Partorire in acqua…anche con i delfini

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Partorire in acqua è ancora un argomento su cui molto si discute, nonostante siano passati oltre 30 anni dal primo episodio, testimoniato in Francia da Michel Odent. Molti ginecologi ed ostetriche affermano che la scelta delle mamme di non eseguire un tradizionale parto in realtà produca molti benefici, come la riduzione dello stress e la diminuita richiesta di analgesia. Altri invece parlano di effetti negativi prodotti da possibili infezioni. Negli ultimi anni però, alcuni istituti e genitori si sono spinti verso un qualcosa di estremo, rappresentato dal parto con i delfini, in cui le ostetriche vengono sostitute dai cetacei. Una moda che alcuni definiscono estremamente rischiosa, sia per la madre che per il nascituro.

BENEFICI DEL PARTO IN ACQUA - Secondo numerosi studi l’immersione della mamma nell’acqua calda permette ai muscoli di rilassarsi e di produrre endorfine, una sostanza naturale con effetto antidolorifico. Inoltre la donna è in grado più facilmente di voltarsi, assumendo una posizione il più possibile comoda nei momenti difficili e dolorosi del travaglio. L’acqua calda inoltre riduce le contrazioni uterine e il tempo stesso del travaglio. E’ bene comunque dire che la mamma, nell’elemento naturale dell’acqua è come se riuscisse a ricrearsi uno spazio proprio, meno invaso dagli assistenti sanitari, che le permetta di avere un maggiore senso di gestione e di controllo del proprio corpo.

RISCHI E PRECAUZIONI – In questi anni sono stati ipotizzati dei rischi che sono legati principalmente al pericolo di infezioni, che dovrebbero essere scongiurati se ci si attiene rigorosamente alle istruzioni da seguire e se le vasche vengono sterilizzate come protocollo. Così come la ridotta percentuale di possibilità che il bambino avrebbe di poter inalare l’acqua è veramente bassa. La profondità dell’acqua è solitamente di 70 cm e comunque il feto continua a ricevere aria dal cordone ombelicale, finché questo non viene reciso. Ovviamente non tutte le mamme possono affrontare un parto in una vasca e solitamente è sconsigliato per coloro che soffrono di ipertensione arteriosa e gestosi, o quando ci sono difficoltà legate alla posizione del bambino, o alla possibile nascita prematura.

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PARTORIRE CON I DELFINI – Già nel 1992 sei donne inglesi pensarono di partorire in acqua nel delfinario israeliano del golfo di Eilat, ma il progetto non convinse il ministero della Salute, che all’epoca bloccò il progetto. Nel 2013 invece, una giovane coppia è riuscita a realizzare il proprio sogno alle Hawaii, nel Sirius Institute, dando alla luce un bambino tra le carezze di un delfino. L’istituto è specializzato proprio nel creare un rapporto “umani/delfini dove questi possano imparare gli uni dagli altri, attraverso la musica e il parto subacqueo”. Un’esperienza sicuramente particolare e toccante, che secondo la giovane donna è servita per “portare pace, conforto e forza alla mamma e al bambino durante il travaglio”. Oltreoceano questa non è un’esperienza isolata, in quanto è una tecnica praticata, anche se molto dibattuta.

Sicuramente il parto, così come la gravidanza, sono momenti della vita che vengono vissuti individualmente da ognuno e la scelta di connettersi ad un elemento come l’acqua, o al tocco di un delfino, sono scelte personali. E’ indiscutibile che ogni mamma non metterebbe a rischio la vita del proprio figlio, per cui ogni scelta ponderata e accettata dai medici può, anche se stravagante, far vivere un’ esperienza indimenticabile.

Gloria Maria Rossi

@Goia1988

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