‘Now What?!’ – Deep Purple: la recensione

deep purple

foto via: www.musicradar.com

Deep Purple: un sinonimo di costanza, dedizione, impegno e fedeltà alla musica rock. Una delle band storiche del rock inglese anni ’70 torna nuovamente nei negozi con del materiale inedito, raccolto in un album dal titolo Now What?!, diciannovesima fatica in studio per la band fondata a Hertford nel lontanissimo 1968. A più di sette anni di distanza dal precedente Rapture of the Deep, datato 2005, i Deep Purple sfornano del nuovo materiale, a dimostrazione della loro ancor intatta voglia di mettersi in gioco. C’è comunque da dire che in tutti questi anni i vecchi leoni inglesi non sono rimasti fermi, ma hanno proseguito con una instancabile attività live che li ha portati sui palchi di tutto il mondo. La formazione vede, come del resto già da un po’ di tempo a questa parte, il trittico “storico” Ian Gillian, Roger Glover, Ian Paice supportato da Steve Morse alla chitarra (ormai in pianta stabile nella band dal 1995) e il sempre bravo Don Airey alle tastiere. Ma andiamo subito ad ascoltare le note di questo nuovo Now What?!.

A Simple Song rappresenta un inizio in sordina, prima di uno sviluppo ritmico più sostenuto dove tastiera, chitarra e basso compongono un tutt’uno compatto, all’interno del quale spicca un buon assolo di tastiera. La successiva Weirdistan è uno strano brano dove la ritmica è ancora una volta la spina dosale sulla quale si sviluppa il cantato molto cadenzato e basso di Ian Gillian. Out of Hand è potente e ben riuscita, anche se forse un po’ troppo lunga. La successiva Hell to Pay è maestosa e granitica: un brano in perfetto stile Deep Purple con prolungati assoli di chitarra e tastiera.

Body Line è un buon rock funkeggiante che ricorda i migliori Toto. Above and Beyond, dal lungo inizio strumentale, è maestosa, mentre la successiva Blood from a Stone è un cadenzato pop-rock da sottofondo che si sfocia in un granitico e pastoso hard rock inframmezzato da un assolo di piano al sapore di Doors e anni ’60. La lunga Uncommon Man si apre con una trascinata (forse troppo) intro strumentale, prima di uno sviluppo orientato al classic rock. Un brano che deve essere ascoltato più volte per essere assimilato fino in fondo.

Deep Purple

I Deep Purple (www.classicrockmagazine.com)

Si prosegue con Après Vous, altro buon brano, a metà strada tra hard rock e progressive. All the Time in the World è forse l’anello debole del disco: un brano discreto ma nulla più, al sentore di già sentito. Vincent Price si distingue per l’ottimo assolo di chitarra di Steve Morse, mentre la conclusiva It’ll Be Me, bonus track del disco, si muove su coordinate più spensierate ai confini con un southern rock dai contorni country.

Un buon album, non c’è che dire, per questi immortali Deep Purple, che sembrano non avere assolutamente voglia di appendere gli strumenti al chiodo. Now What?! è un album che, seppur inferiore ai grandi capolavori del passato purpleiano, dimostra per l’ennesima volta le capacità di songwriting della band e la sua rinnovata freschezza compositiva. Steve Morse non è Richie Blackmore (e non lo sarà mai) in termini di gusto e genialità, ma è comunque un ottimo esecutore; mentre Don Airey non fa rimpiangere Jon Lord alle tastiere. Inoltre la voce non più squillante di Ian Gillian fornisce una prova comunque più che sufficiente.

I brani spaziano diversi generi con gusto e raffinatezza, mentre l’esecuzione è, come sempre quando si parla di Deep Purple, ottima. Un album dedicato a tutti gli aficionados dei Deep Purple, che potranno gustarsi anche la performance del quintetto inglese dal vivo in occasione del loro arrivo in Italia la prossima estate, per ben tre date: il 21, 22 e 24 luglio, rispettivamente a Roma, Vigevano e Majano.

Alberto Staiz

Foto homepage: www.classicrockmagazine.com

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Una risposta a ‘Now What?!’ – Deep Purple: la recensione

  1. avatar
    Anonimo 07/05/2013 a 21:44

    la conclusiva it’ll be me, bonus track, e’ una cover di jerry lee lewis.
    http://en.wikipedia.org/wiki/It'll_Be_Me_(Jerry_Lee_Lewis_song)

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