NBA Once a Week: I verdetti di metà stagione

Kevin Durant (dailybasket.it)

MVP - La lotta è al momento ristretta a due candidati: LeBron James e Kevin Durant. Il primo sta probabilmente dispuntando la miglior stagione della carriera, con una voglia di spingersi oltre i propri limiti mai mostrata sinora: chiaramente tutto inutile qualora arrivasse l’ennesima delusione nei playoff. Il secondo è il giocatore più decisivo della Lega, con 28 punti di media (secondo solo a Bryant) e con un’impressionante serie di canestri nei momenti che contano davvero. Alle loro spalle, l’unico che merita menzione è proprio il vecchio Kobe, primo nella classifica marcatori e unico vero punto di forza dei Lakers: se i gialloviola dovessero arrivare, come da nostro pronostico, davanti ai rivali Clippers, il merito sarebbe sicuramente di Kobe.

Verdetto: 1- Kevin Durant OKC, 2- LeBron James MIA, 3- Kobe Bryant LAL

Coach of the Year - In un campionato così ricco di squadre emergenti, il panorama è piuttosto ampio: dai confermatissimi Thibodeau (CHI), Collins (PHI), Brooks (OKC) e Hollins (MEM), ai nuovi Adelman (MIN), Vogel (IND) e Drew (ATL, costretto a fare a meno di Horford per tutta la stagione). Alla fine però, chi ha impressionato maggiormente è una vecchia volpe: Gregg Popovich. Gli Spurs sono la seconda miglior squadra a Ovest (la terza in totale), il tutto senza praticamente mai poter contare su Ginobili, per la frattura alla mano, con Duncan ormai pronto al ritiro e con una batteria di giovani da lanciare e role-player da ritrovare: Green, l’ex Treviso Neal, Kawhi Leonard, James Anderson e Tiago Splitter. Lavoro come al solito magistrale per coach Popovich, almeno per ora.

Verdetto: 1- Gregg Popovich SAS, 2- Frank Vogel IND, 3- Doug Collins PHI

Most Improved Player - Poco da dichiarare, Jeremy Lin vince a mani basse mettendosi dietro Kyle Lowry e Ryan Anderson, quest’ultimo diventato un vero fattore nel gioco interno-esterno con Howard a Orlando. In rapida ascesa anche le quotazioni di Nikola Pekovic, bravo a sfruttare l’infortunio di Milicic e la chance di giocare in quintetto base, da cui non è più uscito grazie a prestazioni di gran livello.

Verdetto: 1- Jeremy Lin NYK 2- Ryan Anderson ORL, 3- Kyle Lowry HOU

Sixth Man of the Year - Premio sempre particolarmente curioso da assegnare, vista la mania dei coach di tenere spesso in panchina giocatori che sarebbero da quintetto base. Oltre al solito Terry, troviamo così Al Harrington, 14 punti di media uscendo dalla panchina di coach George Karl, oppure Mo Williams a quota 13 ai Clippers: a giocarsi il premio saranno però Louis Williams, primo realizzatore con 15.5 punti a Phila e James Harden (16 ppg), con quest’ultimo nettamente favorito.

Verdetto: 1- James Harden OKC, 2- Louis Williams PHI, 3- Al Harrington DEN

Rookie of the Year - Lotta a due anche in questo caso, con Irving in vantaggio su un Ricky Rubio in evidente calo in questa fase di stagione: lo spagnolo non riesce a mantenere una costanza realizzativa e soprattutto in termini di percentuali al tiro, pur incantando ogni platea con assist da puro spettacolo, sublimando il gioco veloce della giovane Minnesota di coach Adelman. Irving mostra non soltanto quella continuità che manca al rivale, ma anche e soprattutto carisma e doti di leadership importanti, pur in una franchigia in rebuilding come i Cleveland Cavaliers. Alle loro spalle, MarShon Brooks dei Nets, fermato da un infortunio ma ottimo realizzatore e in grado di colpire ovunque e in qualunque modo.

Verdetto: 1- Kyrie Irving CLE, 2- Ricky Rubio MIN, 3- MarShon Brooks

Andre Iguodala in azione di recupero difensiva (the700level.com)

Defensive Player of the Year - Stoppate e rimbalzi o rendimento difensivo poco leggibile dalle statistiche? Ai tempi di Bruce Bowen era la seconda a pesare maggiormente, specialità nella quale potremmo inserire senza dubbio Andre Iguodala, perno della difesa dei Sixers, la migliore di tutta la Lega, Luol Deng, il collante tra difesa e attacco per i Bulls di Thibodeau, oppure Tony Allen a Memphis. Nelle ultime stagioni però è prevalsa la mania di andare a guardare il dato statistico, con Howard trionfatore e giocatori come JaVale McGee, Serge Ibaka o lo stesso LeBron James, abili a fare spettacolo con stoppate clamorose ma poi terribilmente fragili se sfidati uno contro uno. Conley guida le palle recuperate, mentre Tyson Chandler paga lo scotto di giocare in una squadra difensivamente a tratti imbarazzante come New York. Volendo trovare una via di mezzo, diamo il primo spot a Iguodala, per premiare l’ottimo sistema difensivo messo in piedi da Collins.

Verdetto: 1- Andre Iguodala PHI, 2- Dwight Howard, 3- Serge Ibaka

Andrea Samele

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