NoExpo: foto ricordo con auto bruciata e l’intervista assurda del manifestante

NoExpo Selfie auto bruciata

Pensavamo che il “peggio” della manifestazione NoExpo di ieri pomeriggio fosse il manifestante intervistato da TgCom24 che, divertito, diceva al microfono del giornalista come fosse “giusto spaccare tutto” semplicemente per il gusto di divertirsi. Altre motivazioni, infatti, non sono state date per giustificare la sua presenza nel corteo e la violenza in atto. Poi dal web spunta una foto, e anche questa “merita” di essere messa alla stregue e alla berlina dell’intervista citata prima. Una ragazza si fa scattare una foto “ricordo” con un’auto bruciata, con tanto di sorriso e posa da simil modella.

FOTO RAGAZZA CON AUTO BRUCIATA – La foto, ripresa su Facebook, ritrae una bella ragazza in posa davanti a una delle auto devastate dalle fiamme durante il passaggio dell’ala dura del corteo No Expo. Dietro la ragazza, piuttosto perplesso, un giovane che probabilmente stenta a credere a quello che sta osservando. L’immagine è stata ripresa su Facebook da Giorgio Cappozzo, giornalista e autore tv, suscitando ilarità ma anche insulti sul web.

Ed ecco la macchina prima della foto contestata, quando è stata data alle fiamme dal passaggio dei manifestanti. In una Milano devastata dagli scontri di ieri tra polizia e frange più violente di manifestanti NoExpo oggi è tempo di bilanci e di ripulire strade e muri dagli atti vandalici. Sono 11 gli agenti feriti, 10 le persone fermate. Passato il peggio oggi i milanesi sono in strada a ripulire la città per ridargli la dignità sottrattagli ieri quando, poco dopo i festeggiamenti per l’apertura di Expo 2015, ci si è ritrovati davanti a scene di guerriglia urbana senza senso.

INTERVISTA  CHOC DEL MANIFESTANTE - Stanno facendo il giro del web le immagini del manifestante NoExpo intervistato da TgCom24 che con nonchalance racconta di aver partecipato al corte spaccando “un po’ di robe” perché “quando c’è da fare casino e mi ritrovo in mezzo faccio casino anche io perché mi diverto”. Al cronista Enrico Fedocci racconta, e sembra ancora sotto adrenalina, come non avesse avuto nessuna paura durante gli scontri, anzi. Lui, esaltato com’era, avrebbe voluto partecipare con più veemenza agli scontri perché “è  stata una bella esperienza” e chiude “quando sono dentro i disastri sono contento comunque”.

Servirebbe anche qui una Toya Graham, la mamma di Baltimora che ha preso a schiaffi il figlio Michael sceso in strada per manifestare contro la polizia e che oggi ammette l’errore e ringrazia la donna. Servirebbe anche qui una, dieci, cento madri come Toya capaci di andarsi a riprendere i figli prima che questi finiscano nei guai. Perché troppo spesso questi ragazzi devono solo essere protetti da se stessi.

Valentina Gravina
@valegravi

Baltimora. La madre dell’anno: scopre il figlio in una protesta violenta mentre tira sassi alla polizia e lo porta via a bastonate

Posted by wakeupnews on Martedì 28 aprile 2015

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