No Tav: il treno non c’entra. In Valsusa si lotta per decidere chi comanda

valsusa

Scontri in Valsusa

Roma – In Valsusa c’è la guerra. I bollettini non lasciano dubbi a fraintendimenti: auto date alle fiamme, sassaiole contro la polizia, blocchi stradali ed autostradali, barricate sulle ferrovie, troupe giornalistiche prese d’assalto e vandalizzate. Oggi si replica: l’A32 Torino-Bardinecchia è ancora interrotta dai No-Tav. I poliziotti feriti in seguito a scontri con i manifestanti sono cinque, otto i carabinieri. Tra questi un funzionario di polizia ferito ad un piede da una bomba carta; un ispettore della Questura di Torino con il labbro spaccato da un pietra; un agente del Reparto Mobile di Firenze contuso al gomito dopo una bastonata. Anche i No-Tav accusano percosse senza, tuttavia, chiarire i danni e il numero di feriti. Uno è in stato di fermo.

Le barricate si stanno diffondendo. Il tam-tam di Internet ha radunato manifestanti a Trieste, Milano, Brescia, Bologna, Pistoia, Salerno, Catania, Brindisi. A Roma la sede del Pd è stata occupata da un manipolo di facinorosi che hanno appeso alle finestre dell’edificio il seguente striscione: ‹‹Noi chiediamo la liberazione di tutti gli arrestati e siamo qui perchè il Pd è il mandante della Tav››. La protesta dilaga e le minacce la seguono a ruota: ‹‹Adesso blocchiamo l’Italia››. Siamo solo all’inizio.

Val la pena capire quel che succede in quest’intifada all’italiana che riporta indietro le menti agli Anni di piombo di 40 anni fa, e che di allora pare pronta ad avere lo stesso peso politico e le stesse ripercussioni sociali.

Si dice che la causa delle violenze sia la Tav, che al di là dell’ideologie pseudoambientaliste coltivate dai cosiddetti pacifisti amanti dell’en plein air, salvo poi tirar bombe-carte in mezzo ai boschi – altro non è che un treno ad alta velocità fatto passare dentro una montagna. Si può non condividere l’opera. Si può anche chiederne conto alle autorità competenti, malgrado se ne sia discusso per 20 anni con relative approvazioni e finanziamenti Ue, ma credere che tutto il casino in Valsusa sia scatenato da due rotaie è da ingenui.

La partita in gioco è ben più importante e in essa le forze dell’ordine – poveri loro – hanno solo il ruolo di rappresentare il vero nemico che la sinistra antagonista si è data e a cui non vuol rinunciare: lo Stato.

Qui si gioca per decidere chi comanda. Chi tiene in mano il paese e lo guida verso quale direzione. Chi può arrogarsi il diritto di stabilire cosa una nazione deve o può fare e sulla base di quale codice: se quello costituzionale-democratico per il bene (economico) comune o quello squadrista-terroristico che, se continua così, farà presto a far sparire le pietre per far comparire le pistole.

Allora fa bene il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, finora troppo silenziosa come tutto il resto del Governo sulla faccenda, a ribadire che ‹‹la violenza non sarà tollerata, non si può giustificare. Dopo di che, con i sindaci siamo pronti a qualsiasi tipo di dialogo, ma l’opera va avanti, non ci sono subbi su questo››. Bisogna puntare i piedi. Fermarsi, fosse solo per poche ore, varrebbe come una resa incondizionata. Significherebbe consegnarsi, progetti ingegneristici compresi, nelle mani di chi non farebbe altro che ricominciar da capo una volta ridato il via ai lavori, sventolando il precendete sotto il naso dei poliziotti.

E non si creda che la questione sia solo locale o nazionale. Essendo la Tav un’opera internazionale che – nel nostro caso – collegherà Italia e Francia fermare il cantiere avrebbe ripercussioni inevitabili anche sull’assetto economico europeo; implicherebbe quasi certamente multe salate dall’Ue e l’assoluto discredito globale, roba di cui già godiamo in abbondanza nel mondo che poco ci prende sul serio e non solo per le boutade di Berlusconi.

viadeamicis1977
Milano 1977 (dal libro Contesti e Retroscena). Libero ha recentemente ripubblicato le scene di violenza del terrorismo rosso negli Anni di Piombo

Un paio di esempi: il Brasile si è fatto beffe della richiesta italiana di riavere Cesare Battisti – altro felice risultato della generazione settantottina sfornata dai rossi – il quale continua a prendere il sole sulla spiaggia di Rio alla faccia dei 4 morti che non ha sulla coscienza. L’India se ne infischia se detiene illegalmente due nostri marò passando sopra ogni diritto internazionale per ragioni di politica interna con la latinanza di Monti sempre pronto a chiacchierar di spread e poco di più. Ma non è il solo che sulla Tav tace.

Le maestranze della sinistra, Pd in testa, ce l’hanno messa tutta per cercar di passare inosservate sulla questione. Pier Luigi Bersani non poteva né schierarsi con loro (son finiti i tempi dell’antiberlusconismo) né contro. Così i contestatori hanno fatto da soli e, prendendo d’assalto la sede del partito, lo hanno abbligato ad uscire allo scoperto. Ora sarà interessante sapere che farà il maggior partito della sinistra con i nuovi antagonisti, proprio lei che non ama le si ricordi quanto spalleggiò “i compagni che sbagliano” decenni fa. I nodi forse vengono al pettine ma intanto la guerra continua.

Chantal Cresta

Foto || ilgiornale; damianopalano.com

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13 Risponde a No Tav: il treno non c’entra. In Valsusa si lotta per decidere chi comanda

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    Simone Ghezzi 02/03/2012 a 02:57

    Questo articolo è fazioso e per nulla obiettivo.
    Non spiega niente riguardante la situazione in Val di Susa, e si lascia andare in un apologia di una delle due parti, sulla base di argomentazioni quantomeno discutibili.

    Rispondi
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    Chantal Cresta 02/03/2012 a 13:29

    E allora, prego, mi illumini. Giacché alla faziosità non posso far ricorso (ed è un peccato perché contro i faziosi è questa l’unica medicina che funziona), mi spieghi lei alcune cose.
    Cominci con il raccontarmi, la prego, la ragione per cui quel gruppetto di sindaci valsusini del Pd (una ventina, credo), a capo della protesta tacciono davanti agli slogan di morte contro il giudice Caselli; perché non prendono le distanze da chi occupa la sede del loro partito; perché non pigliano per un orecchio quel Perino che parla di democrazia e poi dà delle iene ai giornalisti. Mi spieghi perché non si siedono intorno ad un tavolo e non quantificano i presunti danni della Tav chiedendone la compensazione (suggerimento dello stesso Caselli), invece di tacer e silenti sostenere questi pazzi con la pietra in mano?
    Eppure non è il Movimento No Tav a desiderare il “dialogo”, unico strumento in un “paese civile”. Ma civile non significa che o la Tav non si fa o mettiamo a ferro e fuoco l’Italia. E “dialogo” non vuol dire che o ci lasciate fare quello che ci pare o la pagate.
    Questa civiltà l’abbiamo già assaggiata, decenni fa, e ne stiamo ancora scontando il prezzo.

    Rispondi
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    Simone Ghezzi 02/03/2012 a 13:44

    Attenta, il mio era un commento puramente riferito all’articolo, ovvero dal momento che sono un lettore di wakeupnews, e lo apprezzo per l’obiettività sempre espressa, il suo artico l’ho ritenuto leggermente sbilanciato.

    Detto questo la sua risposta al mio messaggio è sicuramente condivisibile, ribadisco : non sto criticando le sue idee e nemmeno dando ragione ad una parte o l’altra, criticavo semplicemente la forma espressa nell’articolo, poichè è pur sempre informazione obiettiva quella che si deve esprimere, e per dio, in uno stato dove giornali e media sono (ahimè) praticamente apertamente schierati, e l’obiettività è seconda a tutto, l’ancora di salvezza sono mezzi d’informazione come wakeupnews, che devono cercare SEMPRE di non scadere nella faziosità.

    Per concludere, siamo entrambi d’accordo quando lei dice che si dovrebbero sedere al tavolo a discutere, e siamo altrettanto d’accordo quando si comincia a pensare che forse forse, non interessa più di tanto farlo… :)

    Rispondi
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    raffaele 02/03/2012 a 16:31

    da un mezzo di comunicazione solitamente obiettivo come il vostro non mi sarei aspettato un articolo pieno di banalità e di concetti espressi più volte nei mass media faziosi nazionali.
    Vi siete allineati anche voi allo sport in voga in questo periodo, far passare il movimento no tav come il lupo cattivo, un branco di anarchici il cui unico scopo è quello di scontrarsi con le forze dell’ordine.
    “Se non state attenti, i Media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse ed amare gli oppressori” ecco ci state riuscendo in pieno.

