Oltre la Notizia: che cosa succede dopo la Prima Pagina?

 

Roma - Basilica di Santa Balbina (http://it.wikipedia.org)

I casi eclatanti di qualche mese fa, a Pompei, hanno avuto un’eco paragonabile al fragore che devono aver provocato, cadendo, e strutture in muratura della Casa dei Gladiatori  e di quella dei Moralisti, ma vi sono altri devastanti crolli, passati quasi sotto silenzio, che interessano ovunque un patrimonio storico-artistico sempre più abbandonato all’incuria. A Roma, pochi giorni fa, ha ceduto un tratto di muro di contenimento, lungo circa tre metri, nel complesso paleocristiano di Santa Balbina, sul colle Aventino. Il presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi, Tsao Cevoli, ha diffuso la notizia con profondo rammarico e preoccupazione, soprattutto considerando che la struttura collassata presentava già da tempo un evidente spanciamento: se affrontato in tempo si sarebbe potuto evitare il disastro, e per questo motivo Cevoli ha insistito sulla necessità di investire risorse nella manutenzione e nel monitoraggio dei beni artistici e architettonici, affidando le valutazioni a personale tecnico qualificato. Quante speranze esistono che questo ennesimo appello al ministro in questione non cada nel vuoto?

È più facile probabilmente che l’attore statunitense George Clooney entri in politica, nonostante le sue recenti affermazioni durante un’intervista rilasciata al «Newsweek Magazine». Il sex-symbol spesso al centro delle recensioni dei nostri critici cinematografici  ad ogni nuova uscita di pellicola, ha infatti dichiarato che ogni sua possibile entrata in politica è  fortemente ostacolata, addirittura impedita, da un passato eccessivamente turbolento, condito da sesso sfrenato con troppe ragazze ed uso di troppe droghe. Clooney, attivista del partito democratico, ha tuttavia elargito numerosi consigli ad aspiranti politici con parecchi scheletri nell’armadio: al primo posto usare come arma a proprio favore una disarmante sincerità ed ammettere fin dall’inizio di aver davvero fatto “di tutto”. «Ho fumato pippe di marjiuana»: questo per Clooney un efficace slogan elettorale qualora si decidesse a tentare la carriera politica. In Italia non aspiriamo certo a tanta struggente ammissione di colpa da parte della nostra classe dirigente, sarebbe già una conquista se non si professassero tutti santi in tema di famiglia, testamento biologico, fecondazione assistita, pillola del giorno dopo…

Di santi infatti ne esistono davvero pochi, soprattutto quando si parla di infedeltà e tradimento. E allora perché non valorizzare questo diffuso peccatuccio eleggendo addirittura una Miss Infedeltà? Ci sta pensando il sito di incontri Gleeden.com con un concorso bandito a livello europeo per trovare  un nuovo volto femminile in vista della campagna pubblicitaria del 2011. Il sito in questione vanta oltre 600 mila iscritti in Europa, con una presenza maggioritaria di italiani e francesi: forse per questo è stata scelta Parigi per l’elezione finale della miss, a termine di una selezione che è già in corso su facebook. Tutte le aspiranti posso iscriversi dal 1° al 20 marzo accedendo alla pagina web www.gleeden.com: le venti finaliste saranno nella capitale francese il 31 marzo per la scelta della reginetta. Due domande sorgono spontanee. Uno. Perchè solo una Miss Infedeltà e non anche un Mister Tradimento? Due. Anche per questo tipo di concorso i fidanzati delle partecipanti faranno il tifo per la conquista della coroncina e dello scettro?

Pelliccia: quella vera ha un negativo impatto ambientale (www.miabbono.com)

Siamo agli sgoccioli di febbraio e si comincia ad intravedere la fine dell’inverno, di una stagione fredda che le ultime tendenze modaiole vedevano all’insegna di capi caldi ed avvolgenti, compresi cappotti e cappelli di pelliccia. Ma quanto costa un indumento del genere in termini di impatto ambientale? In occasione dell’apertura della settimana della moda milanese 2011, la Lega Antivivisezione ha diffuso i dati di uno studio condotto dall’olandes Ce Delft. Per produrre ogni singolo chilo di pelliccia sono necessari 563 chilogrammi di cibo in quanto servono di media 11 animali. Questo ha un costo esorbitante se si considera il caso dei visoni, pregiate bestiole nel settore, perchè il mangime destinato alla loro alimentazione viene prodotto con frattaglie e scarti di pollame e pesce, per cui ha bisogno di essere congelato fino al momento della somministrazione. L’uso prolungato di impianti di refrigerazione fa lievitare non solo  i costi, ma anche i livelli di emissioni di Co2 derivati dall’uso dell’energia, e dopo l’uccisione degli animali l’impatto ambientale non si riduce, anzi! L’impiego di sostanze chimiche o tossiche in fase di concia e trattamento delle pelli è molto elevato e il loro potere inquinante va ad aggiungersi a quello, più naturale ma non meno dannoso, delle emissioni di monossido di azoto e ammoniaca derivate dalla deiezioni degli animali ancora in vita. Insomma 1 chilo di pelliccia ha un impatto ambientale negativo quasi 5 volte superiore alla lana, secondo tessuto in assoluto meno eco friendly.  Niente pelliccia quindi, non solo se si amano gli animali, ma anche se si vuole bene all’ambiente.

Laura Dabbene

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