fa dei film» – definizione coniata dallo stesso Pasolini – trova nel cinema il linguaggio per aderire alla realtà senza filtri e il risultato è una rivoluzione nel panorama culturale italiano.

La sua avventura cinematografica è anche quella delle censure e dei processi che ha dovuto subire per i temi e lo stile delle sua visione provocatoria, sempre in contrasto con la mentalità borghese e piccolo-borghese, che si è sempre sentita aggredita dall’intelligenza dell’arte pasoliniana.

Pier Paolo PasoliniI protagonisti del sottoproletariato dei romanzi si trasformano in personaggi cinematografici indimenticabili: Accattone (1961), Mamma Roma (1962), e tutti i «diversi», su cui spicca senz’altro il Cristo-combattente del capolavoro dedicato al racconto evangelico, Il vangelo secondo Matteo (1964). La rivoluzione del suo cinema sancisce la feroce critica contro l’ipocrisia borghese nella sua ultima opera, Salò o le centoventi giornate di Sodoma (1975), con cui tortura persino lo sguardo dello spettatore, ponendolo di fronte alla sua falsa tolleranza, con un inferno di violenze, sevizie e perversioni sessuali che i rappresentanti del potere fascista infliggono a giovani partigiani prigionieri di una villa lager.

Pier Paolo Pasolini viene trovato ucciso all’alba del 2 novembre 1975. «La sua fine è stata al tempo stesso simile alla sua opera e dissimile da lui. Simile perché egli ne aveva già descritte, nei suoi romanzi e nei suoi film, le modalità squallide e atroci; dissimile perché egli non era uno dei suoi personaggi come qualcuno, dopo la sua morte, ha tentato di insinuare, bensì una figura centrale della nostra cultura, un poeta e un narratore che ha segnato un’epoca, un regista geniale, un saggista inesauribile» (Alberto Moravia).

Mariangela Campo

@MariCampo81

Pasolini Roma

15 aprile – 20 luglio 2014

Palazzo delle Esposizioni, Via Nazionale 194, Roma

Orario sale espositive
Martedì, mercoledì, giovedì: 10.00 – 20.00
Venerdì, sabato: 10.00 – 22.30
Domenica: 10.00 – 20.00
L’ingresso è consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura
Lunedì: chiuso

Lunedì di Pasqua, 21 aprile 2014: il Palazzo delle Esposizioni sarà straordinariamente aperto dalle 10.00 alle 20.00

Per info: www.palazzoesposizioni.it

Fonti articolo: L’ideologia di Pasolini, Alberto Moravia, 1976; Ragazzi di vita, prefazione a cura di Vincenzo Cerami, Garzanti editore, 2005; Pier Paolo Pasolini, Tommaso Anzoino, La Nuova Italia, 1974.  

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews