Obama: riforma sanitaria più vicina

Dopo il primo si della Camera, Obama ottiene il voto favorevole anche del Senato. Sono 60 i senatori che si sono dichiarati favorevoli

di Nicola Gilardi

Senato USA

Ad un anno dall’elezione di presidente, Barack Obama incassa il primo grande si. La riforma sanitaria che assicurerà a milioni di americani la copertura sanitaria sembra essere molto più vicina. Sabato 21 Novembre il presidente della maggioranza democratica al senato, Harry Reid, è riuscito a compattare i democratici ed a conquistare anche due senatori indipendenti. Alla fine il totale è stato di 60 voti favorevoli, mentre i contrari sono stati 39. Con questa votazione si autorizza quindi il dibattito sulla riforma. L’iter che porterà ad attuare questa proposta è ancora molto lungo, ma questa decisione è un chiaro passo avanti per i Democratici.

La riforma della sanità costerà 848 miliardi di dollari e verrà spalmata in 10 anni, ma ben 31 milioni di cittadini americani potranno godere della tutela sanitaria di cui oggi sono sprovvisti. I nodi da sciogliere sono due: in primo luogo la possibilità degli Stati di entrare in concorrenza con le assicurazioni, mentre il secondo punto è rappresentato dalla copertura economica per gli aborti terapeutici.

Negli USA la sanità è prevalentemente privata e i costi per coloro che non hanno una convenzione sanitaria sono molto alti. A trarne maggiore giovamento saranno quelle fasce di popolazione più povere. La prima proposta di riforma sanitaria partì circa 40 anni fa con l’iniziativa Medicare, un piano di assistenza sanitaria per gli anziani. Ma da allora in poi l’argomento rappresentò un vero e proprio tabù americano.

Il dibattito sulla riforma ha imperversato per molti mesi ed adesso inizia ad avere una piega positiva per la politica di Obama. Il partito Repubblicano adesso è pronto ad una durissima battaglia contro l’iniziativa del presidente USA, annunciando una forte campagna mediatica.

Il testo della riforma comunque, una volta approvato al Senato, dovrà essere unificato con il testo della Camera e poi approvato da entrambi gli organi. I più pessimisti credono che solo con l’inizio del nuovo anno si potrà avere una decisione definitiva, ma la consistenza dei si accumulati dai Democratici sono di buon auspicio per Obama che con questa riforma potrebbe dare una svolta radicale alla società americana e realizzare così il sogno mai riuscito a Ted Kennedy, che più di tutti ha creduto in lui.

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