Musica, qual è il segreto dei singoli di successo? I testi ripetitivi

Un team di ricercatori statunitensi ha tentato di scoprire il segreto delle hit di successo, arrivando a ideare una teoria secondo cui a fare la popolarità siano i testi ripetitivi di brani, ritornelli e titoli. Tale sorta di monotonia tematica è riscontrabile i brani di ogni periodo dopo il 1960 (welldonestuff.com)

Alcuni musicisti impiegano una buona parte della propria vita a ricercare il singolo perfetto, quel brano dalla verve intrigante che gli permetta di scalare le classifiche delle hit internazionali, tentando di introdurre nella propria opera quel perfetto mix di originalità e gusto che riesca a far breccia nel cuore dell’ascoltatore.

QUAL È IL SEGRETO DEI SINGOLI DI SUCCESSO? - Una strada lunga e tortuosa che spesso non conduce ad alcuna uscita, soprattutto per chi ama generi musicali molto lontani dal mainstream. D’altro canto, comunque, anche chi attinge eccessivamente dal repertorio della pop music rischia di raggiungere gli stessi risultati dei musicisti elitari, non apportando nulla di nuovo alle hit che già circolano nel mercato discografico.

 

SCOPERTA UNA SOLUZIONE: I TESTI - Eppure, dopo anni e anni di ricerche, pare che un team di scienziati e psicologi sia arrivato a scoprire quale sia il segreto dei singoli di successo e, paradossalmente, le rivelazioni sembrano abbastanza lontane dall’habitat prettamente sonoro di una canzone. Il dott. Joseph Nunes, docente dell’Università della California del Sud, ha stilato un’interessante teoria assieme al suo team di ricercatori, secondo cui la popolarità di un singolo non risieda prettamente nei giri di accordi impiegati nel brano o nella orecchiabilità delle melodie – ipotesi già sostenute in passato – ma che sia dovuta alla serie di parole e argomenti evocati dal testo.

TESTI MONOTONI, SUCCESSO ASSICURATO? - In particolare, analizzando sia musicalmente che linguisticamente i singoli di successo internazionali degli ultimi sessant’anni, si è scoperto che fra loro esisteva una sorta di legame tematico dato dall’impiego massiccio degli stessi termini per i ritornelli o i titoli scelti dal musicista per la propria hit popolare. Insomma, secondo i ricercatori statunitensi l’ascoltatore ha avvertito maggiore attrazione verso canzoni con testi abbastanza monotematici, come se la formula ‘Dammi tre parole: sole, cuore e amore’ non fosse un semplice metodo per estremizzare il ricorso agli stessi termini da parte di numerosi musicisti di tutto il mondo ma risultasse come una vera e propria magia capace di accalappiare le emozioni del pubblico.

I CAMPIONI ANALIZZATI - Il team di ricercatori ha analizzato più di mille brani elencati nella celebre classifica Hot 100 singles charts della Billiboard che hanno scalato la vetta del successo dal 1958 al 2012. Non a caso, fra i titoli dei migliori quindici singoli spiccano quasi sempre le stesse parole di stampo comune come ‘love’, ‘day’, ‘time’ o ‘night’.

VINCE IL REITERATO? - La ripetitività non risiede solo nella somiglianza tematica fra i vari singoli ma è insita anche all’interno di uno specifico brano. Secondo i ricercatori, ripetere più volte la stessa serie di parole all’interno di una canzone ne facilita la memorizzazione e ne enfatizza l’interesse da parte del pubblico. Per  supportare questa tecnica, anche la melodia e la sezione ritmica vengono reiterate assieme alla serie di parole prescelte per diventare ‘popular’. La componente reiterata risulta al sistema cognitivo dell’ascoltatore più fluida e piacevole e lo porta a desiderare di intrattenersi più volte con quello specifico brano.

ALTRI RISVOLTI DELLA RICERCA - Joseph Nunes aggiunge inoltre che tali risultati possano servire efficacemente il mercato discografico anche se sono rivolti a dati e canzoni ormai passate. Sarebbe quindi interessante scoprire se tali precetti siano applicabili anche ai singoli del 2015. Questo studio sui singoli di successo giustificherebbe anche il perché brani di stampo progressive rock o, per esempio, free jazz, sembrino quasi ostracizzati dalle classifiche delle hit più ascoltate del momento. Bisogna sempre ricordare il fatto che la musica, a meno che non sia studiata e valutata da un esperto del settore o un appassionato con un vasto background, ricopre primariamente un ruolo ricreativo per l’ascoltatore medio che cerca, nell’arte dei suoni, freschezza e fluidità.

Quindi, per chi desidera ricevere qualche spunto per comporre una musica che sia di successo, lo studio del dott. Nunes potrebbe considerarsi un valido alleato o, comunque, un motivo di riflessione su quello che la musica può dare e quello che l’ascoltatore medio vuole davvero ricevere.

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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