Oltre la Notizia: che cosa succede dopo la Prima Pagina?

La rubrica di Wakeupnews che riempie il week end di novità e aggiornamenti sui temi passati in Primo Piano

di Laura Dabbene

Mine vaganti – Due degli interpreti del film

Una buona notizia per il cinema italiano. Il premio speciale della giuria del Tribeca Film Festival, manifestazione voluta e fondata da Robert De Niro nel 2001 all’indomani dell’attentato dell’11 settembre al World Trade Center, è stato assegnato quest’anno al regista Ferzan Ozpetek e al suo Mine vaganti. La motivazione del riconoscimento recita così: «per averci fatto ridere, piangere e decidere di prenotare un viaggio nell’Italia meridionale». Pienamente soddisfatto il cineasta, gratificato da un tutto esaurito in sala e da fragorosi applausi a scena aperta. Il film, distribuito in maniera capillare negli Usa, sta riscuotendo un buon successo di pubblico e Ozpetek sarà di nuovo negli States il prossimo giugno, per una retrospettiva in programma a Los Angeles. L’attenzione oltreoceano per il nostro cinema d’autore dimostra la competitività di questo settore a livello internazionale e che, come qui da noi sono apprezzati i punti di forza della cinematografia hollywoodiana, in primis gli effetti speciali, all’estero possono conquistare la poesia e il fascino, tutto mediterraneo, dei nostri racconti per immagini.

Mentre l’America premia e festeggia l’Italia, l’Italia sembra non riuscire proprio a celebrare degnamente se stessa. Dopo le ultime polemiche, causa di illustri defezioni all’interno del comitato per le manifestazioni dell’anniversario dell’unità del Paese, il clima resta teso a séguito delle dichiarazioni di Roberto Calderoli e Umberto Bossi. Il ministro della Semplificazione, ospite da Lucia Annunziata (In mezz’ora, Rai Tre), si è detto dubbioso sulla presenza di rappresentanti della Lega alle varie manifestazioni, aggiungendo che la miglior risposta del Carroccio all’anniversario sarà la realizzazione del federalismo. Il leader delle camicie verdi invece, proprio nel giorno in cui Giorgio Napolitano si è recato a Genova per ricordare della partenza dei Mille (5 maggio 1860), ha polemizzato sull’effettiva volontà del Nord di creare un solo Stato. Secondo Bossi i lombardi volevano la libertà e l’indipendenza dall’Austria, ma nutrivano molte perplessità sull’unificazione di tutta la penisola. Bisognerebbe ricordare al ministro delle Riforme che le prime tre città italiane decorate da Umberto I con la Medaglia d’Oro per i meriti risorgimentali, nel 1898, sono state Milano, Brescia e Como: un motivo ci sarà.

Che nel Belpaese tanti soffrano di memoria storica molto corta, se non inesistente, è dimostrato ogni giorno da piccoli dettagli, e qualche mese fa se ne parlò a proposito della richiesta di vietare nelle scuole la lettura del famoso Diario di Anne Frank. Per fortuna non tutti ritengono di dover dimenticare e nascondere ciò che la tredicenne ebrea scrisse durante i lunghi mesi di reclusione nell’appartamento di Amsterdam. Il 28 aprile scorso, proprio nella capitale olandese, in specifico nella casa-museo di Prinsengracht 263, è stata inaugurata l’esposizione al pubblico del Diario originale di Anne, tornato dopo 65 anni nella sua sede deputata, nel luogo in cui, dolorosamente, nacque. Alla presenza della regina Beatrice si è aperto il nuovo allestimento che prevede l’opportunità di vedere non soltanto il prezioso quaderno, ma altri importanti documenti dell’epoca, raccolti per offrire a tutti una migliore conoscenza di quanto avvenne ad Anne, alla sua famiglia e agli altri milioni ebrei.

La stazione di Salone

Discriminazioni e razzismo ieri. Discriminazioni e razzismo oggi, a quanto pare sempre più concentrato sui Rom. Che la loro vita e la loro situazione in Italia non siano tra le più facili è noto, basti ricordare il reportage sul Casilino 900, ma qualcosa può ancora peggiorare e c’è chi si sta davvero impegnando affinché succeda. Si tratta di Trenitalia, e la pietra dello scandalo è un modulo prestampato, da compilare a cura del personale di servizio sulla tratta Roma Tiburtina-Avezzano. Ferrovieri e controllori sono invitati a contare e segnalare tutti i passeggeri di etnia Rom a bordo del treno, anche se muniti di regolare biglietto. Gli aderenti al sindacato autonomo Fast Ferrovie, nella persona del segretario Piero Serbassi, hanno deciso di scrivere al ministro Carfagna denunciando questa procedura, apertamente razzista. Trenitalia si difende: il modulo non è mai stato utilizzato e la sua esistenza è giustificata da motivi di sicurezza. Una delle fermate lungo la tratta, Salone, si trova infatti nelle vicinanze di un campo nomadi e in passato si sono verificati numerosi episodi di violenza e criminalità, tali da obbligare alla chiusura della stazione nel 2002. Ripristinata nello scorso aprile, la fermata di Salone è ritenuta comunque a rischio: si allega all’articolo immagine del luogo, chiunque tra i lettori intraveda un Rom è pregato di segnalarlo.

FOTO/ via http://www.sxc.hu/; cinefestival.blogosfere.it; stradeferrate.blogosfere.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews