Norvegia, il centrodestra vince le elezioni legislative

Erna Solberg è il primo ministro eletto della Norvegia

Erna Solberg è il primo ministro eletto della Norvegia

Oslo – La Norvegia cambia pagina, e dopo otto anni di governo dei socialdemocratici di Jens Stoltenberg, affida la maggioranza dei seggi del Parlamento alla coalizione di centrodestra guidata da Erna Solberg, che sarà primo ministro – la seconda donna a riuscirci dopo Gro Harlem Brundtland, che ricoprì la carica per tre mandati nel 1981, 1986-1989 e dal 1990 al 1996.

Si tratta di una vittoria elettorale largamente prevista dai sondaggi, ma che assume un carattere particolare in un paese, la Norvegia appunto, ancora profondamente ferito dalla strage di Utoya, quando il militante dell’estrema destra Anders Breivik uccise 77 giovani che partecipavano a un camp della sezione giovani del Partito laburista norvegese.

Proprio la forza politica xenofoba e razzista al quale aderiva Breivik, il Partito del Progresso, sarà ora una delle quattro forze – insieme a Conservatori, Democratici cristiani e liberali – che sosterrà la Solberg nel nuovo esecutivo, chiamato a prendere le redini dell’esecutivo ad ottobre quando, a seguito del varo della legge di bilancio, Stoltenberg rassegnerà le dimissioni dalla carica.

La Norvegia si affida così a una politica conservatrice, pur non avendo il centrosinistra dell’attuale premier commesso alcun errore di rotta: il paese, è ben noto, gode di una prosperità che ha ben pochi eguali nel mondo, grazie agli enormi giacimenti petroliferi, la scarsità demografica e gli altissimi standard di vita.

Indice di sviluppo umano più alto al mondo (0,943 contro lo 0,874 dell’Italia, al 24° posto in classifica), speranza di vita ben superiore agli 80 anni, PIL procapite che viaggia sui 53.000 dollari, disoccupazione praticamente inesistente (3,3%, un livello che gli esperti definiscono “fisiologico”), la Norvegia da sempre lontana dall’Europa e dall’euro ha saputo negli anni mantenere uno status di indipendenza e benessere di particolare conto.

La minaccia di una eventuale apertura nelle politiche migratorie o di un possibile futuro all’interno dell’Unione Europea, però, hanno mosso l’elettorato verso il centrodestra, consegnandoli quasi 100 seggi, con 85 richiesti per ottenere la maggioranza.

La Solberg, che su Twitter ha ringraziato i suoi sostenitori («Grazie, non da ultimo, per tutto il vostro aiuto», ha twittato durante la notte a un suo elettore), parteciperà il prossimo 9 ottobre alla cerimonia di apertura della 158esima sessione del Parlamento, e da lì in poi si conosceranno le azioni che vorrà intraprendere il suo esecutivo, chiamato non a riformare, ma a salvaguardare una stabilità che in molti invidiano.

Stefano Maria Meconi

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