Oltre la Notizia: che cosa succede dopo la prima Pagina?

Il treno deragliato a Buenos Aires

Sono della serata di ieri le ultime notizie che arrivano da Buenos Aires relative al disastro ferroviario di mercoledì scorso che ha visto un bilancio di 50 morti e oltre 700 feriti. Dalla capitale argentina arriva comunicazione del mancato ritrovamento di Lucas Menghini Rey, il ventenne disperso e ancora irrintracciabile nonostante le strade siano state tappezzate con manifesti dove – accanto alla foto – si trovano dei numeri di telefono cui inviare segnalazioni. Dalla testimonianza raccolta da un passeggero superstite pare che il giovane sia sceso dal treno in forte stato di shock – causa probabile del suo ‘smarrimento’ e mancato ritorno a casa – e i famigliari sperano di avere presto  sue notizie: per ritrovare Lucas hanno organizzato un sit-in attorno alla stazione di Once e lanciato numerosi appelli attraverso le emittenti televisive. La speranza si è invece trasformata in dolore per altri sopravvissuti che ancora non avevano ritrovato i propri cari dopo la tragedia: Estela, incinta di 9 mesi, ha riconosciuto il marito Alberto David Garcia nel catalogo fotografico dell’obitorio giudiziario.

Sul fronte dell’inchiesta che ruota principalmente intorno al macchinista 28enne Antonio Cordoba, risultato tuttavia negativo ai test di verifica sull’assunzione di droghe o alcol, è stato affidato a Claudio Bonadio, giudice federale, il delicato compito di stabilire se all’origine dell’incidente ci sia stato un errore umano oppure un malfunzionamento tecnico. I racconti dei testimoni parlano di un convoglio che, già vicino alla banchina della stazione di Once, «non frenava» e che pure nelle stazioni precedenti «non frenava bene» oppure non era riuscito a frenare e aveva dovuto fare retromarcia: su questa possibile causa tecnica uno dei dirigenti della Tba ha subito voluto precisare che il treno era  stato da poco e con successo sottoposto a revisione.

Tragedia ferroviaria in Argentina, tragedia del mare in Italia. Non si è fermato il recupero dei corpi delle vittime del naufragio della Costa Concordia al largo dell’Isola del Giglio – e in settimana è stato restituito anche il cadavere della piccola Dayana Arlotti – mentre avanza anche la vicenda sotto il profilo giudiziario. In una nota del Ministero dell’Ambiente è stato reso noto che per quanto riguarda l’accusa di danni ambientali  il ministero si costituirà parte civile, mentre sul versante del processo diretto contro il comandante Schettino è ufficiale un suo nuovo capo d’imputazione:  omessa comunicazione dell’incidente alle autorità marittime, nel caso specifico la Capitaneria di porto di Livorno. L’accusa gli è stata notificata contestualmente con gli avvisi di garanzia recapitati ai sette nuovi indagati, tra cui il comandante in seconda Roberto Bosio, responsabile di non essere intervenuto davanti all’evidente omissione del suo superiore. Bosio e altri ufficiali in plancia sono indagati per cooperazione in omicidio colposo: proprio l’omicidio colposo plurimo è l’accusa più pesante che pende ora su Francesco Schettino insieme a naufragio, abbandono di incapaci, abbandono della nave e diffusione di false comunicazioni.

Salvatore Parolisi

Qualche aggiornamento anche su un altro dei casi di cronaca che – oltre al processo Scazzi – stanno tenendo molti col fiato sospeso, cioè quello che vede coinvolto Salvatore Parolisi, forse reo dell’assassinio della moglie, Melania Rea. Da ieri sera, prima attraverso l’audio reso integralmente disponibile sul  sito Tgcom 24 e poi grazie allo speciale dedicato alla vicenda dalla trasmissione Quarto Grado  condotta da Salvo Scampini e Sabrina Scampini (in onda su Retequattro ogni venerdì alle 21.10), è stata diffusa larga parte della deposizione rilasciata agli inquirenti lo scorso maggio da Ludovica Perrone, ex amante di Parolisi per cui l’uomo, a detta della donna, «era deciso a lasciare la moglie». L’interrogatorio della giovane recluta, una delle allieve del caporalmaggiore Parolisi, era durato otto ore: per ascoltare i passaggi salienti cliccare qui www.tgcom24. mediaset.it.

Laura Dabbene

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