Oltre la Notizia: che cosa succede dopo la Prima Pagina?

La Maremma - Serve davvero l'autostrada?

Poche settimane fa si affrontava il problema della devastazione del paesaggio italiano, soffocato dal cemento, con una recensione dell’ultimo libro di Salvatore Settis dedicato a questa tragedia culturale e ambientale . Riportiamo due notizie apparse sui principali quotidiani e inerenti la questione, che inducono a domandarsi fino a che punto la nostra classe politica abbia intenzione di spingersi per distruggere il territorio su cui tutti viviamo. La Maremma, uno degli orgogli del nostro sistema naturale, sarà presto attraversata da 206 chilometri di asfalto aggiuntivi, una Nuova Aurelia a pedaggio, cioè un’autostrada, che taglierà la costa tirrenica lambendo siti di maestosa bellezza come l’Argentario. Rassicurano poco i consensi (pare) ottenuti da associazioni ambientaliste come Legambiente, Italia Nostra e Wwf, disposte al dialogo in quanto il consumo di suolo e paesaggio sarebbe contenuto rispetto a progetti presentati in passato. Una nota personale: percorro quella tratta almeno 3-4 volte l’anno, a volte di più, anche in giornate lavorative o festive considerate “bollino rosso” sulle altre strade (feste di Natale, vigilia di ferragosto, ponti primaverili) e mai ho incontrato caos, traffico, ingorghi, rallentamenti. Credo sia una dimostrazione di come sia sufficiente l’arteria già esistente ad assorbire le necessità di viabilità, senza mortificare ulteriormente il terreno con altre colate di bitume.

Altro cemento, per costruire una torre alta 122 metri, arriverà anche nella Bassa Padovana. L’Italcementi di Monselice ha in progetto di edificare un nuovo forno, e quindi un relativo camino, per ‘modernizzare’ la propria fabbrica. La costruzione sarebbe non solo l’ennesimo oltraggio ad un’area già devastata dall’urbanizzazione intensiva e da miriadi di capannoni, ma sulle reali intenzioni dell’Italcementi pesa anche il sospetto di un coinvolgimento poco chiaro nel business dello smaltimento dei rifiuti: una legge deroga consente infatti ai cementifici di eliminare i rifiuti senza obbligo di rispettare certi parametri previsti per gli inceneritori. L’Italcementi già lo fa in 2 dei 17 stabilimenti che possiede in Italia e, pur avendo assicurato che a Monselice non succederà, chi ci crede?

Ma la Penisola non brilla si sa per capacità di tutelare le sue bellezze, soprattutto se artistiche o paesaggistiche. Eppure il suo patrimonio è amatissimo dagli abitanti, a partire dal Colosseo. L’anfiteatro Flavio, al centro delle occupazioni studentesche dello scorso novembre, è il monumento più amato dagli italiani, superando l’aureo splendore della Basilica di San Marco a Venezia (2° posto), Piazza della Signoria a Firenze (5° posto) e il Duomo di Milano (6° posto), ma anche altri siti nella stessa capitale, come la fontana di Trevi e il Pantheon (3° e 4° posto). La ricerca promossa dalla Fondazione Marilena Ferrari, e condotta da Eurisko insieme al dipartimento di Statistica dell’Università degli Studi di Bologna, ha misurato il gradimento degli italiani verso i propri tesori d’arte, rilevando un profondo gap tra Nord e Sud: solo dalla 14° posizione in giù troviamo i grandi gioielli del Meridione, dalla reggia di Caserta (14° posto) a Pompei (17° posto).

La locandina del film "Il discorso de Re"

Chiusura di rubrica con il cinema e il premiatissimo film Il discorso del Re , conquistatore di ben 4 statuette all’ultima edizione degli Oscar Academy Awards. La pellicola di Tim Hooper si è vista riconoscere nel nostro Paese anche un riconoscimento speciale da parte della Federazione logopedisti italiani (Fli). Ne ha illustrato i motivi la presidente, Dott.ssa Tiziana Rossetto, sottolineando l’importanza del rapporto descritto nel film tra medico e paziente, in particolare tra un logopedista (Lionel Logue interpretato da Geoffrey Rush) e il suo assistito (il re Giorgio VI d’Inghilterra portato sul grande schermo da Colin Firth), basato sulla reciproca stima e fiducia. Questi elementi fondamentali dovrebbero essere condivisi non solo tra i due soggetti direttamente coinvolti, ma anche tra la persona affetta da problemi linguistici e la sua famiglia: accettare le difficoltà e i disturbi del linguaggio, e l’individuo che di questo soffre, è la cosa più importante per avviare un processo di cura  e guarigione di successo. La Dottoressa Rossetto ha parlato di «una storia emozionante e delicatissima, che descrive in modo bellissimo quello che dovrebbe essere il corretto rapporto tra una persona che balbetta, chi la cura e la famiglia del paziente».

Laura Dabbene

FOTO via: http://www.inmaremmatoscana.com/; http://www.madrefoca.com

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