Pap test addio. Il tumore al collo dell’utero si previene con test Hpv

In Piemonte è partito l'uso del test Hpv invece del Pap test per lo screening dei tumori al collo dell'utero, che rileva la presenza del DNA del tumore

prevenzione-tumore-collo-delluteroTorino – Per localizzare il tumore al collo dell’utero non servirà più il Pap test. È infatti partito, in Piemonte, il nuovo test Hpv, in grado di ridurre fino al settanta percento la rilevanza dei tumori del collo dell’utero rispetto al Pap test.

IL NUOVO TEST HPV – L’efficacia del nuovo test Hpv è stata dimostrata in uno studio del Centro Prevenzione Oncologica delle Molinette di Torino, a cura del dottor Guglielmo Ronco in collaborazione con studiosi svedesi, olandesi e inglesi.

Al momento, il nuovo test potrà essere effettuato nei dipartimenti di prevenzione dei tumori a Torino, Moncalieri, Ivrea e Orbassano – Val di Susa. Dalla fine dell’anno verranno attivati anche i dipartimenti di Novara, Vercelli, Biella, Asti e Alessandria e man mano il test Hpv soppianterà del tutto il Pap test in tutta Italia. Inizialmente, il test Hpv riguarderà le donne residenti in Piemonte di età compresa tra i trenta e i sessantaquattro anni: ma le donne che effettueranno subito l’Hpv saranno scelte secondo un metodo “casuale” per «questioni di equità», come riferiscono i responsabili del nuovo metodo di indagine.

Laboratorio-analisiCome si diceva, il nuovo test sarà in grado di rilevare l’eventuale presenza del Dna dei ceppi del papilloma-virus ad alto rischio per lo sviluppo del tumore del collo dell’utero e permetterà di ridurre del settanta percento circa l’incidenza di questi tumori rispetto allo screening con Pap test.

E IL PAP TEST? – Intanto, però, Il Pap test non perderà la sua validità, come spiegano gli specialisti stessi: «Nelle donne più giovani, diciamo fra i 25 e i 29 anni, il test Hpv rileva infatti molte lesioni destinate a regredire spontaneamente, con un elevato rischio di esami e trattamenti inutili». Per questo motivo chi ha meno di trent’ anni continuerà a sottoporsi al Pap test.

PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE – Lo diceva una pubblicità, ma lo dichiarano anche gli specialisti: ogni anno, attraverso il Pap test, vengono individuate oltre quattrocento lesioni che, nella maggioranza dei casi, vengono distrutte o asportate direttamente in ambulatorio senza causare alcun danno alla capacità riproduttiva femminile. Il rischio di tumore invasivo al collo dell’utero è risultato ridotto dell’ottanta percento in quelle donne che si sottopongono agli screening rispetto a quelle che non lo fanno.

Mariangela Campo

@MariCampo81

Fonte foto: www.pinkroma.it; www.nuovasocieta.it

 

 

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