    Rispondi
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    Valentina Gravina 02/03/2012 a 18:27

    Gentile Raffaele,
    il nostro giornale non ha perso obiettività permettendo alla dott.ssa Cresta di pubblicare il suo articolo, ha voluto solo dare “voce” ad una visione dei fatti forse poco condivisa. Noi non siamo faziosi, non siamo ne’ PRO ne’ CONTRO TAV. L’articolo rappresenta la visione e il pensiero di Chantal Cresta, non per forza quella del giornale, che in questo caso si pone solo come mezzo per una libera espressione. L’unico limite che ci siamo posti è quello della veridicità dei fatti raccontati.Seguiamo quanto accade in Val di Susa con interesse e la maggior parte degli articoli sono dal taglio decisamente piu’ blando e obiettivo. Non credo sia corretto attaccare il giornale per una voce fuori dal coro (condivisibile o meno), e mi auguro che i lettori attenti di questo giornali abbiano capito il nostro intento.
    Cordiali Saluti
    Valentina Gravina

    Rispondi
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    Simone Ghezzi 02/03/2012 a 19:25

    Gentile Valentina Gravina,

    Il mio intento col messaggio scritto precedentemente, era semplicemente quello di “ammonire” il giornale, non di attaccare. Se ogni critica presentata dai vostri lettori, viene giudicata come un attacco alla testata, converrà con me che non ne usciremo più.
    Le ricordo che, fondamentalmente, per esprimere le opinioni personali, esistono altri canali, e non sta certo a wakeupnews..lasciare spazio a questo tipo di “situazioni”.
    Mi spiego meglio: la sig Cresta e le sue idee sono totalmente rispettabili, ci mancherebbe, la Forma, è la questione. Questo è un articolo d’informazione non una rubrica personale o un forum dove esprimere le proprie idee in maniera cosi plateale.
    Come lei ben saprà, il giornalista o la testata giornalistica, deve essere in grado di far riflettere l’individuo e non di fornire una riflessione precotta, volta a favorire uno schieramento piuttosto che l’altro, perchè di quelle riflessioni preconfezionate, ne troviamo a manciate in edicola e a tonnellate in televisione.

    Spero che il mio post venga letto con la giusta predisposizione.
    Cordiali Saluti.

    Rispondi
  7. avatar
    raffaele 02/03/2012 a 19:42

    Gentile Valentina, il mio non vuole essere un attacco al giornale, è solo una voce di dissenso in merito al contenuto di questo articolo. Ho sempre apprezzato l’obiettività dei vostri articoli ma in questo caso, come spiegato nel precedente commento, mi ha dato in qualche modo fastidio il vostro uniformarmi al giudizio dei media nazionali. Ognuno è libero di scrivere quello che vuole, ci mancherebbe, ma visto che ” L’unico limite che ci siamo posti è quello della veridicità dei fatti raccontati” forse sarebbe opportuno verificare meglio questi fatti raccontati.
    Frasi come:”’ideologie pseudoambientaliste coltivate dai cosiddetti pacifisti amanti dell’en plein air” danno un taglio netto all’articolo e forse andrebbero verificate…in questo modo vi equiparate al peggior Giornale o Libero di turno che usa fare di ogni erba un fascio facendo passare tutti per terroristi. Infine alcune similitudini con gli anni di piombo mi sembrano al quanto forzati e di poco gusto.
    Detto questo avevate l’opportunità di distinguervi dalla totalità dei mass media faziosi e tendenziosi; secondo me avete perso una grande occasione, ma è solo il pensiero di un “lettore attento”.
    Cordiali Saluti

    Rispondi
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    Chantal Cresta 02/03/2012 a 22:25

    Fermo restando che i concetti esposti nell’articolo sono miei e non del giornale, vorrei soffermarmi su due punti degli interventi: carenza di informazione e faziosità.
    Partiamo dalla prima. Siamo d’accordo che in Valsusa è in atto una guerriglia? Siamo concordi che il Movimento No Tav è nato per tutelare l’ambiente della Valle che si diceva sarebbe stato devastato dalla ferrovia? Tutta roba che 20 anni di rilevamenti degli ingegneri Ue hanno smentito. Siamo tutti dell’opinione che bruciare pneumatici e lanciare bombe carta (dato corretto poiché alcuni poliziotti sono rimasti feriti) un’ po’, l’ambiente, lo inquina? Se siamo d’accordo tutti, non vedo dove sai la mancanza del dato.
    Parliamo di faziosità. Si dice che ognuno la pensa come vuole. Grazie. Poi però si continua sostenendo che se non ci si avvicina alle ragioni degli “oppressi” che tengono in ostaggio una Valle, allora si è faziosi e parziali. E sia. Ma allora non è vero che ognuno la può pensare come vuole. E soprattutto non bisogno pensarla come Libero e Il Giornale.
    Mettiamola così: io non so cosa ne pensano i quotidiani sopra citati. Posso dire quel che credo io: son stanca di far distinguo. Se il Movimento No Tav ha un seme sano, lo tiri fuori, collabori con la polizia per allontanare i criminali e concordi quelle compensazioni che ritiene le siamo dovute. Altrimenti saranno loro ad aver perduto una buona occasione.

    Rispondi
  9. avatar
    raffaele 03/03/2012 a 01:27

    Partendo dalla carenza di informazione non mi sembra che gli avvenimenti siano spiegati in maniera completa ed obiettiva;si inizia dicendo che c’è una guerriglia in atto(dato incontrovertibile) ad opera di pseudo ambientalisti,(primo esempio di faziosità).Si parla di giornalisti presi d’assalto, ma da chi?dai terroristi ambientalisti certo, quando è dimostrato che i poliziotti hanno, anche loro, malmenato troupe giornalistiche. Non un cenno agli ideali che spingono il movimento a protestare, non un cenno al fatto che il movimento sia composto per lo più da gente civile che poco ha a che fare con chi tira pietre e bombe carta. Doveva passare il messaggio che i no tav sono il lupo cattivo da dare in pasto all’opinione pubblica e francamente è il messaggio che passa.Lungi da me dare lezioni di giornalismo non ne ho le capacità e la minima intenzione.
    Ognuno è libero di pensarla come vuole ripeto, nessuno vuole farLa avvicinare al pensiero dei manifestanti, sia i miei che quelli di Simone sono commenti garbati e pacifici di due assidui lettori in qualche modo delusi dall’articolo in questione.
    In Italia penso sia ancora possibile esprimere dissenso, per di più in maniera educata, converrà con me che probabilmente iniziare una discussione scrivendo”E allora, prego, mi illumini. Giacché alla faziosità non posso far ricorso (ed è un peccato perché contro i faziosi è questa l’unica medicina che funziona), mi spieghi lei alcune cose.” non è il modo migliore di porsi ad una discussione pacata e in un certo senso costruttiva.
    I nostri commenti potevano essere visti come un momento di confronto tra testata, giornalista e lettori invece sono stati presi come attacchi personali e al giornale. Di questo me ne dispiaccio e in futuro eviterò accuratamente di commentare, sperando di continuare a leggere articoli obiettivi ed equilibrati come successo nella maggior parte dei casi.
    Cordiali Saluti

    Rispondi
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    Chantal Cresta 03/03/2012 a 13:04

    Le esprimessero queste ragioni, ne darei conto. Per il momento l’unica ragione che sento è: la Tav non si fa. Punto. Lo hanno ribadito anche stamane dopo l’ultima riunione che il Comitato a tenuto stanotte. Appena diranno qualcosa di più del solito “no” troveranno -son certa – un mucchio di gente pronta a starli ad ascoltare, ivi compresi Monti e Cancellieri.
    Invece, ha ragione, parliamo dei cittadini. Non solo dei No Tav ma anche di Sì Tav, che sono la maggioranza in Valsusa perché su 23 comuni che fanno opposizione d’oltranza ce ne sono molti di più che la ferrovia la desiderano. Da Val Sangone a Chisone, senza contare i tantissimi pendolari che lamentano l’assenza di infrastrutture che colleghino i paesi. Questo è un dato abbastanza obiettivo o son tutti faziosi?
    Per quanto riguarda gli onesti che la Tav non la vogliono, ribadisco: devono dissociarsi dalla gentaglia spara sassi e bastoni. E devono farlo subito perché questi individui usano la violenza per sovvertire l’ordine costituito. Cosa che in democrazia – che piaccia o meno – ha un nome: terrorismo anarcoide. Se gli antagonisti non lo sono ancora poco ci manca e, guardi, a dirlo non sono solo io la cui opinione conta quel che vale. Oggi sentivo a Radio 24, nella rubrica di Raffaella Calandra, Storiacce, un’intervista al tenente-colonnello Agostino d’Arena che nella carriera, tra le altre cose, ha conosciuto il terrorismo rosso milanese ’70ino avendolo dovuto combattere in collaborazione con il giudice Spataro.
    Il colonnello avverte oggi le forze dell’ordine di fare molta attenzione a quello che accade in Valsusa perché gli slogan, i comportamenti, i simboli e le dinamiche sono – a suo dire – i medesimi che precedettero gli Anni di piombo. A lui e al giudice Caselli si può credere o son tutti partigiani?
    Per quanto riguarda gli attacchi personali: no, le posso dire che non ho preso i commenti come attacchi. A dire il vero (ed è libero di non credermi), ci vuol ben altro per offendermi. Mi sono limitata a rispondere. Se poi le mie idee l’hanno pungolata, spiacente ma non so che farci. Però approvo: se non gradisce, fa bene a non leggermi.

    Rispondi
  11. avatar
    Simone Ghezzi 03/03/2012 a 15:00

    La discussione ha perso di senso.
    Si sta discutendo ideologicamente, mentre la critica era partita da un vizio di forma.
    Sig. Cresta, io reputo che idee come le sue, possiamo definirle..”di parte”, non dovrebbero comparire in maniera cosi esplicita in un articolo giornalistico. Come ho scritto in precedenza, ci sono altri luoghi per esporre con toni forti e compromettenti il proprio pensiero.
    Fermo restando che avrei detto la stessa identica cosa ad un ipotetico giornalista pro NO TAV, non ne sto facendo una questione ideologica, Lei si invece, perchè alle mie critiche squisitamente tecniche,ha risposto cercando di motivare le congetture espresse nell’articolo. A volte sarebbe utile raccogliere le critiche,piuttosto che difendersi ad oltranza da esse,proprio per migliorare il proprio operato. Dispiaciuto che la cosa non sia avvenuta.

    Saluti.
    PS: La prossima volta tranquilli, sarò un lettore “attento”…o meglio..MENO attento, cosi non si scomoderà nessuno.

    Rispondi
  12. avatar
    Valentina Gravina 03/03/2012 a 16:06

    Gentili Simone e Raffaele,
    accettiamo le vostre critiche e ne faremo tesoro, dispiace avervi “deluso” se vi siete ricreduti nei confronti del giornale. Le critiche vanno benissimo (le raccogliamo eccome) ed è stimolante poter confrontarsi con chi ci legge, magari riuscissimo a farlo con tutti gli articoli. Detto questo, mi preme solo sottolineare che come noi siamo liberi di dare visibilità a visioni diverse, voi lo siete altrettanto nel non condividere un articolo. Ho voluto solo sottolineare come sarebbe stato sbagliato identificare il pezzo di Cresta con il giornale. Ribadito questo spero continuerete a leggerci, in particolare la dott.ssa Cresta.
    Saluti

    Rispondi
  13. avatar
    Chantal Cresta 04/03/2012 a 18:32

    Vede, Sig. Ghezzi,
    il problema è tutto qui: il No Tav è un movimento ideologico e come tale va trattato. E a dirlo sono loro stessi.
    Ieri guardavo l’inizio della manifestazione romana. Un portavoce del movimento intervistato 2 minuti da un inviato di Tgcom24 ha chiesto loro cosa chiedono, perché, cosa rivendicano. Risposta: la Tav è un simbolo di lotta. Una lotta tra le parti sociali e lo Stato in nome della libertà. (libertà poi da cosa, non si sa). Che altro c’è da dire?
    Se le presunte ragioni alla base del movimento che solo ora si sentono ripetere a ritornello sono: “la Tav è inutile”; “prendiamo i finanziamenti Ue e facciamo altre cose”; “siamo contro tutte le opere non indispensabili”, non c’è molto altro da raccontare, salvo il fatto che a stabilire la politica interna ed estera di una nazione non può certo essere un manipolo di antiStato di professione. Lei che ne dice?

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