Nella Striscia è il giorno della vittoria: finalmente è tregua tra Hamas e Israele

Gaza – Dalle 20 (ora italiana) di ieri è scattata la tregua tra Israele e Hamas. Il cessate-il-fuoco – raggiunto grazie alla mediazione dell’Egitto di Mohamed Morsi – arriva dopo otto giorni di ostilità sempre crescenti che hanno causato centinaia di feriti e di morti, tra i quali molti bambini. L’intesa per la tregua giunge al termine di intensi negoziati e dopo l’arrivo in Medio Oriente – martedì in tarda serata – del segretario di Stato americano Hillary Clinton e del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon. Qualche ora prima, l’intesa era stata prima annunciata da Hamas e poi mancata per un soffio.

L’accordo dice esplicitamente che sarà l’Egitto a rendersi garante della tenuta della tregua. Una condizione posta all’inizio dei negoziati da Hamas, ma che il lavoro della diplomazia di queste ore ha esteso. E lo dimostrano le ultime parole di Netanyahu che, rivolgendosi alla nazione, ha affermato che Israele e Stati Uniti coopereranno nella lotta contro il traffico di armi verso Gaza – attraverso il Sinai – che provengono per lo più, ha detto, dall’Iran. Una questione fondamentale, che ha bloccato per giorni la richiesta di Hamas di togliere l’embargo.

L’accordo prevede innanzitutto che Israele debba mettere fine a ogni offensiva, terrestre, marittima o aerea contro la Striscia di Gaza, compresi gli sconfinamenti e gli omicidi mirati. Anche tutte le fazioni palestinesi devono mettere fine agli attacchi contro Israele lanciati dalla Striscia di Gaza, ivi compreso il lancio di razzi e gli attacchi alla frontiera.

Infine, l’intesa stabilisce che siano aperti i valichi di frontiera, con la conseguente facilitazione dei movimenti di beni e persone e la fine delle restrizioni dei movimenti dei residenti, a partire dalle 24 ore successive all’entrata in vigore dell’accordo. Ogni altra questione sollevata dalle parti dovrà essere discussa.

Il presidente dell’Anp, Mahmoud Abbas, ha salutato il cessate il fuoco entrato in vigore tra Israele e i gruppi militanti a Gaza guidati da Hamas come un modo «per fermare il massacro del nostro popolo e mettere una fine alla continuazione dell’aggressione israeliana contro Gaza». Intanto, il ministero della Sanità palestinese ha reso noto che è salito a 158 il bilancio delle vittime della campagna militare andata avanti per otto giorni, con 1.200 feriti.

«L’avventura israeliana a Gaza è fallita», ha dichiarato il leader di Hamas Khaled Meshaal in una conferenza stampa al Cairo, sottolineando che le due condizioni poste da Hamas, stop agli omicidi mirati e all’invasione sono state inserite nell’accordo di cessate il fuoco.

Natalia Radicchio

Foto via www.ecodibergamo.it

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