Niente può fermarci. Un viaggio contro le paure – Recensione

Niente può fermarci (everyeye.it)

La locandina del film "Niente può fermarci" (everyeye.it)

Quattro ragazzi un po’ particolari, un’auto rubata e il sogno di un viaggio che li porterà a vivere un’esperienza irripetibile. Il narcolettico Mattia, l’internet dipendente Augusto, l’ossessivo compulsivo Leonardo e Guglielmo, affetto da sindrome di Tourette, si incontrano in una casa di cura dove hanno deciso, sia per volontà loro sia di altri, di curare i loro disturbi. La noia della clinica e l’estate alle porte fanno cambiare loro idea tanto da prendere la decisione di scappare: destinazione Ibiza. Dopo aver rubato in maniera alquanto rocambolesca l’auto del direttore dell’istituto, il viaggio ha inizio non senza inconvenienti e con un divertente inseguimento da parte dei genitori.

Girato tra Italia, Francia e, finalmente Ibiza, Niente può fermarci, questo film “on the road” diretto da Luigi Cecinelli, che ricalca chiaramente tutto quel cinema che fa del viaggio il punto focale, è un’apprezzabile tentativo di intrusione nella commedia facile e contemporanea. Il film non si distingue certo per originalità e non riesce a competere con i diretti interessati come, per esempio, Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo su tutti. Nonostante ciò, non si riesce a fare a meno di parteggiare per i simpatici e sfortunati protagonisti, questi e le loro problematiche sono una miccia infuocata per una serie di gag molto divertenti.

Queste patologie sono, come si può facilmente comprendere, non solo la mossa dalla quale tutto il film prende vita, ma anche una barriera tra loro e il mondo esterno, composto sia dai coetanei sia dall’ambiente familiare. Una barriera che “i nostri” devono cercare di scardinare per poter prendere pieno possesso delle loro vite. Mattia, Augusto, Leonardo e Guglielmo sono dipinti da Cecinelli come soli, coscienti dei loro limiti, ma anche pieni di vita, una vitalità che può sbocciare solo ed esclusivamente dall’aiuto reciproco. Solo quest’ultimo, infatti, porterà degli insperati cambiamenti nelle loro vite l’ultima notte vissuta nella caotica Ibiza.

Niente può fermarci (screenweek.it)

Un fotogramma dal film "Niente può fermarci" (screenweek.it)

Nonostante gli intenti siano apprezzabili e alcune scelte siano più che azzeccate, il punto debole del film del regista Cecinelli è probabilmente la sceneggiatura, seguita da una certa pavidità nel calcare certi temi che potevano e dovevano avere più importanza. Proprio la sceneggiatura, infatti, appare un po’ troppo scontata nelle fasi iniziali del film; tutto appare consequenziale in maniera così macchinosa che anche lo spettatore meno attento troverebbe spiacevole. Ciò che invece appare grave agli occhi di chi scrive è il mancato approfondimento delle varie dinamiche familiari che circondano i quattro protagonisti. Infatti, essi sono figli soli di genitori ancora più soli, non vediamo nessuna coppia genitoriale classica, possiamo quindi supporre che alle loro spalle ci siano stati degli sconvolgimenti familiari tali da provocare, o ampliare, le loro patologie. Questo punto, che non avrebbe certo leso la portata comica del film, sembra meritare un ruolo più importante rispetto a ciò che in realtà possiede.

Niente può fermarci, possiede molte lacune e alcuni punti interessanti. Difficile che possa competere ai botteghini con i diretti rivali italiani e stranieri. Forse un po’ di coraggio in più e una scrittura più accurata avrebbero di certo giovato al risultato finale di questo film.

(Foto: everyeye.it / bambini.eu / screenweek.it)

Emanuel Carlo Micali

[youtube]http://youtu.be/hZJouYWjZsQ[/youtube]

 

 

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