Papa Francesco ad Assisi, il significato della visita

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Papa Francesco visiterà Assisi il 4 ottobre, quando ricorre la memoria del Santo di Assisi

Città del Vaticano – Assisi è da sempre uno dei centri più importanti per la fede cristiana. Al pari di Gerusalemme e Lourdes, la piccola cittadina umbra dove visse e predicò San Francesco, il fondatore dell’ordine che porta il suo nome, rappresenta una tappa irrinunciabile per tutti coloro che sono alla ricerca di un clima spirituale, e addirittura negli anni si sono moltiplicati i pellegrinaggi anche da parte di non credenti.

Poteva quindi Papa Francesco, che del poverello di Assisi porta il nome pontificale, non visitare questo luogo ricco di simbolismi e pace? Così, il 4 ottobre prossimo, ricorrenza canonica del santo (proclamato patrono d’Italia da Pio XII all’indomani della sua elezione, nel 1939), Bergoglio si recherà in visita nella città, in una giornata che si preannuncia già carica di messaggi e significati di non poco conto. Si tratterà della terza visita non romana del suo pontificato, dopo quella a Lampedusa dell’8 luglio, e quella al Santuario di Nostra Signora di Bonaria, a Cagliari, che avverrà il 22 settembre (a cinque anni dalla visita di Joseph Ratzinger).

Il pontefice giungerà ad Assisi in elicottero – diversamente da quanto fece Benedetto XVI nel 2011, quando viaggiò su un Frecciargento messogli a disposizione dalle Ferrovie dello Stato – durante le prime ore del giorno, e subito si recherà nel Santuario, dove reciterà il Padre Nostro insieme ai frati francescani e al vescovo della città, Domenico Sorrentino.

Il primo impegno pubblico sarà la visita ai disabili ospitati nell’Istituto Serafico assisiano, seguito successivamente dalla Messa, che si terrà in piazza San Francesco, all’aperto, per accogliere quanti più fedeli possibile (è prevista un’affluenza di 300.000 persone). Infine, il pontefice si recherà a pranzo presso le strutture del Centro accoglienza della Caritas, pranzando con i poveri che ivi vengono accolti e sfamati quotidianamente. Alle 16.45 si sposterà a Santa Maria degli Angeli, dove visiterà la Porziuncola e incontrerà i giovani. Dopo la visita a Rivotorto, farà rientro a Roma intorno alle 20.

Sarà una visita molto importante, ma soprattutto particolarmente ricca per una sola giornata, come ha tenuto a sottolineare, ironicamente, il presidente della Conferenza Episcopale dell’Umbria, Gualtiero Bassetti: «Il Papa vuole visitare tutti i luoghi anche se non so come farà tutto in un giorno».

Il tema principale della visita sarà, ovviamente, quella povertà che sta alla base del cristianesimo e della missione francescana, e che Francesco sta inserendo prepotentemente nel “messaggio pontificale”. Ecco perché le sue parole su questa visita, «verrò a spiegarvi come la Chiesa si deve spogliare», assumono una valenza estrema per la riforma della Curia che, partendo dall’Istituto per le Opere di Religione e passando per la ripartizione degli incarichi istituzionali, toccherà praticamente ogni aspetto e ogni organismo della Città del Vaticano.

Il vescovo Sorrentino ha poi aggiunto, in un’intervista a Umbria24, una frase pronunciata dal pontefice che lascia intravedere ulteriori cambiamenti in vista per le gerarchie ecclesiastiche: «Io non voglio dire solo un Padre Nostro, voglio parlare di come la Chiesa deve tornarsi a spogliare, come deve cioè riscoprire il messaggio di San Francesco».

Appuntamento al 4 ottobre, ma chissà che nel frattempo Bergoglio non abbia pronunciato altri discorsi o preso altre decisioni scioccanti per chi, fino a qualche mese fa, puntava il dito contro l’immobilismo entro le mura di San Pietro.

Stefano Maria Meconi

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