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La locandina della mostra di Gorizia

Questa settimana si parte da Gorizia, dove per il 150° compleanno dell’Italia unita l’Archivio di Stato – oggi sotto la direzione della dottoressa Grazia Tatò – ha organizzato, presso il Palazzo della Prefettura, una suggestiva mostra documentaria: Echi del Risorgimento 1848-1918. Dal 1° giugno e fino al prossimo 3 luglio sono esposti importanti documenti inediti e pregiati volumi prestati dalla Biblioteca Statale di Gorizia, a costruire un percorso articolato intorno ad alcuni nuclei tematici: la questione irredentista, la formazione delle società patriottiche, le manifestazioni di italianità e la nascita di ‘miti’ risorgimentali attorno a personaggi come Guglielmo Oberdan e Giuseppe Garibaldi.

Nonostante la tarda annessione di Gorizia all’Italia, alla fine della Grande Guerra, l’esposizione documenta le vicende nel territorio goriziano nella seconda metà del XIX secolo, in cui si impongono gli umori e i sentimenti di una città in tutto e per tutto italiana, ma non ancora tale sotto il profilo politico e istituzionale. Quelli di ‘italianità’ a Gorizia sono appunto echi, dove l’autoaffermazione identitaria si impone nelle testimonianze concrete e sentite di una popolazione divisa tra una dominazione straniera e un diverso senso di appartenenza, che unisce sotto l’egida della bandiera tricolore.

Altra mostra è quella della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio di Bologna, inaugurata il 10 giugno e visitabile gratuitamente fino al 17 settembre. Nascita di una nazione. Immagini del Risorgimento italiano nelle raccolte dell’Archiginnasio illustra il peso che ebbe la produzione di immagini, sia come elementi autonomi (dipinti, incisioni) ma soprattutto in forma di illustrazioni legate ad un testo scritto su giornali e libri, nel formarsi della coscienza storica del Risorgimento e nel diffondersi dei suoi ideali.

Le collezioni della biblioteca bolognese sono ricchissime in questo senso, conservando un ingente patrimonio di pubblicazioni periodiche e volumi dell’epoca, ed è stato quindi possibile per i curatori attingervi per la costruzione delle quattro sezioni che formano la mostra. Nella prima, Gli eventi memorabili, si possono ammirare stampe e incisioni di riproduzione degli eventi salienti dell’epopea risorgimentale, destinate a circolare tra il largo pubblico e concorrere a formare gli italiani: segue nelle restanti sezioni una vasta selezione di illustrazioni librarie, provenienti da opere di saggistica o di narrativa, che contribuirono a far crescere il mito del Risorgimento nel momento stesso in cui esso germogliava avviandosi a dare i suoi frutti. Un viaggio per immagini nell’iconografia della seconda metà dell’Ottocento, dove ritrovare i volti dei protagonisti, noti o anonimi, e degli eroi che hanno creduto che l’Italia potesse diventare una nazione.

La mostra Il coraggio della Storia, a Bagnara (RC)

L’audacia di questi combattenti, e dei loro famigliari che pur restando a casa ne hanno sorretto emotivamente l’azione, è ricordata anche nella mostra documentaria Il coraggio della Storia. Bagnara in viaggio verso l’Unità, organizzata nel piccolo centro calabro grazie alla sinergia tra il Comune e l’Archivio di Stato di Reggio Calabria. Aperta il 12 marzo, a ridosso della data ufficiale dei festeggiamenti nazionali, l’esposizione è ospitata presso il Grand Hotel Victoria e sarà aperta gratuitamente al pubblico fino al 31 dicembre.

L’obiettivo è quello di mostrare la storia di questa comunità, esaltandone i caratteri peculiari – come la forte impronta matriarcale del suo passato – insieme ai valori di solidarietà che ne hanno permesso la sopravvivenza. I documenti raccolti accompagnano il visitatore lungo oltre un secolo, dalla metà del Settecento al momento dell’annessione all’Italia unita il 2 giugno 1861, in cui cambiamenti e trasformazioni politiche, economiche e sociali, non hanno intaccato il coraggio e la tenacia della popolazione locale.

La locandina della mostra di Trieste

Ultima tappa della rubrica di questo week end è Trieste, dove alle Scuderie del Castello di Miramare è in corso, fino al 28 agosto, la mostra Centocinquant’anni d’arte. Da Fattori a Fontana, un excursus tra i principali movimenti artistici nel corso dei secoli XIX e XX attraverso più di cento opere realizzate da indiscussi maestri come Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Giacomo Balla, Enrico Baj, Massimo Campigli, Filippo De Pisis, Giorgio Morandi, Ottone Rosai, Carlo Carrà, Mario Sironi, Piero Manzoni, Ennio Morlotti, Alberto Savinio e Lucio Fontana. Questi solo alcuni degli oltre 50 artisti rappresentati in mostra e nel catalogo che la accompagna.

L’esposizione illustra come il Novecento sia stato, nel panorama delle arti figurative in Italia, il secolo in cui alla frammentazione si sostituisce una dimensione unitaria che guarda poi oltre i confini, verso un’Europa dove i linguaggi sono molteplici, dalla destrutturazione dell’immagine di Pablo Picasso e poi di Francis Bacon fino alla sperimentazione dell’arte astratta lungo la linea Kandinskij-Mondrian-Pollock.

Appuntamento alla prossima settimana, con tanti nuovi appuntamenti da conoscere.

Laura Dabbene

Foto via http://www.italiaunita150.it

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