Ormoni per cambio di sesso a bambini di nove anni, polemica a Londra

In una clinica britannica con finanziamenti pubblici, da anni si sperimenta un protocollo che fornisce gli ormoni per il cambio di sesso prima della pubertà

cambio di sesso

Ormoni per il cambio di sesso ai bambini: medici non concordi (informasicilia.it)

Londra – Sentirsi intrappolati in un corpo che non è il proprio, un corpo del genere sbagliato per come ci si sente nel proprio intimo, è un’esperienza che ha messo a dura prova la psiche di molti. Nel Regno Unito sta facendo scalpore la scelta di alcuni medici di somministrare gli ormoni per il cambio di sesso ad alcuni bambini in età pre puberale, addirittura a nove anni.

GIOCARE A ESSERE DIO – Secondo le linee guida nazionali del Ministero, le cure ormonali per il cambio di sesso non dovrebbero essere somministrate prima dell’inizio della pubertà; somministrati a bambini così giovani, gli ormoni arrestano del tutto lo sviluppo degli attributi sessuali, prevenendo la comparsa del ciclo mestruale e la crescita del seno nelle bambine e il cambiamento di voce e la crescita di nuova peluria nei maschi. Ciò consentirebbe in futuro interventi chirurgici meno invasivi per completare la transizione da un genere all’altro, come ricordano le voci favorevoli a questi trattamenti.
Infatti, nonostante le linee guida, i medici della Fondazione Tavistock and Portman hanno recentemente completato un test triennale su bambini dai 12 ai 14 anni.

STADIO DI SVILUPPO – Secondo la dottoressa Polly Carmichael, a capo di queste sperimentazioni, la decisione non dovrebbe più essere basata sull’età ma sullo stadio di sviluppo sessuale dei pazienti: si tratterebbe di «fermare la pubertà all’interno della normale fascia d’età, quindi credo che l’età naturale sia attorno ai nove o dieci anni», ha spiegato alla stampa. Studi recenti, inoltre, hanno stabilito che l’età per l’inizio della pubertà nei paesi occidentali è in rapida diminuzione: rispetto a quindici anni fa, le bambine si sviluppano quasi un anno prima.

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I disturbi sull’identità di genere cominciano fin dall’infanzia (losai.eu)

PROBLEMI PRECOCI – La disforia di genere, o il disordine nell’identità di genere, viene diagnosticato anch’esso in età sempre più precoci: nel 2012 il disturbo fu diagnostica a Zach Avery quando aveva solo cinque anni. La Fondazione tratta circa cento casi di minorenni all’anno, ma i numeri sono in crescita.

IL DIBATTITO FEROCE – Un tema del genere non poteva non sollevare discussioni e stimolare posizioni anche radicali. Chi supporta l’impiego di queste cure ormonali, sottolinea come consentano ai «bambini confusi sulla loro identità di genere di godere di una più ampia “finestra” prima di assumere caratteristiche troppo maschili o femminili. E questo previene disturbi mentali successivi e potrebbe ridurre la necessità di interventi chirurgici per completare il cambio di genere».
Sull’altro fronte, molti si dicono scettici. Il Daily Mail riporta l’opinione di una personalità britannica sull’uso di ormoni per il cambio di sesso su bambini così giovani che ha scelto di rimanere anonima: «tutto questo riguarda il comportamento dei bambini e delle bambine: così i maschi che giocano con le bambole o i maschiacci sono subito etichettati come transgender. Tutti i liberali pensano che, così facendo, stanno sostenendo i diritti dei transgender, mentre in realtà stanno mutilando i corpi delle persone».

LUNGO TERMINE – La scienza non si schiera sul tema etico, ma anche tra i medici alcuni si dimostrano dubbiosi su questo uso degli ormoni per il cambio di sesso su pazienti pre-puberali: «somministrare ormoni per il blocco della pubertà ai bambini – ha dichiarato la dottoressa Anne Dreger – potrebbe in alcuni casi cementare l’idea di essere transgender anche quando non lo fossero». I dubbi sulla cura, poi, sono anche in prospettiva: non si conoscono infatti gli effetti di questi trattamenti sul lungo termine, mentre sono noti gli effetti collaterali dei medicinali impiegati.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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