Padre Mario Frittitta difende la ‘sosta’ della processione dal boss

In un'intervista rilasciata a La Stampa, padre Mario Frittitta difende la 'sosta' della processione sotto la casa del boss

frittitta

Padre Mario Frittitta

In un’intervista rilasciata a La Stampa, una figura piuttosto importante nel mondo religioso siciliano, padre Mario Frittitta, ha dichiarato di non essere contro la fermata della processione sotto la casa del boss e di non voler cancellare per questo motivo la processione della Madonna del Carmine. Dopo le polemiche per la processione con ‘sosta’ dal boss a Oppido Mamertina, padre Frittitta ha esposto i suoi pensieri a riguardo.

CHE LA PROCESSIONE CONTINUI – Nessuna possibilità di fermare future processioni, dunque, a partire da quella della Madonna del Carmine: «Non ci penso neppure a cancellare la processione della Madonna del Carmine. Sono vicino al mio confratello parroco di Oppido Mamertina. Lo capisco benissimo e sono solidale con lui».

SACERDOTI, NON POLIZIOTTI – Il padre, elemento di spicco nell’ambiente religioso palermitano al Convento dei carmelitani scalzi della Kalsa, non è nuovo a uscite di questo tipo considerando la sua vicinanza agli ambienti mafiosi e la condanna una quindicina d’anni fa per aver detto messa in un covo mafioso e per aver confessato Pietro Aglieri, tra i più violenti boss siciliani. Ma evidentemente Frittitta ha le idee chiare: «Io faccio il sacerdote. Non siamo poliziotti né magistrati, le informazioni che abbiamo per valutare la gente sono quelle che vediamo con i nostri occhi alla messa e nella comunità. Vita quotidiana, conoscenza giorno dopo giorno».

SALVIAMO IL BOSS – Sulla domanda se ci sia stato qualche pentimento per aver frequentato il sanguinario boss Aglieri, padre Frittitta ha risposto: «Rifarei tutto. Lo insegna Gesù: “Sono venuto per i malati, non per i sani”. La mia missione è salvare chi è perduto. Aglieri era perduto e si doveva salvare. Ho seguito il Vangelo, sono andato in cerca della pecorella smarrita. Aglieri e i suoi amici avevano centinaia di libri, da Teresa d’Avila a San Giovanni della Croce, pregavano tutti i giorni, facevano il digiuno due volte alla settimana».

PER IL BENE DELLA CHIESA – E ha poi dichiarato: «È da poco venuto a trovarmi uno dei ragazzi coinvolti in quella vicenda giudiziaria, è uscito dal carcere e mi ha portato il diploma che ha preso a pieni voti in scienze religiose. Si è risolto tutto per il bene della Chiesa e del Signore anche se il cardinale che c’era prima a Palermo non comprese la situazione. Anche nei momenti più difficili mi sono sempre rimasti accanto i fratelli carmelitani».

Gian Piero Bruno

@GianFou

foto: lastampa.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews