Musica, Cultura e Identità Nazionale: rievocando Verdi al Vittoriano

Musica, Cultura e Identità Nazionale

Giuseppe Verdi (das-kabarett.blogspot,com)

 

ROMA - Musica, Cultura e Identità Nazionale è la mostra indetta presso il Complesso del Vittoriano che omaggia Giuseppe Verdi, il maestro del melodramma ottocentesco italiano, a due mesi dalla celebrazione del  bicentenario dalla sua nascita. Nato a Le Roncole il 10 ottobre del 1813, Giuseppe Verdi ha carpito, nella sua carriera operistica, l’animo del popolo italiano che a partire dal romanticismo ha sviluppato quell’indole patriottica che ha provocato i moti risorgimentali. L’esposizione è curata da Massimo Pistacchi, Marco Pizzo e Gaia Maschi Verdi, in collaborazione con un Comitato d’Onore diretto dal Maestro Riccardo Muti.

VERDI AL VITTORIANO – Musica, Cultura e Identità Nazionale è stata allestita presso il Complesso del Vittoriano dal 7 dicembre 2013 e resterà aperta sino al 19 gennaio 2014. A confermare il valore storico e sociale della mostra, la giornata d’apertura ha visto la speciale presenza del ministro dei beni e delle attività culturali Massimo Bray.

IL PATRIMONIO ESPOSTO – La mostra riassume i punti chiave della ricca e movimentata vita artistica del compositore, ripartendoli in sei sezioni che collezionano reperti originali del diciannovesimo secolo, volti a sottolineare l’impegno sia operistico che sociopolitico di Verdi, lasciando spazio alle interrelazioni scaturite fra la sua carismatica figura e lo scenario musicale e storico a lui circostante. Il materiale esposto spazia dai dipinti ai giornali satirici, dalle incisioni ai reperti audiovisivi, arricchendo le ricostruzioni biografiche di Verdi. uomo e genio che ha assistito al memorabile periodo di transizione italiano che dall’occupazione straniera ha raggiunto la libertà, dipingendo con classe e arguzia personaggi iconici e arie indimenticabili.

LE SEZIONI DELLA MOSTRA - Vedere Verdi è il titolo della prima sezione della mostra che espone una serie di autografi, scritti negli ultimi quattro anni di vita del compositore, collezionati da Ercole Alberghi nel 1913 il quale li acquisì grazie al fortuito incontro con Teresina Nepoti, governante in casa Verdi che conservò i documenti dopo la morte del maestro. Seguono alcuni dipinti del drammaturgo accompagnati dalle inquadrature Giuseppe Verdi Nella Vita e Nella Gloria, lungometraggio di Giuseppe de Liguoro che nel 1913 diresse il film muto dedicato alla vita del celebre compositore. La seconda tappa, Verdi e il Romanticismo, collega le opere verdiane con il movimento artistico ottocentesco, offrendo la visione di programmi di sala o locandine del periodo.

Musica, Cultura e Identità Nazionale

Grammofono esposto alla mostra (cinquequotidiano)

UN OPERISTA DIDATTA - Seppur ritenuto parzialmente un compositore romantico, il repertorio melodrammatico verdiano si veste di un’aura didattica che lega, alle grandi passioni raccontate, una velata intenzione formativa. Il pubblico, appassionato alle vicende rappresentate a teatro, coglie nell’opera di Verdi un messaggio talvolta patriottico e spesso educativo. Nabucco, terza opera in musica verdiana, espone nel suo ardente Va’, pensiero, sull’ali dorate, il metafisico amore patriottico degli ebrei schiavizzati dal re di Babilonia e, nel contempo, invoca quello stesso sentimento, così magistralmente decantato nell’aria, nel cuore degli italiani prossimi al Risorgimento.

INTEPRETI E ISPIRATORI - Scene e Primi Interpreti del Melodramma Verdiano offre uno sguardo sugli attori e cantanti lirici che hanno caratterizzato i personaggi dei melodrammi verdiani. Tra questi, spicca il tenore Francesco Tamagno che nel 1887 interpretò Otello durante la prima dell’omonima e fascinosa opera verdiana, presso La Scala di Milano. La passione di Verdi per Shakespeare focalizza l’interesse del compositore per le tecniche drammaturgiche del Cigno dell’Avon, in particolare riguardo al suo repertorio tragico che ha partorito le due versioni operistiche verdiane di Otello Macbeth. Tema di Requiem racconta il legame fra Verdi e il drammaturgo milanese Alessandro Manzoni, al quale il compositore dedicò la Messa di Requiem, composta in occasione del primo anniversario dalla morte del celebre scrittore, padre di quel romanzo storico che, dal 1927, ha cambiato la storia della letteratura italiana. Nella sezione è possibile visionare il filmato delle esequie di Giuseppe Verdi e ascoltare il concerto per la riapertura della Scala al seguito della fine della Seconda Guerra Mondiale in onore della nascente Repubblica, diretto da Arturo Toscanini l’11 maggio del 1946.

MUSICA E CINEMA - Sentire Verdi mostra alcuni sistemi di riproduzione sonora precedenti all’era del digitale. Verdi al Cinema, ultima sezione di Musica, Cultura e Identità Nazionale, colleziona alcuni frammenti cinematografici, lungometraggi che elencano alcune melodie utilizzate come colonne sonore di film e dedicate alle composizioni verdiane.

L’ARTE ONLINE - Sarà possibile fare una visita interattiva della mostra tramite il sito di CulturaItalia, un portale dal libero accesso dedito alla collezione di qualsiasi patrimonio culturale italiano che concerne la possibilità di avvicinarsi, tramite un semplice click, alle bellezze artistiche italiane.

UN PATRIMONIO COLLETTIVO - Giuseppe Verdi ha rivoluzionato come nessun altro il volto della musica operistica  italiana, le cui funzioni hanno superato l’accezione di puro e semplice intrattenimento per sconfinare in una dimensione a sfondo etico e didattico. L’attaccamento spirituale nei confronti dei melodrammi verdiani è un chiaro sintomo della profonda empatia che il compositore ha nutrito nei confronti del pensiero collettivo portando in breve tempo il pubblico a riconoscerlo come compositore del popolo. Musica, Cultura e Identità Nazionale  promuove il lascito che Giuseppe Verdi ha infuso nello spirito italiano, continuando a esercitare un forte ascendente popolare a duecento anni dalla sua scomparsa, legato per sempre all’immagine di vate di uno dei più stupefacenti secoli di storia italiana.

Foto preview: o2blog.it

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

 

 

 

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