Oltre la notizia: che cosa succede dopo la Prima Pagina?

Una fotografia 'simbolo' di Steve McCurry

E’ stata in prima pagina appena una settimana fa e già merita un aggiornamento!

Si tratta della mostra fotografica di Steve McCurry aperta al pubblicato dal 3 dicembre al Macro di Roma e presa d’assalto, solo nel primo fine settimana, da ben 3.500 visitatori. Il grande successo, meritatissimo per l’artista come ben evidenziato nell’approfondimento che Francesca Penza ha dedicato su WakeUpNews all’esposizione, ha spinto gli organizzatori a modificare – o meglio ampliare – gli orari di apertura. Dall’8 dicembre la mostra – il sabato, la domenica e festivi – è visitabile dalle 11 (prima apriva alle 15) alle 23.00. Le oltre 3000 persone che hanno visitato gli spazi del museo nel primo week end hanno avuto, oltre ad un eccezionale tempismo, anche la fortuna di incontrare di persona l’artista, giunto a Roma grazie all’evento organizzato attraverso la pagina ufficiale della mostra su Facebook, nella cui bacheca tutti possono scambiarsi opinioni ed esprimere commenti sulle opere esposte. Chi nutrisse ancora dubbi, quindi, sulla qualità della mostra può metterli da parte e programmare al più presto una visita.

Dalla fotografia al cinema, dove si attende il ritorno di Robert Downey Jr. nei panni dell’investigatore Sherlock Holmes.

La seconda pellicola ispirata alle avventure del detective creato dalla penna di Arthur Conan Doyle, vedrà alla regia ancora una volta Guy Ritchie: il titolo è intrigante e venato di mistero, Gioco di ombre e l’arrivo nelle sale italiane è per il 16 dicembre. Anche questa volta il rigido aplomb britannico di Holmes viene messo da parte a favore di un’azione che unisce sparatorie in stile western a performance di arti marziale degne di Kill Bill, il tutto sotto gli occhi vigili – e con la complicità – del Dottor Watson (Jude Law) e delle due protagoniste femminili, cui daranno il volto Rachel McAdams e Noomi Rapace. Su questo aspetto holmesiano, a molti apparso come poco fedele all’originale letterario, proprio Downey Jr ha dichiarato in un’intervista: «[Sherlock Holmes] Non è solo un uomo cerebrale, è anche un uomo d’azione. Leggi Conan Doyle e ti rendi conto quanto gli piacciano le pistole e gli stiletti, e se c’è da pestare qualcuno Holmes non si tira mai indietro. Ama la boxe. Un Holmes d’azione non se l’è inventato Guy Ritchie».

Il pubblico cinefilo potrà apprezzare il talento dell’attore statunitense anche in altri film: in arrivo sul grande schermo The Avengers, tratto da un fumetto, e imminente avvio di riprese per il terzo episodio della saga di Iron-Man.

Il virus Hiv

Gli ultimi aggiornamenti della settimana riguardano invece il tema ricerca medica e salute intorno ad una malattia ancora difficile da vincere al 100%, l’Aids. La Giornata mondiale per la lotta all’Hiv, celebrata il 1 dicembre, ha posto sul tavolo interrogativi e dati preoccupanti sulla velocità di diffusione, ma oggi arriva la notizia di un anticorpo ottenuto da piante di tabacco geneticamente modificate. E’ giunto a tali risultati uno studio italiano, inserito nel progetto di ricerca europea Pharma-Planta, e le prospettive sono ‘entusiasmanti’ perché – oltre all’efficacia della cura – si tratta di processi produttivi che, partendo da vegetali, sarebbe decisamente a basso costo.

Il professor Eugenio Benvenuto, responsabile del Laboratorio di Biotecnologia dell’Enea in cui si sono svolte le ricerche, ha così commentato: «Questo anticorpo umano neutralizza ad ampio spettro molti isolati del virus HIV-1 e potrebbe presto diventare strategico per ridurne la diffusione nei paesi più poveri e più colpiti». Ha aggiunto Alessandro Vitale, dell’Ibba-Cnr: «I farmaci sviluppati su base vegetale hanno costi di produzione notevolmente inferiori, ma ci si aspetta che siano altrettanto efficaci. E più sicuri». Il farmaco è, dal giungo 2011,  in fase di sperimentazione clinica presso l’università britannica del Surrey.

E sempre in tema Aids si ricorderà la polemica sorta, proprio in occasione del 1° dicembre, riguardo al divieto di pronunciare la parola preservativo in Rai, nella giornata in cui più forte dovrebbe essere la campagna di sensibilizzazione sull’uso di questo metodo contraccettivo che è il solo a proteggere, oltre che da gravidanze indesiderate, anche dalla trasmissione dell’Hiv e altre malattie.

Mentre in Italia il condom resta tabù, anche verbalmente, negli Stati Uniti sta per diventare oggetto di un referendum popolare nella città di Los Angeles. I cittadini potrebbero essere chiamati ad esprimersi, il prossimo giugno, sull’obbligo per gli attori di film porno di indossare il profilattico durante le riprese: la richiesta è dell’Aids Healthcare Foundation, che la scorsa settimana è riuscita a depositare il numero necessario di firme per inoltrare richiesta ufficiale di sottoporre il quesito al voto. La legge ne pretende 23.000, ma l’AHF ne ha raccolte quasi tre volte tanto (64.000) e se tutto procede come ci si aspetta sarà scontro duro tra lo stato della California e le principali compagnie di produzione di film hard: se l’uso del condom diventerà condizione imprescindibile per autorizzare il film, molte hanno annunciato che lasceranno la città in cerca di altri set più permissivi. Il motivo? Il profilattico toglierebbe, secondo loro, libertà e naturalezza.

L’industria cinematografica del porno è nel campo medico-sanitario già sottoposta ad una serie di vincoli e rigide prescrizioni, ma secondo l’Aids Healthcare Foundation i controlli sono lassisti e poco solerti, quindi diventano necessarie e  urgenti altre forme di tutela per chi opera nel settore. E queste, forse, verranno dai cittadini comuni che, a differenza dei nostri dirigenti della comunicazione (alias i vertici Rai) hanno più paura del contagio di una terribile malattia che remora di pronunciare la parola preservativo!

Laura Dabbene

Foto www.wakeupnews.eu

 

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