Napoli: rivendevano le tombe di famiglia all’insaputa dei proprietari

Le indagini hanno scoperto un'associazione a delinquere operante nel cimitero di Poggioreale, Napoli. I corpi dei defunti venivano sostituiti e fatti sparire

napoliVendevano illegalmente cappelle funerarie ottocentesche grazie a falsi atti notarili, e ovviamente senza il consenso dei legittimi proprietari, i cui parenti, sepolti all’interno delle strutture, venivano sostituiti con quelli dei nuovi proprietari e fatti sparire. Questa la situazione emersa in seguito alle indagini svolte dalla Procura di Napoli, che hanno portato alla scoperta di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe ai danni dello Stato realizzate all’interno del cimitero di Poggioreale a Napoli. Così, nella giornata di ieri la Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza di misure cautelari emessa dal gip e altri provvedimenti emessi dalla Procura, tra cui perquisizioni in abitazioni private e il sequestro di una cappella gentilizia e di quattro nicchie comunali per tumulazioni

L’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE – Stando ai primi risultati delle indagini, riportati dal quotidiano “La Stampa”, elementi di spicco dell’organizzazione sarebbero il notaio Filippo Improta, sottoposto alla misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale per sei mesi, e due imprenditori del settore funerario: Vincenzo Tammaro e Gennaro Reparato, già sottoposti a ordinanza di custodia cautelare degli obblighi di firma nel corso della prima fase investigativa, svolta nell’estate del 2012. Secondo gli inquirenti, Tammaro e Reparato avrebbero acquistato, con l’aiuto di alcuni dipendenti comunali compiacenti, diverse cappelle funerarie, molte delle quali risalenti al 1800, e che come tali non potevano essere oggetto di compravendita. Gli acquisti sarebbero stati permessi grazie alla redazione di atti falsi svolta dal notaio Improta.

UN DANNO DA QUATTRO MILIONI - In tutto, le persone coinvolte nelle indagini sono diciassette, mentre il danno patrimoniale subito dal comune di Napoli ammonterebbe a 4 milioni di euro. La svolta nelle indagini è avvenuta con la denuncia presentata dagli eredi di una nota famiglia napoletana che, durante una visita al cimitero,  non trovarono i loro defunti all’interno della cappella di famiglia. Inoltre, la struttura era stata lussuosamente ristrutturata e il cancello d’ingresso sostituito, impedendo così l’accesso ai legittimi proprietari.

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: si24.it

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