Orango. L’ultimo studio: usano le mani per camuffare la voce

orango mani

Bocca e picchiettio delle mani sulle labbra creano un aumento della voce dell’orango il quale si ‘fa più grande’ di fronte al predatore

Bruxelles – Gli oranghi variano il fraseggio e il tono delle loro voci usando le mani. Questo è il risultato di uno studio condotto da un team dell’Università di Bruxelles. Il resto lo racconta, per Bbcnews, Victoria Gill.

La ricerca parte da un punto osservabile ad occhio nudo: quando un predatore è nelle vicinanze, l’orango usa le mani per tappare la bocca vocalizzando alcuni cigolii sonori con le labbra a ‘bacio’. Un suono utile ad intimorire l’avversario facendoli credere di essere di stazza maggiore di quella reale.

LA BUGIA NELLA VOCE - Lo studio, pubblicato sul Journal of Experimental Biology, ha concluso che l’uso della mano serve ad aumentare il valore del suono al fine di renderlo ‘più impressionante‘ a chi ascolta. Un rafforzativo del messaggio che – dicono gli scienziati – può intendersi come una pre forma di linguaggio poiché si tratta di una modifica del suono vocale intenzionale e significativa, ovvero dotata di indicazione eloquente: mentire sulle proprie dimensioni.

Continua Victoria Gill: la prima volta che il gruppo di ricerca proveniente da Paesi Bassi, Belgio e Regno Unito ha osservato il fenomeno del cambiamento volontario con le mani, era il 2009. Da allora lo studio ha sviluppato un ramo particolare: capire appieno in cosa consistesse la modifica vocalica e quale fosse l’effetto sulla voce dell’orango.

L’ESTENSIONE CILINDRICA DELL’ORANGO – Sicché Bart de Boer, esperto di bioacustica all’Università di Bruxelles, ha osservato che le mani dell’ominide producevano una ‘estensione cilindrica delle labbra‘, una sorta di cassa di risonanza con la medesima funzione di quelle degli strumenti musicali per aumentare e propagare le tonalità degli accordi ‘inferiori’ al fine – pensano gli esperti – di sembrare più grande.

Il risultato, nell’orango, è un suono a squittio meglio propagato con l’increspature delle labbra che potrebbe intendersi anche come un’evoluzione del linguaggio delle grandi scimmie.

PAROLA DI ORANGO - Per Boer la centralità nella scoperta nel mondo animale è nella non casualità del suono«E’ improbabile che (facciano un suono più grande per caso), ma è ancora possibile (credere) che sia così». Prove scientifiche non ce ne sono anche se il dottor Wendy Erb, antropologo al Rutgers Univesity in New Jersey, sottolinea che come la lingua parlata, questi suoni sono più «flessibili e intenzionali». Tanto più che già da tempo è noto l’uso che le grandi scimmie selvatiche fanno con le mani: un gesticolare dialettico ricco di sfumature.

Perciò, malgrado l’assenza di prove, il dottor Boer è entusiasta: «L’inizio è lì. L’evoluzione del linguaggio non è un mistero irrisolvibile. E queste scimmie possono chiaramente fare più di quanto pensassimo».

Chantal Cresta

Foto || tortescorrevoli.com; viaggilife.it

 

 

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