Obama, da Nobel per la pace a novello Bush?

Senza il consenso di Damasco, i raid avviati da Obama rischiano di violare il diritto internazionale. L'azione non è autorizzata dal Consiglio di Sicurezza

obamaAlla fine, i bombardamenti anti-Isis si sono estesi fino in Siria. Gli Stati Uniti hanno deciso di accelerare i tempi, iniziando ad attaccare le roccaforti del gruppo islamista nelle province di Idib ed Aleppo, e proseguendo, nella giornata di mercoledì, contro i siti petroliferi caduti nelle mani degli jihadisti. Questa nuova ‘operazione anti-terrorismo’ lascia però scettici, se confrontata con il quadro normativo internazionale.

L’IMPORTANZA DEL DIRITTO – Obama, davanti all’Assemblea Generale, ha affermato ha affermato di non potersi più «basare su regole scritte in un altro secolo», presumibilmente in riferimento allo statuto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, il trattato al quale gli Stati hanno deciso di vincolarsi per regolare le loro relazioni reciproche, in particolar modo per quanto riguarda  il sistema di sicurezza collettiva, contemplato all’interno del Capitolo VII. E se gli Stati Uniti si sono permessi in passato di violare il diritto internazionale, d’altro canto non gli è permesso di delegittimarlo con un discorso. Il sistema di sicurezza collettivo è ancora in piedi, e va rispettato, anche da parte dei Nobel per la pace.

IL QUADRO GIURIDICO – Il diritto internazionale, al rispetto del quale sono vincolati tutti gli Stati,  prevede che l’uso della forza debba essere considerato lecito solamente in due casi: a fronte di un autorizzazione da parte del Consiglio di Sicurezza, o nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva. L’intervento armato va considerato legittimo anche qualora venga sì svolto sul territorio di un altro Stato, ma con il consenso di questo, ad esempio qualora si intenda combattere insieme un gruppo terroristico. Pertanto, l’intervento della coalizione a guida statunitense in Siria, o rientra in queste fattispecie, o va obbligatoriamente considerato illecito.

L’AUTORIZZAZIONE ONU NON C’È – Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha disciplinato la materia il  quindici agosto scorso, attraverso la risoluzione 2170. L’atto, adottato all’unanimità, condannava gli atti terroristici compiuti dall’Isis, la sua ideologia violenta, l’ampio e sistematico abuso dei diritti umani, e le violazioni del diritto internazionale umanitario, ipotizzando altresì la commissione, da parte del gruppo islamista, di crimini contro l’umanità. Ci preme sottolineare che, come sottolineato anche dal professor Gradoni, associato di diritto internazionale presso l’Università di Bologna, il Consiglio non ha mai autorizzato l’intervento militare, ma si è limitato ad imporre sanzioni individuali contro esponenti di Isis e Al-Nusra. Una conferma in tal senso arriva anche dalla prassi tenuta in quell’occasione dal rappresentante russo Petr Iliichev, il quale ha specificato, senza trovare obiezione alcuna, che nel documento in esame non vi era alcuna autorizzazione per un’eventuale azione militare. Al momento quindi, le Nazioni Unite non hanno avallato nessun intervento armato in Siria.

obama
LEGITTIMA DIFESA –
Nel suo discorso alle Nazioni Unite, Obama ha più volte ribadito che gli Stati Uniti reagiranno di fronte a una qualsiasi minaccia nei loro confronti o nei confronti dei loro alleati. Tuttavia, questa minaccia ‘percepita’ non basta ad attribuire agli Usa il diritto di intervenire militarmente in maniera preventiva, come gli eventi relativi all’aggressione contro l’Iraq del 2003 hanno ampiamente dimostrato. Per intervenire in legittima difesa, ci deve essere un attacco armato in corso o imminente, e non una minaccia, oggettiva o soggettiva che sia, come dimostra una lista infinita di casi verificatisi negli ultimi trecento anni.

LA COLLABORAZIONE CON LA SIRIA – Infine, va chiarito che, nonostante la Siria si sia detta disponibile a cooperare con gli Stati Uniti, a patto che Washington concordi ogni azione militare con il governo Assad, i bombardamenti si stanno svolgendo senza aver ricevuto alcun consenso specifico da Damasco.  Se inizialmente difatti sembra che ci sia stato un minimo di comunicazione tra le parti, gli ultimi interventi di Obama non inquadrano certamente l’azione come un intervento in collaborazione con la Siria.  Non a caso, Russia e Iran hanno già protestato. Da Mosca, il Ministro degli esteri Lavrov ha raggiunto telefonicamente il suo omologo Kerry, per chiedere il rispetto delle norme internazionali.

IL TERRORISMO SI COMBATTE CON IL DIRITTO – A fronte di quanto detto, è necessario ribadire che non esistere alcuna deroga al sistema di sicurezza collettivo, neanche quando il nemico è il terrorismo. Le norme internazionali esistono proprio per evitare che il concetto di ‘giustizia’ venga interpretato in maniera soggettiva, allontanando così ogni pericolo di strumentalizzazione. Rifiutare tale concetto equivale ad accettare che, di fronte al terrorismo, ogni diritto, anche il più elementare può venire meno. Un ritorno al passato, indietro fino alle barbarie, in cui è la paura a dividere il lecito dall’illecito. È questo il futuro che vogliamo?

 

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: ilfattoquotidiano.it corriereinformazione.it

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