New Horizons, wake up verso Plutone sulle note di Star Trek

La sonda New Horizons, che raggiungerà il pianeta nano nel 2015, è stata riaccesa questa notte, con le note della sigla di Star Trek: Enterprise

La sonda New Horizons, risvegliata dalla musica di Star Trek (tuddidentro.wordpress.com)

La sonda New Horizons, risvegliata dalla musica di Star Trek (tuddidentro.wordpress.com)

Plutone – New Horizons torna alla vita: la sonda della Nasa in viaggio verso Plutone si è ridestata dalla sua lunga ibernazione questa notte, proprio in un momento in cui si sta avvicinando al pianeta nano. Per questo momento chiave della missione scientifica lo staff ha scelto una canzone iconica dei viaggi stellari, “Where my heart will take me”, di Russel Watson, che è stata la sigla di Star Trek: Enterprise.

NEW HORIZONS – La missione della sonda era cominciata il 19 gennaio 2006, quando è stata lanciata dalla Terra; da allora ha percorso oltre quattro miliardi di chilometri in 1873 giorni, due terzi dei quali li ha trascorsi in ibernazione programmata per diminuire i pericoli per i sistemi di bordo e risparmiare energia. Il risveglio di oggi non è il primo, ma «indica l’inizio delle nostre attività pre-incontro», come spiega Glen Fountain, a capo del progetto New Horizons presso l’Applied physics laboratory della John Hopkins university.

RISVEGLIO/WAKE UP – Il risveglio della sonda è sempre un momento delicato e in questa occasione il team ha scelto di celebrarlo con una canzone simbolo dei viaggi spaziale; Where my heart will take me, infatti, è stata la sigla di apertura di Star Trek: Enterprise, l’ultima incarnazione televisiva del brand fantascientifico nato con l’Enterprise del capitano Kirk e del vulcaniano Spock. Per l’occasione, l’autore Russel Watson ha addirittura inciso una versione speciale del brano, un inno all’esplorazione che fa commuovere tutti gli appassionati di Star Trek.

Il percorso di New Horizons (wikimedia.org)

Il percorso di New Horizons (wikimedia.org)

IL PROGRAMMA – La sonda proseguirà nei prossimi mesi i test per verificare la funzionalità di tutti gli strumenti di bordo, dagli spettrometri ultravioletti alle fotocamere telescopiche, passando per rivelatori di polvere spaziale e tutto quanto sarà utile a New Horizons per raccogliere informazioni inedite su Plutone.
Il primo avvistamento è fissato per il 15 gennaio, ma sarà dal 14 luglio che le distanze consentiranno di ottenere davvero informazioni nuove, quando la sonda sarà così vicina da poter riprendere immagini migliori di quelle fornite da Hubble. Terminato questo, potrebbe addirittura estendere la sua missione e puntare su qualche oggetto della fascia di Kuiper, a tutt’oggi inesplorata, dove ora Hubble sta puntando il suo occhio cosmico.

ESPLORAZIONE – La sonda è la prima a sfiorare Plutone, un’occasione eccezionale per studiare un corpo celeste particolare, appartenente a una categoria da poco ideata e che ha bisogno di conferme. «Per decenni abbiamo pensato che Plutone fosse un piccolo corpo strano alla periferia planetaria – ha spiegato Hal Weaver, direttore scientifico del progetto – ora sappiamo che è davvero una porta aperta per un’intera regione di nuovi mondi nella fascia di Kuiper e New Horizons sta per fornire il primo sguardo ravvicinato». Toni da sigla di apertura di Star Trek anche qui, quando ricorda che « New Horizons è in viaggio verso una nuova classe di pianeti che non abbiamo mai visto, in un luogo dove non siamo mai andati». Dove nessun uomo è mai giunto prima.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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