Napoli – Juventus: al san Paolo si scavalca, si rischia la vita e si firma il reato – VIDEO

Avete letto bene. “Firma”, non “filma”. O meglio, prima ci si filma e poi si firma il reato, magari per agevolare il lavoro delle procure italiane che, si sa, notoriamente non hanno molto tempo da dedicare ai reati compiuti negli stadi.

Lo stadio san Paolo di Napoli (spazionapoli.it)

Chissà cosa ne pensano allora la Società Sportiva Calcio Napoli e la procura della città partenopea se qualcuno prova a rendergli la vita più facile: un gruppo di intrepidi “pirati” del san Paolo ieri sera, durante il pirotecnico recupero di campionato Napoli – Juventus terminato 3-3, ha infatti deciso di entrare allo stadio in una maniera non propriamente convenzionale,  scavalcando un muro alto più di tre metri per raggiungere la parte superiore della curva A.

Il tutto mentre decine di persone davano una mano dal basso e dall’alto, passandosi i corpi dei “portoghesi” come se fossero sacchi di patate, con il rischio di veder crollare al suolo uno di quei ragazzi da un’altezza ragguardevole. Senza nemmeno l’ombra di un poliziotto o di uno steward nei paraggi.

Gli istanti dell’ingresso abusivo allo stadio sono stati accuratamente ripresi con una fotocamera, condendo il montaggio video con la musica di Pirates of Caribbean e – incredibile ma vero – le firme con nome e cognome di tutti gli autori del reato. Già, perché quello compiuto dalle intrepide “Mine vaganti” è innanzitutto un reato di truffa, ma soprattutto vìola la normativa antiviolenza negli stadi (legge n.401 del 13 dicembre 1989 e successive modificazioni) e può portare al processo per direttissima e all’arresto dei colpevoli con pene fino ad un anno di detenzione. Senza dimenticarsi dell’inevitabile comminazione del DASPO (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive).

La pericolosità dell’accaduto è doppia. Innanzitutto per la sicurezza fisica degli stessi autori del reato: immaginate che all’improvviso una pattuglia di polizia o uno steward sbuchi all’improvviso da dietro l’angolo. Fuggi fuggi generale e un corpo che rimane drammaticamente a penzolare nel vuoto. Di chi è la colpa? Di chi passava di lì solo per controllare che tutto fosse in ordine o di chi stava compiendo impunitamente un reato bello, buono, nonché reo confesso?

Inoltre – rischio tutt’altro che trascurabile anch’esso – la zona interessata dallo scavalcamento, come esplicitamente dichiarato nel video, è il settore superiore della curva A. Al di sotto del quale ci sono i tifosi della squadra ospite, separati dall’anello superiore solo tramite una sottile rete di protezione (che in Europa viene tolta e in campionato viene rimessa, tanto per sottolineare che ci teniamo a conservare la nostra becera inciviltà tra le mura domestiche). Con rischi che è inutile stare qui a sottolineare.

Il filmato è presente su youtube, non si sa fino a quando. Il presidente De Laurentiis e gli organi giudiziari dovrebbero guardarlo attentamente, prendere nota e correre ai ripari immediatamente. Prima che gli stadi italiani si trasformino in giungle anarchiche, con tanto di liane umane per lanciarsi da un settore all’altro. In attesa della prossima vittima.

Francesco Guarino

UN GRUPPO DI RAGAZZI ENTRA NELLA PARTE SUPERIORE DELLA CURVA “A” SCAVALCANDO LA RECINZIONE: 

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