Noi siamo le azioni che compiamo: la Resistenza raccontata a teatro

Noi siamo le azioni che compiamo. Processo ai Martiri del Martinetto

Noi siamo le azioni che compiamo. Processo ai Martiri del Martinetto

Torino - È il 1944, l’Italia è martoriata dalla Seconda guerra mondiale e dall’occupazione nazifascista; il movimento della Resistenza combatte con fervore su tutto il territorio per liberare il paese dagli invasori.

PROCESSO AI MARTIRI DEL MARTINETTO, LA STORIA – Nella giornata del 31 marzo, precisamente un lunedì, la Resistenza piemontese è costretta ad arrestarsi a seguito di un colpo duro subito dai partigiani; all’interno della sagrestia del Duomo di Torino, la polizia nazifascista scopre e cattura molti dei componenti del Comitato Regionale Militare Piemontese (Crmp), organo istituito con il fine di coordinare ed organizzare i movimenti delle azioni dei gruppi partigiani.
I militanti catturati sono otto e rispondono al nome di Franco Balbis, Quinto Bevilacqua, Giulio Biglieri, Paolo Braccini, Errico Giachino, Eusebio Giambone, Massimo Montano e Giuseppe Perotti; sequestrati ed arrestati, gli uomini vengono portati alle carceri Le Nuove, all’interno delle quali vengono interrogati dalla polizia nazifascista. Il pochissimo tempo, il 2 aprile, viene avviato il processo, iniquo ed immediato, di fronte ai massimi vertici del fascismo piemontese; con altrettanta celerità viene pronunciata e decisa la sentenza: gli otto uomini sono condannati alla fucilazione. Il 5 aprile i condannati sono accompagnati al poligono di tiro del Martinetto e li, ammanettati e legati su delle sedie, vengono uccisi. Un attimo prima del frastuono dei colpi, Franco, Quinto, Giulio, Paolo, Errico, Eusebio, Massimo e Giuseppe, gli otto partigiani, gridano al cielo il loro ultimo sospiro: «Viva l’Italia libera».

LE PAROLE DI EUSEBIO GIAMONE PRIMA DI MORIRE – Tra i frammenti di ricordo reale giunti fino ai nostri giorni, a testimonianza del coraggio degli uomini morti per la libertà, vi sono le parole che Eusebio Giamone pronuncia a sua moglie, poche ore prima di dire addio alla vita: «fra poche ore io certamente non sarò più, ma sta pur certa che sarò calmo e tranquillo di fronte al plotone di esecuzione come lo sono attualmente, (…) come lo fui alla lettura della sentenza, perché sapevo già all’inizio di questo simulacro di processo che la conclusione sarebbe stata la condanna a morte. Sono così tranquilli coloro che ci hanno condannati? Certamente no! Essi credono con le nostre condanne di arrestare il corso della storia. Si sbagliano! Nulla arresterà il trionfo del nostro Ideale, essi pensano forse di arrestare la schiera di innumerevoli combattenti della Libertà con il terrore? Essi si sbagliano!».

La Resistenza piemonte raccontata a teatro

La Resistenza piemonte raccontata a teatro

LO SPETTACOLO TEATRALE - In ricordo di questo episodio reale e doloroso, di estrema importanza per la storia della Resistenza del Piemonte, la regista Pietra Selva mette in scena lo spettacolo Noi siamo le azioni che compiamo. Processo ai Martiri del Martinetto. Lo scenario su cui è costruito lo spettacolo ha una voce propria, poiché composto da otto sedie in legno, le quali richiamano, senza alcun bisogno di raccontare, le stesse su cui furono fucilati i martiri; lo spazio circostante, invece, ricostruisce l’aula del tribunale, teatro del processo agli otto. La storia è accompagnata e raccontata da un narratore esterno e da una voce femminile, che espongono la vicenda e danno vita ed emozione agli atroci fatti, esaltando la tenacia, il coraggio e la scelta di libertà che fecero gli otto partigiani. La regista Pietra Selva, autrice stessa di Noi siamo le azioni che compiamo. Processo ai Martiri del Martinetto, narra, attraverso il testo teatrale, l’importanza di questa pagina storica segnata dalla lotta dei partigiani, autori del ritrovamento della libertà di un intero popolo.

PRIMA NAZIONALE A TORINO - Noi siamo le azioni che compiamo. Processo ai Martiri del Martinetto debutta in prima nazionale lunedì 7 aprile, ore 21, al Teatro Gobetti di Torino; la realizzazione è curata da Massimo Verdastro e Gloria Liberati e da un cast di 17 attori che, su un palcoscenico pregno di emozioni, racconteranno un pezzo di Resistenza piemontese ed italiana. La produzione è del Comitato Unitario Associazioni della Resistenza del Piemonte e Comune di Torino, in collaborazione con Viartisti Teatro. Lo spettacolo è gratuito ed accoglierà gli spettatori fino ad esaurimento posti.

Alessia Telesca

foto: facebook.com

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