Ostia, società di vendita auto evade 39 milioni al fisco

La Guardia di Finanza opera in sinergia con Agenzia delle Entrate e tribunali

Ostia (Roma) – Una truffa milionaria ai danni dell’erario, quella scoperta in mattinata dalla Guardia di Finanza del II Gruppo di Ostia, il quartiere balneare di Roma, operata da una società specializzata nella compravendita di autovetture. Le fiamme gialle hanno denunciato otto persone per i reati di evasione fiscale e omessa presentazione delle dichiarazioni di reddito.

Tra le persone segnalate all’autorità giudiziaria della Capitale figurano i due amministratori (probabilmente dei prestanome, essendo la loro posizione al vaglio degli inquirenti) del capitale, che in soli due anni, il 2010 e il 2011, avrebbero sottratto indebitamente al fisco una somma pari a 39 milioni di euro, ai quali vanno inoltre aggiunti i 13,6 milioni di IVA non versata, per un totale di guadagni illeciti che supera abbondantemente i 50 milioni di euro.

Le otto persone, che costituivano una “cellula malavitosa” all’interno dell’azienda ostiense, avrebbero infatti volontariamente mancato di presentare all’Agenzia delle Entrate i guadagni dell’azienda, tramite le apposite modulazioni previste dalla legge, nonché di pagare l’Iva e l’Irap, secondo la normativa vigente.

Si tratta di uno dei primissimi risultati raggiunti con l’applicazione e la messa in opera del redditometro, lo strumento dell’ente pubblico diretto da Attilio Befera, che verrà impiegato nei mesi e negli anni a venire per la verifica dei possibili casi di evasione fiscale. In particolare, la prima fase di attività del redditometro sarà incentrata sulle persone giuridiche, ovvero su aziende et similia, la cui differenza tra entrate e uscite sarà maggiore del 20% – la cosiddetta “soglia di tolleranza”.

Ai sospettati verrà offerta la possibilità di un doppio contraddittorio, per giustificare la causa delle incongruenze fiscali, e solo nel caso in cui questo controllo duplice e incrociato non avrà chiarito le cause dell’evasione, il caso diverrà di competenza della Finanza prima, e dei giudici poi. Uno strumento avversato da alcuni, ma che sicuramente sarà utile a stanare i furbetti del sistema, come quelli oggetto di questa azione delle forze dell’ordine.

Stefano Maria Meconi

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