Nuovo piano austerity: la Grecia non ci crede, scatta lo sciopero

La Grecia medita l'abbandono dell'euro (economia.leonardo.it)

48 ore di sciopero generale e numerose manifestazioni di piazza organizzate dai principali sindacati del Paese: è in questo modo che i lavoratori del settore pubblico e privato ellenico intendono manifestare il proprio dissenso nei confronti  delle ulteriori rigide misure prese dal governo per salvare la Grecia dall’ormai cronico rischio di default. Il nuovo piano austerity è tuttavia l’unico modo a disposizione per garantirsi lo sblocco dei 130 miliardi di aiuti previsti dal piano salva-Grecia.

Dal resto dell’Europa sono arrivate infatti forti perplessità circa l’effettivo sussistere delle condizioni necessarie all’erogazione di quei fondi che, per Atene, rappresenterebbero una vera boccata d’ossigeno. Di qui, la scelta di rinviare ogni decisione alla prossima riunione, convocata per mercoledì. Il  presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker è stato particolarmente chiaro in merito: stabilità politica e tagli per 325 milioni di euro sono i presupposti essenziali per continuare a disporre dell’appoggio europeo.

Insomma, l’Europa mette pressione e la Grecia, suo malgrado, risponde. Già nella serata di ieri, è  appunto arrivata l’intesa tra governo e partiti su alcune delle riforme richieste dall’Unione, in accordo con Bce e Fmi. Tuttavia, potrebbe non bastare. A questo punto, si valuta infatti la definitiva uscita di scena dell’euro: «La Grecia deve trovare una soluzione strategica riguardo il suo futuro» ha dichiarato il ministro dell’economia  greco  Evangelos Venizelos.

«Purtroppo, dobbiamo scegliere tra sacrifici e sacrifici ancora più grandi, sacrifici incomparabilmente più grandi» ha proseguito Vanizelos. «Dobbiamo scegliere tra umiliazione che una nazione storica e orgogliosa dovrà sostenere, e umiliazioni ancor più pesanti pur mettendo in gioco il nostro orgoglio e la nostra dignità come popolo».

La decisione è impegnativa ma occorre agire in fretta. Il 20 marzo andranno infatti  in scadenza 14,5 miliardi di titoli che, allo stato attuale delle cose, Atene non sa come rimborsare: ritrovare un’intesa con creditori provati e Europa potrebbe essere l’unica soluzione.

Mara Guarino

Foto homepage via: mercatoliberonews.blogspot.com

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