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Dove vai in vacanza? Il 51% degli italiani risponde "Resterò a casa"

Privilegiati anche per questa settimana, nella rubrica del week end, gli aggiornamenti sui alcuni argomenti accomunati dalla stagione estiva, per scoprire modi diversi di affrontare il periodo vacanziero e essere più informati sui temi caldi del momento.

In testa senza dubbio le destinazioni. Chi ancora non ha prenotato o deciso la mèta è spesso a caccia di offerte su Internet o valuta i luoghi più gettonati per vedere se buttarsi nella mischia o privilegiare situazioni alternative. Ma non si parla qui di loro, bensì dell’altra ampia fetta di italiani che in queta estate 2011 ha deciso di rimanere a casa. In base ad un’indagine dell’Osservatorio Europcar-Doxa svolta alla vigilia della bella stagione, nella scorsa primavere, è risultato che a fronte di un 49% di intervistati decisi a godersi una vacanza, ben il 51% dichiarava che sarebbe restato a casa propria. Colpa della crisi? Non solo, ma alcuni dati aggiuntivi emersi dalla ricerca inducono a riflettere sul modo in cui la non felice situazione economica del Paese, ormai prolungata, incida davvero sulle scelte. Prima di tutto la durata che si ‘restringe’ ad una, massimo due settimane; in secondo luogo le destinazioni: tralasciando il low cost che consente di volare lontano a prezzi contenuti, netta preferenza per le località italiane.

La maggior parte dei vacanzieri non rinuncerà al mare, dove l’imperativo resta quasi per tutti la tintarella. Ma come raggiungere un colorito perfetto ed omogeneo, proteggendo la pelle dai danni del sole e da scottature che possono anche arrivare a rovinare le ferie? Pare scontato ma la risposta è la medesima tutti gli anni: una buona crema protettiva, con fattore UVA e UVB adatto al proprio fototipo. WakeUpNews vuole però darvi qualche consiglio in più, utile per potenziare l’effetto della crema e magari trasformare questa pratica in una seduta di massaggio. Occorre infatti spalmarla nel modo giusto e soprattutto in cinque punti chiave. Quali? Si parte dal viso, dove bisogna mirare a fronte, naso, guance e mento con cinque noci di crema, e dal decolletè: in queste zone la crema va spalmata dal centro verso l’esterno. Si bassa quindi alla pancia, dove il movimento dovrebbe essere invece di preferenza circolare, mentre per la schiena ottimale risalire dall’area lombare verso il collo e le spalle lungo la colonna vertebrale, allargandosi sulle scapole. Si chiude con braccia e gambe, zone in cui più alto è il rischio di tralasciare qualche angolo: attenzione quindi al dorso delle mani, al retro del ginocchio e al collo del piede.

Viaggi in auto? Importante la sicurezza nel caricare i bagagli!

Prima però di toccare gli agognati lidi occorre arrivarci e pare che il mezzo prediletto sarà l’automobile, magari in condivisione. Ma quanto sono preparati i vacanzieri ad affrontare in sicurezza un viaggio in auto? Non abbastanza secondo una ricerca realizzata da Goodyear-Dunlop intervistando quasi 6000 automobilisti di 15 diversi Paesi europei. Considerato che la metà ha dichiarato di voler percorrere almeno 1000 Km, e il 25% di superare i 2000, saranno miliardi di chilometri quelli che vedranno interessate i circa 250 milioni di veicoli circolanti su strada per questo sarebbe bene rispettare alcune regole base che purtroppo gli intervistati hanno ammesso di non seguire in modo scrupoloso. Le pause in primo luogo: ottimale sarebbe una sosta ogni due ore, mentre la maggioranza dei guidatori ammette di restare al volante anche per 5 ore consecutive. Segue l’attenzione per lo stato di salute dell’auto: anche senza un check up completo prima della partenza si dovrebbero controllare almeno il livello dell’oliom la pressione degli pneumatici e profondità del battistrada, anche questi troppo spesso tralasciati. E poi lo spevate che esiste un vero vademecum per caricare in bagagli in modo corretto a seconda del loro ingombro e della loro pesantezza? In sintesi è fondamentale tenere a mente almeno tre regole: disporre gli oggetti più pesanti sul fondo del vano di carico e possibiilmente a contatto con i sedili posteriori, sfruttare al massimo le intecapedini per sistemare gli oggetti più piccoli ed evitare così di occupare la cappelliera che deve rimanere sgombra, ricordarsi di lasciare a portata di mano la casacca catarifrangente e il triangolo – solitamente in fondo al bagagliaio – per evitare di dover svuotare intermente l’auto in caso di emergenza.

Che siate tra coloro che partono o tra quelli che passeranno le ferie godendosi la casa – e magari scoprendo la propria città in una diversa dimensione rispetto a quella della routine dei giori lavorativi – l’augurio resta il medesimo: buone vacanze!

Laura Dabbene

Foto via dazebao.org; bachecatermolese.org

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