NBA 2013-2014 preview: Western Conference

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Kevin Durant (hoodhustle.biz)è il turno di scoprire le squadre dell’ovest

La stagione NBA 2013-2014 è ufficialmente iniziata da pochi giorni: apertura di rito con il media day e poi subito tutti al lavoro per quello che in Italia siamo soliti chiamare “ritiro pre-stagione”. Dopo aver dato un’occhiata ad est, cerchiamo di capire dunque le potenzialità delle franchigie delle squadre dell’ovest.

LE FAVORITE - Scontato partire dai San Antonio Spurs: coach Pop inizia l’ennesima stagione alla guida della sua creatura grigionera, dai meccanismi ormai oliati alla perfezione; ceduto Gary Neal e preso Marco Belinelli, la squadra texana, soprattutto se non verrà martoriata dagli infortuni, si pone come indiscutibile punto di riferimento nel panorama NBA con i suoi big three ancora saldamente al comando. Gli Oklahoma City Thunder dovranno fare a meno di Russel Westbrook ancora per qualche settimana: perdita gravissima questa, l’ex UCLA infatti è la guida emotiva e vocale della squadra, il cuore pulsante di una franchigia che ha in Kevin Durant il suo diamante più lucente e letale.

Gli Houston Rockets sono stati i vincitori della telenovela per accaparrarsi le prestazioni di Dwight Howard. L’ex centro Lakers è attesissimo alla stagione del riscatto, dopo una pessima annata in giallo viola, anche a causa di diversi infortuni. Interessante sarà vedere come evolverà la partnership con James Harden e se Jeremy Lin riuscirà a strabiliare di nuovo come ha fatto a New York 2 anni fa e come non è invece riuscito a fare l’anno scorso. Daranno grattacapi a molti i Memphis Grizzlies, che hanno cambiato allenatore ma hanno mantenuto la squadra dell’anno scorso. Anche in questa stagione gli orsi saranno temibilissimi sia sotto canestro – con Zach Randolph e Marc Gasol – sia nel reparto piccoli, guidato in difesa da Tony Allen fresco di rinnovo ed ispirato da Mike Conley, pronto ad armare la mano di Mike Miller.

Il cielo è il loro limite: i ragazzini della baia di Oakland sono agguerritissimi e pronti a sorprendere tutti. Assolutamente entusiasmanti e pieni di talento atletico e di tiro i Golden State  Warriors guidati dal “reverendo” Jackson possono davvero pensare in grande, anche grazie all’aggiunta di Andre Iguodala. Occhi puntati su Steph Curry e Klay Thompson, una delle migliori coppie di piccoli dell’intera Lega. Pur vedendo partire pedine importanti come Chanuncey Billups, Caron Butler ed Erick Bledsoe i Los Angeles Clippers ripartono da Doc Rivers in panchina e dall’infinita classe abbinata a carisma straripante di Chris Paul: due autentiche garanzie per quella che è al giorno d’oggi da considerarsi a tutti gli effetti la prima squadra della città degli angeli. Blake Griffin è chiamato ad una stagione importante in cui dovrà dimostrare sia sul campo sia a livello caratteriale di esser migliorato e di poter stare alla pari dei migliori lunghi della NBA.

Se la salute li assisterà, anche i Minnesota Timberwolves potranno rientrare tra le papabili formazioni da playoff: Rubio, Kevin Love e Nikola Pekovic ormai sono garanzie per la squadra e l’aggiunta di Kevin Martin potrà esser importante per punti veloci e sicuri dalla panchina. Alla guida dei lupi ci sarà un autentico santone come  coach Rick Adelman. Hanno perso in pochi giorni l’allenatore dell’anno, il GM dell’anno ed Andre Iguodala: un filotto che potrebbe tramortire molti ma non i Denver Nuggets che si affidano ad un nuovo allenatore, il debuttante Brian Shaw, allievo di Phil Jackson, e confidano nel pronto recupero di  Danilo Gallinari e nella vitalità del nuovo arrivato Nate Robinson. Se Javale McGee decide che è ora di giocare e comportarsi seriamente, allora le avversarie passeranno serate difficili contro le pepite.

Kobe Bryant: i suoi Lakers appaiono in difficoltà quest'anno (wcbsports.com)

Kobe Bryant: i suoi Lakers appaiono in difficoltà quest’anno (wcbsports.com)

LE OUTSIDER - A contendere un posto nella post season a queste otto squadre ci saranno i Los Angeles Lakers che, anche prigionieri del contratto mostruoso di Kobe Bryant, hanno visto partire Dwight Howard e Metta World Peace ed hanno completato il roster con innesti di secondo/terzo piano, affidando a coach D’Antoni una squadra ancora fortemente Bryant-dipendente, speranzosa in una rinascita di Pau Gasol ed in un’esplosione di Nick Young. I New Orleans Pelicans sono senza dubbio una squadra in ascesa: l’anno scorso forse ci si aspettava qualcosa di più da loro, ma il talento c’è ed è palese: Anthony Davis, parere unanime, segnerà un’epoca nella NBA, ed accanto a lui ci saranno talenti come Jrue Holiday , Eric Gordon e Tyreke Evans. Il loro tempo arriverà.

I Dallas Mavericks hanno cambiato molto, acquistando giocatori del calibro di Josè Calderon, Devin Harris, Monta Ellis. Ma tutto ancora dipenderà dalle condizioni di Dirk Nowitzki, che ha toccato le 35 primavere ed è reduce da una stagione travagliata. Anche Carter e Marion non sembrano più ragazzini. I Portland Trailblazers e gli Utah Jazz hanno scelto bene al draft con CJ McCollum (cestisticamente gemello di Damian Lillard, la loro stella, ma infortunatosi seriamente al metatarso del piede e fuori a tempo indefinito) e Trey Burke (gran bella presa, il ragazzino sbalordirà i pochi scettici rimasti) ma non hanno, a parere di chi scrive, qualità sufficiente per poter insidiare seriamente le squadre su citate.

I Sacramento Kings hanno una nuova proprietà, un nuovo GM ed un nuovo allenatore. Ripartono dunque da zero, ma sono senza dubbio una delle squadre con più talento della Lega ed allo stesso tempo anche una tra le più disordinate ed impronosticabili, proprio come il loro giocatore di punta: DeMarcus Cousins, forte, molto forte ma, come il nostro Mario Balotelli, a volte vittima di qualche black out. I Phoenix Suns hanno preso dal draft il centro ucraino Alex Len, lasciando però partire un solido veterano come Luis Scola. Confidano nella definitiva esplosione di Goran Dragic e di Eric Bledsoe. Sarà una stagione difficile per il nuovo coach, l’ex guardia anni ‘90 degli Utah Jazz, Jeff Hornacek. Ma chissà che alla fine il draft 2014 non regali Andrew Wiggins o Jabari Parker…

Edoardo Orlandi
@EdoardoO83

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